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Spondilite anchilosante: diagnosi e terapie. A Radio FM1 quarto appuntamento con Reuma On Air (Video)

FERMO - A Radio Fm1 il quarto appuntamento della rubrica “Reuma On Air” offerta da Novartis, dedicata alle patologie reumatiche. Sono intervenuti la dottoressa Antonella Farina, reumatologa dell’ospedale Murri di Fermo, Stella Rosi, presidentessa della sezione fermana di “Amar” (Associazione Malati Reumatici Marche) e la signora Nadia in qualità di paziente affetta dalla malattia infiammatoria che colpisce le articolazioni della colonna vertebrale oggetto della puntata
Reuma On Air - L'intervento a Radio FM1 di Antonella Farina e Stella Rosi

Da dx Antonella Farina e Stella Rosi

Questa mattina a Radio Fm1 è andato in onda il quarto appuntamento della rubrica “Reuma On Air” offerta da Novartis e dedicata alle patologie reumatiche.

Sono intervenute la dottoressa Antonella Farina, reumatologa dell’ospedale Murri di Fermo, Stella Rosi, presidentessa della sezione fermana di “Amar” (Associazione Malati Reumatici Marche) e la signora Nadia, paziente affetta dalla malattia infiammatoria che colpisce le articolazioni della colonna vertebrale oggetto della puntata odierna. Nello specifico si è parlato della spondilite anchilosante, anche nota come la malattia dell’uomo “che non riesce a guardare le stelle”.

«Parliamo di una malattia infiammatoria dell’apparato muscolo-scheletrico che determina una rigidità del rachide, della schiena, del collo e di tutto l’asse vertebrale – ha spiegato la dottoressa Farina -. In gergo è la patologia tipica “dell’uomo che non riesce a guardare le stelle” perché determina l’impossibilità ad alzare lo sguardo verso l’alto. In genere – puntualizza – si impiegano anni per arrivare a questo tipo di manifestazioni ma, purtroppo, ancora oggi all’interno del nostro ambulatorio è possibile trovare pazienti che arrivano con sintomi così conclamati. Pertanto è fondamentale cercare di evitare di arrivare a questo livello ed il collegamento con il medico di medicina generale è utile per permettere di poter fare una diagnosi precoce e, qualora vi siano sintomi che facciano sospettare la presenza della spondilite anchilosante, è bene mandare il paziente direttamente da uno specialista per poter inquadrare in maniera più completa e corretta la diagnosi e iniziare al più presto una terapia».

Lo sa benissimo la signora Nadia che all’età di 37 anni ha scoperto di avere un’infiammazione all’occhio e attraverso le ricerche per curarla ha scoperto di poter essere affetta da una malattia reumatica. «Circa 20 anni fa ho avuto questa infiammazione e la prima diagnosi precoce mi aveva messo in guardia su una possibile malattia reumatica – ha illustrato -. Per cinque anni il mio corpo non ha dato segnali, poi con l’avvento della menopausa la malattia è fuoriuscita e essendo già preparata a riguardo sono andata direttamente nel reparto di medicina dalla dottoressa Farina e ho avuto la diagnosi effettiva della malattia. All’inizio non è stato semplice accettarla perché oltre al dolore colpisce anche l’aspetto psicologico: questa è una malattia che all’esterno non si nota ma è parecchio invalidante. Non è stato semplice nemmeno trovare la terapia adatta ma alla fine ci siamo riusciti con dei farmaci biologici. E anche la somministrazione di questi ultimi non è semplice perché ogni due mesi devo recarmi in ospedale. Tuttavia, grazie a quella prima diagnosi precoce, oggi sto bene e faccio una vita come tutti gli altri».

Ma quali sono i sintomi della spondilite anchilosante? A spiegarlo è stata proprio la dottoressa Farina: «Quello classico è il comune mal di schiena, ma bisogna classificarlo in due grandi gruppi per fare una differenziazione tra quello che porta ad un dolore infiammatorio cronico e quello di tipo meccanico. Il primo riguarda i pazienti sotto i 45 anni che hanno un dolore definito infiammatorio (che dura più di tre mesi) a livello del rachide e compare al mattino oppure sveglia il paziente nelle ore notturne. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che la spondilite anchilosante fa parte del gruppo delle spondiloartriti sieronegative e per questo, talvolta, il paziente presenta artrite psoriasica o una manifestazione extra articolare (come per Nadia è stata l’infiammazione all’occhio): ad esempio epicondilite, tendine d’achille, gomito del tennista, entesi, artrite, classico dito ‘a salsicciotto’ che si gonfia all’improvviso senza apparente trauma. Queste sono tutte possibili piccole avvisaglie della spondilite anchilosante. Così come avere una psoriasi cutanea o la presenza di una retto-colite. Per questo è fondamentale la collaborazione tra i diversi specialisti e per questo da circa dieci anni collaboriamo con il professor Macarri e la dottoressa Piergallini con cui stipuliamo un’unica terapia per gestire la malattia a 360 gradi».

Per migliorare l’efficacia del percorso di cura è importante anche il rapporto che si instaura tra pazienti. Questo consente la diffusione di informazioni utili a far fronte alla patologia, inoltre incide anche sulla qualità della vita. A riferirlo è stata Stella Rosi, presidente dell’Associazione Marchigiana Malati Reumatici: «Noi siamo in contatto con tutti i centri reumatologia delle Marche e cerchiamo di avere dei tavoli di confronto in Regione per poter risolvere le problematiche relative al mondo della reumatologia. Nei vari distretti del territorio organizziamo eventi che cercano di promuovere la diagnosi precoce, dal momento che sappiamo che le liste di attesa sono molto lunghe. Per questo ci mettiamo in piazza con i nostri medici e i nostri volontari e facciamo degli screening gratuiti».

E a tal proposito proprio sabato prossimo (tutta la giornata) e domenica 2 ottobre (solo la mattina), in piazza del Popolo a Fermo, verrà offerta la possibilità di fare dei colloqui con dei reumatologi che avranno a disposizione anche tutta la strumentazione che permetterà di vedere l’aspetto osseo tramite una densitometria ad ultrasuoni (Moc), e anche la capillaroscopia e l’ecografia. «Questo è quello che offriamo ai cittadini per poter avere una diagnosi precoce che purtroppo con il nostro sistema sanitario regionale non è sempre possibile» ha concluso la Rosi. A tutto questo, proprio perché la malattia è parecchio invalidante e molto spesso conduce ad un disagio psicologico, in questa edizione del malato reumatico delle Marche ci sarà anche un punto di ascolto dove ci sarà una counselor (consulente famigliare) proprio per affrontare anche l’impatto psicologico di queste patologie che stravolgono la vita.

 

Il prossimo appuntamento sarà giovedì 27 ottobre alle ore 11 con un approfondimento dedicato alla gotta e alla condrocalcinosi.

Rubrica offerta da Novartis

 

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