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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Lettera di Legambiente ai candidati sindaci: «Vi chiediamo di scegliere oggi per il domani»

PORTO SANT'ELPIDIO - Il circolo ''Antonietta Belletti'' ha elencato una serie di proposte rivolte ai candidati. Le tre questioni più importanti riguardano il comparto Fim, il lungomare e l'aspetto ambientale/naturalistico della città

Il circolo Legambiente ”Antonietta Belletti”, in una lettera, elenca una serie di proposte rivolte ai candidati sindaci di Porto Sant’Elpidio.

«Premesso che l’ambiente e il clima sono questioni decisive e che anche dalle vostre scelte dipende il futuro della terra e della vita, vi chiediamo di scegliere oggi per il domani. A tale scopo chiediamo che le decisioni locali tengano conto di 5 pregiudiziali: 1) riduzione dei consumi energetici e transizione dalle fonti fossili alle rinnovabili; 2) azione al fine della costituzione e/o partecipazione alla comunità energetica; 3) stop al consumo di suolo e quindi all’impiego di asfalto e cemento anche drenanti orientando in tale senso l’abitare, la viabilità, l’industria e le attrezzature impattanti di qualsiasi tipo; 4) evitare “il fare tutto e subito purché si faccia”, perché ogni mutamento cambia per sempre il volto della città. Questo modus operandi deve riguardare anche i materiali che si utilizzano. Se si adoperano materie prime scadenti, il lavoro fatto si deteriora nel giro di pochi anni e la città diventa più invivibile di prima (esempio utile ma non esaustivo: pista di atletica inaugurata l’anno scorso, già con segni di vecchiaia: dal rosso della pista emergono erbacee). Ogni scelta inoltre va ponderata e condivisa con le associazioni competenti e i cittadini; 5) istituzione permanente della “Consulta ambientale e urbanistica”, che sia sede di confronto per tutte le azioni ambientali e urbanistiche poste in essere o da progettare. Un luogo di scambio di pensieri come già sperimentato con successo in passato».

«Ciò premesso, sono tre le questioni più importanti per il complessivo assetto di Porto S. Elpidio. La prima riguarda l’area e il comparto Fim da sottrarre alla fatalistica rassegnazione. La seconda riguarda i sette km di lungomare insieme alle foci di Tenna e Chienti ed allo specchio marino e la terza ha, principalmente ma non esclusivamente, carattere ambientale/naturalistico. 

Per la FIM chiediamo: 1) azione per l’acquisizione dell’area da parte dell’Amministrazione Comunale al fine di portare a compimento la bonifica del terreno ed il restauro della Cattedrale; 2) considerevole diminuzione delle previsioni urbanistiche a partire dalla volumetria, che è stata in passato impropriamente aumentata sembrerebbe quasi come a riscattare i maggiori costi di bonifica. Ricordiamo che vige il principio di “chi inquina paga”, indipendentemente dalla quantità di inquinamento; 3) progettazione inserita funzionalmente nella città con proiezione sul Valtenna, sulla Regione Marche e con riferimento al patrimonio storico naturalistico, attraverso la costituzione di un Parco naturale a boschetto e radure; 4) immediata sistemazione a decoro dell’area demaniale fronte mare attualmente recintata e abbandonata. 

Per il lungomare e il retrospiaggia chiediamo: 1) di lasciare uno spazio libero a verde presso l’Orfeo Serafini. Prevedere la cosiddetta Piazza Verde a mare, togliendo i camminamenti circolari previsti a nord dell’attuale progettazione; 2) salvaguardia e mantenimento di tutte le superfici verdi demaniali e comunali prevedendo spazi destinati ai picnic; 3) previsione di insediamenti stagionali mobili per piccolo commercio; 4) conversione dei finanziamenti per le scogliere a favore di interventi su lungomare e retrospiaggia, con previsione di arretramento degli stabilimenti balneari; 5) attività di controllo per la puntuale osservanza delle norme vigenti in materia di concessione; 6) Contratti di fiume per le aste Tenna e Chienti a garanzia della qualità delle acque di balneazione e dal rischio idrogeologico, con previsione di partecipazione delle associazioni ambientaliste come organo decisionale. Scelta all’unanimità da parte degli enti facenti parte del contratto di fiume di esperti indipendenti in materia: forestale, botanica, faunistica, ingegneria idraulica; 7) parco fluviale del Tenna e del Chienti con ripristino della duna; 8) adesione alla proposta di parco marino per le finalità proprie del turismo e della regolamentazione della pesca nella area marina proposta; 8) salvaguardia delle spiagge libere rimaste; 9) spostamento del Lungomare sud a monte con realizzazione della viabilità a ovest della Cattedrale e a est della ferrovia, lasciando il lungomare attuale come zona pedonale (vedi esempio Porto Potenza). Tale nuova viabilità si ricongiungerebbe con Via Pesaro. 

Per l’aspetto naturalistico e non solo specifichiamo e chiediamo di: 1) evitare di tagliare alberi, anche se non monumentali o protetti. Qualora sembri che non ci siano alternative, chiediamo di farci partecipare ai lavori decisionali relativi a tale scelta di taglio; 2) lasciare intonse le poche aree naturali ancora presenti, evitando quindi di renderle edificabili o di inserirci qualsivoglia cementificazione; 3) evitare di rendere edificabili aree che attualmente non lo sono, togliendo spazio alla campagna, fonte e origine di sostentamento; 4) parco pubblico alberato per l’area Ex-Ligmar; 5) una sede permanente anche in forma collettiva per tutte le associazioni. 

Si chiede inoltre di prevedere la possibilità di accesso consultivo in sede di Commissione LL PP, Urbanistica e Ambiente». Ringraziandovi per la attenzione Vi auguriamo buon lavoro al servizio della città e restiamo in attesa di riscontro». 



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