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Presidio Rsu davanti al Murri, Donati (Cisl) ai sindaci: «Partecipare è un dovere»

IL SEGRETARIO generale Cisl Fp si rivolge ai primi cittadini: «Partecipare al presidio di venerdì, insieme alla Rsu, dovrebbe essere un dovere per chi vuole difendere la sanità pubblica del Fermano, la propria professionalità, e i cittadini che rappresenta»


«La Segreteria Regionale Cisl Fp Marche sostiene convintamente le rivendicazioni della Rsu della Ast Fermo ed invita iscritti, dipendenti, cittadini ed associazioni a partecipare all’Assemblea-presidio che simbolicamente i componenti Rsu hanno organizzato venerdì 24 febbraio a partire dalle ore 13, davanti all’Ospedale di Fermo. La Cisl Fp ancora una volta sollecita i sindaci del Fermano a non lasciare soli gli operatori della Ast di Fermo nelle loro legittime richieste di essere trattati con dignità e non come numeri o caselline da riempire o spostare alla bisogna. Ne vale dell’efficienza dei servizi resi ai cittadini». E’ quanto rimarca, in una nota sindacale, il segretario generale Cisl Fp, Giuseppe Donati, a meno di 48 ore dal presidio che si terrà davanti al Murri di Fermo.

«Cari sindaci, senza operatori motivati ed in numero adeguato, i vostri cittadini non potranno mai avere risposte adeguate alle richieste legittime di prestazioni sanitarie, di prevenzione ed in tempi accettabili. Difficile anche l’accessibilità all’unica struttura ospedaliera di Fermo perché al di la delle inaugurazioni, molto di ciò che viene pubblicizzato poi rimane non fruibile a pieno a causa di mancanza di personale. Ecco perchè sarebbe molto importante la vostra presenza al Presidio di venerdì. Dovreste essere presenti e combattere con la Rsu per una sanità pubblica, capace di restare vicino soprattutto ai più deboli, meno abbienti, non autosufficienti. Con i numeri attuali che vedono carenze gravissime in Ast Fermo di medici, infermieri, Oss, Tecnici Sanitari, personale della prevenzione e della riabilitazione, è impossibile garantire pienamente il diritto alla salute di ogni cittadino. Cari sindaci, mancano almeno 40 infermieri ma è un numero del tutto sottostimato, nei reparti, ambulatori e servizi distrettuali e territoriali dell’Azienda fermana. La mancata assunzione di questi 40 infermieri significa sottrarre ai malati e agli utenti del fermano circa 60.000 ore di assistenza. Mancano anche 15 Oss per poter garantire il supporto vero ed auspicato, che solo questa figura, diventata molto importante negli anni all’interno dell’equipe assistenziale, può fornire al personale infermieristico. Gli Oss garantiscono l’assistenza ai bisogni primari del malato. Senza di loro, i malati non autosufficienti si sentono sicuramente molto più soli. La mancanza di 15 Oss significa almeno 20.000 ore di assistenza in meno fornite ai malati. Le richieste della Rsu sono note a tutti e vertono sulla pari dignità di trattamento all’interno della Regione Marche che significa non solo la necessità urgentissima di riequilibrare i rapporti tra numero di operatori e numero di residenti che per la provincia di Fermo è nettamente svantaggioso rispetto ad altri territori ma anche di combattere la mobilità passiva dei cittadini del Fermano verso strutture di altre province o addirittura verso altre Regioni. Ogni anno la spesa in uscita per prestazioni fuori Ast Fermo sfiora i 14 milioni di euro su un budget di circa 270 milioni assegnato dalla Regione. Questo, in molti casi, è generato da tempi lunghi e difficoltà di accesso alle prestazioni specialistiche e diagnostiche. Nei giorni scorsi, la Rsu ha pubblicato alcuni tempi di attesa, tutti verificati alla data del 8 febbraio, che sono a dire poco, inaccettabili. Succede perché in carenza di professionisti, molte prestazioni “P” non riescono ad essere prese in carico dal sistema pubblico. La rivendicazione della Rsu pienamente condivisa dalla Cisl Fp, si basa su numeri ormai certificati e drammatici di carenza di professionisti, operatori, dipendenti dell’area amministrativa. Come poter garantire una buona e dignitosa assistenza ai malati se le risorse per assumere nuovo personale sono talmente contingentate ed assoggettate a limiti finanziari troppo stringenti come ad esempio il famigerato “rispetto del tetto di spesa” del personale? Bisognerebbe però capire anche come sono state assegnate le risorse per le assunzioni di personale alle cinque province delle Marche. Vanno rivisti subito i criteri di ripartizione ma soprattutto non possono essere attivati nuovi reparti o servizi, ad esempio Emodinamica, senza personale aggiuntivo. Come pure non è tollerabile sottrarre 21 professionisti dai turni per assegnare incarichi di funzione senza l’adeguata sostituzione degli stessi. Alla fine della fiera, lo sappiano cittadini, dipendenti e soprattutto i sindaci, il Piano di Fabbisogno di personale per l’anno 2023 pubblicato all’interno del Piao della Ast Fermo, prevede addirittura una riduzione di posti per infermieri ed Oss. Da 674 infermieri del 2022 si passa a 650 posti a fine 2023. Da 144 Oss del 2022 si passa a 136 a fine 2023. Non si hanno certezze sui rinnovi dei tempi determinati in scadenza ad aprile nonostante le rassicurazioni dell’assessore Saltamartini ma soprattutto il rischio peggiore sarà di perdere professionisti già formati perché non sarà possibile stabilizzarli, visti i limiti finanziari, in assenza di graduatorie valide per assumere perché quelle esistenti scadranno per legge. Va chiarito che tutti i numeri che si leggono sulla stampa di chiamate per assunzioni si riferiscono, ammesso che quelli chiamati firmeranno effettivamente il contratto di assunzione, alla copertura del mero turn over quindi non ad assunzioni aggiuntive. Alla faccia del riequilibrio delle risorse per Fermo. Ecco perché partecipare al presidio di venerdì, insieme alla Rsu, dovrebbe essere un dovere per chi vuole difendere la sanità pubblica del Fermano, la propria professionalità, e i cittadini che rappresenta».



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