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Decreto ‘Cura Italia’, i commercialisti:
“Si poteva fare molto di più,
sospendere i versamenti per le imprese”

PAROLA AGLI ESPERTI - Continua su Cronache Fermane la rubrica in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Fermo guidato dalla presidente Eliana Quintili. Ogni settimana i professionisti iscritti all'Ordine affrontano temi di attualità e approfondimenti sul mondo della contabilità, fiscale e del lavoro
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di Eliana Quintili *

Il Decreto legge n. 18 “Cura-Italia”, annunciato il 15 marzo ma pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo nella tarda serata del 17 marzo, mette in campo una serie di provvedimenti tampone al fine di sostenere privati e imprese in questo momento di estrema crisi; voglio qui analizzare quelli di natura fiscale al fine individuare gli effettivi beneficiari nel nostro territorio.

L’articolo 62, ai commi 2,3 e 5, sospende i versamenti in scadenza tra l’8 e il 31 marzo delle ritenute per addizionale regionale e comunale, l’iva e i contributi previdenziali e assistenziali di imprese e lavoratori autonomi con un volume di affari del 2019 inferiore a 2 milioni di euro e ne stabilisce il pagamento il 31 maggio 2020 in un’unica soluzione oppure in un massimo di 5 rate sempre a decorrere da mese di maggio 2020; occorre fare attenzione perché da tale agevolazione restano escluse le imprese e i lavoratori autonomi con un volume di affari superiore a 2 milioni di euro che dovranno versare tutto entro il 20 marzo 2020.

Lo stesso articolo, al comma 7, dà la possibilità al sostituto di imposta, di non effettuare le ritenute di acconto su redditi di lavoro autonomo e provvigione esclusivamente se il beneficiario ha dichiarato nel 2019 ricavi o compensi inferiori a 400.000 euro e non ha avuto (sic) nel mese precedente dipendenti o assimilati, detta agevolazione è concessa dietro richiesta del beneficiario.

Sempre l’art 62 ai commi 1 e 6, sospende, per tutti i contribuenti indipendentemente dal volume di affari, tutti gli adempimenti tributari (diversi dai versamenti di cui sopra) scadenti dall’8 marzo al 31 maggio e ne differisce la scadenza al 30 giugno 2020, con l’unica eccezione della Certificazione Unica che dovrà essere inviata telematicamente entro il 31 marzo 2020.

L’art. 68 sospende i carichi affidati all’agente di riscossione per le cartelle di pagamento, gli accertamenti esecutivi, gli avvisi di addebito Inps, gli accertamenti delle dogane e le ingiunzioni ed accertamenti esecutivi degli enti locali per il periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio e ne stabilisce il pagamento in una unica soluzione al 30 giugno 2020. Vengono altresì differiti al 31 maggio i versamenti delle rate relative alla “rottamazione ter” e al “saldo e stralcio”.

Sempre l’art. 68 stabilisce che sono sospese fino al 31 maggio 2020 tutte le attività di notifica di nuovi atti e di tutte le azioni di recupero coattivo per i mancati pagamenti delle cartelle esattoriali e degli avvisi scaduti prima dell’8 marzo 2020.

L’art. 64 poi concede, ad imprese e lavoratori autonomi, un credito di imposta pari al 50% delle spese sostenute nel 2020 per sanificare e disinfettare gli ambienti di lavoro fino ad un massimo di 20.000 euro; attenzione però, il D.L. ha stabilito un tetto massimo di soli 50 milioni di euro per tutta italia e non ha ancora stabilito le modalità di attribuzione di detto credito.

L’art. 65 inoltre attribuisce, solo per soggetti esercenti attività di impresa ed esclusivamente per il mese di marzo, un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione dovuto, per gli immobili aventi esclusivamente la categoria catastale c/1, detto credito è fruibile in compensazione; attenzione però sono escluse dal credito tutte le attività  indicate negli allegati 1 e 2 del DPCM dell’11 marzo 2020, ovvero tutte quelle attività per le quali non era stata disposta la chiusura obbligatoria.

Senza scendere in inutili e sterili polemiche, va evidenziato però che si poteva fare molto di più, dal 30 giugno in poi le imprese ed i lavoratori autonomi saranno oberati da un carico di versamenti fiscali e contributivi ai quali difficilmente potranno far fronte stante l’attuale situazione di crollo degli ordinativi e degli incassi. Come ordine dei Dottori commercialisti ed esperti contabili di Fermo rivolgiamo un appello al Governo nazionale affinché sospenda tutti i versamenti per tutte le imprese indipendentemente dal volume di affari almeno fino alla normale ripresa delle attività e ne posticipi il pagamento di almeno un anno”.

*Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della provincia di Fermo




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