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Andrea Petrucci, con la
Fermana fino all’infinito

SERIE C - Il dg Fabio Massimo Conti e il giocatore hanno ringraziato patron Maurizio Vecchiola e il presidente Umberto Simoni che hanno reso possibile il ritorno dell'esterno offensivo on un contratto quinquennale. Il centrocampista: «Contento di essere qui perché a Fermo sono cresciuto calcisticamente. Prendo il numero 8 in accordo con Zerbo». Primi infortuni: De Pascalis già ko
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Petrucci e il dg della Fermana Conti

 

di Paolo Bartolomei

FERMO – La Fermana Football Club ha presentato Andrea Petrucci alla stampa e ai tifosi, anche se un giocatore così ha bisogno di ben poche presentazioni, soprattutto a Fermo: è stato più che altro un saluto di bentornato.

L’esterno di centrocampo torna in gialloblù dopo una sola annata in cui ha vissuto una parentesi in serie B con il Carpi e poi una intera stagione positiva con la Vis Pesaro in C.

28 anni compiuti un mese fa, per lui un contratto quinquennale, una sorta di matrimonio a vita con i colori che lo hanno visto crescere calcisticamente tra il 2009 e il 2017, dall’Eccellenza alla serie C. Colori che anche lui, da parte sua, ha contributo a far crescere, perché quella promozione in C di due anni fa è anche opera sua.

Esordisce in conferenza stampa il direttore generale Fabio Massimo Conti: «Come avrete capito è stata una trattativa complessa per i motivi burocratici relativi al Carpi che prima doveva alleggerire il proprio monte ingaggi. Va fatto un ringraziamento al presidente Simoni e a patron Vecchiola che hanno consentito il ritorno di Petrucci».

Il dg si riferisce sicuramente al fatto che sia stato necessario uno sforzo economico, visto che le condizioni non saranno le stesse di due anni fa, ma è giusto così visto quanto vale, sul campo, il giocatore.

«Nella trattativa sono stati inclusi anche Mane e Soragna; percorso inverso hanno fatto Rossoni e Grieco che sono andati al Carpi, quest’utimo in prestito ai romagnoli dopo aver prolungato il contratto di un anno con la Fermana. Molteplici sono le ragioni, non solo di natura tecnica, che ci hanno spinto a far tornare Petrucci a Fermo. Conoscevamo benissimo il giocatore, protagonista della promozione in serie C di due anni fa, quindi ogni spiegazione è superflua».

Petrucci alla Fermana in Eccellenza nel 2009/10, al centro tra Paolini e D’Eustacchio (foto di Marco Capancioni – Fotobook)

Poi è la volta di Petrucci: «Ringrazio il direttore e tutta la società per avermi dato l’opportunità di tornare in una piazza a cui sono legato perché a Fermo sono cresciuto calcisticamente, dalla prima militanza in Eccellenza di dieci anni fa fino alla promozione in serie C di due anni fa. Il contratto di cinque anni è molto importante, spero di restare a Fermo così a lungo – ha proseguito poi -. In merito alla mia esperienza in serie B a Carpi e C a Pesaro, direi che ogni annata serve per imparare qualcosa in più. A Pesaro ho raggiunto il mio obiettivo personale di realizzare un gol in più dell’anno prima (4 a Pesaro contro i 3 a Fermo in C, ma l’anno prima in serie D con la Fermana ne aveva fatti 12, ndr) inoltre con la Vis ho fatto anche 6 assist che hanno portato ad altrettanti gol. Ho visto questa nuova Fermana pochi giorni fa nell’amichevole con il Carpi, è una squadra di giovani di buona prospettiva, ed ha chiaramente l’impronta del mister che già conoscevamo».

Il dg Conti torna sulla Tim Cup che ha visto l’eliminazione della Fermana al primo turno contro la Carrarese solo ai rigori: «C’è rammarico per non esserci qualificati, però abbiamo fatto una ottima prestazione contro una avversaria che sulla carta sarebbe più forte di noi, anche se sul campo non si è vista questa superiorità, infatti siamo stati noi a mettere in difficoltà la Carrarese e forse a meritare di vincere. Nelle amichevoli precedenti si sono viste prestazioni importanti da parte nostra».

In merito ai primi infortuni stagionali, il dg precisa che mentre per Urbinati si tratta solo una botta subita Carrara, il problema per De Pascalis sembra più serio.

Anche in tribuna centrale nuovi seggiolini, con colori più vivaci

Petrucci parla del campionato: «Il girone è tosto, secondo me più dello scorso anno, ci sono squadre blasonate come il Modena, Cesena, Reggiana, Triestina, una decina di squadre hanno rose importante e puntano tutte a vincere il campionato. Però se noi affronteremo il campionato con la stessa mentalità di questi anni, potremo dire la nostra».

Infine Andrea vuole fare una precisazione: «Cambio numero di maglia, non prenderò più il “mio” 7 in accordo con Zerbo, con cui ho parlato tranquillamente, perché mi ha detto che per lui è un numero importante, per motivi personali. Ho scelto il numero 8. Ma alla fine il numero sulla maglia è relativo, l’importante essere tornato a giocare qui».

Tra il pubblico il team manager Matacotta fa una battuta: “Se il numero 8 lo metti in orizzontale, può significare infinito!

Nelle ultime quattro stagioni (due in D e due in C) Petrucci non ha fatto mai meno di 30 presenze all’anno, mai un vero infortunio, le poche volte che è rimasto fuori è capitato più che altro per motivi tecnici o tattici.
Oltre ad essere affidabile in campo come calciatore, e fuori come persona, la sua salute di ferro è un’ulteriore garanzia, visti i numerosi infortuni ai giocatori canarini nello scorso anno. 
Bentornato Andrea!

 

Fotogallery

Il colpo d’occhio delle tribune laterali, est e ovest, con i nuovi seggiolini (obbligatori con lo schienale, secondo le nuove direttive) e ben visibile il 1920, anno di nascita della prima società di calcio cittadina partecipante ad un campionato federale

 

Gli ultimi ritocchi in tribuna laterale ovest

 

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