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Elezioni a P.S.Elpidio, confronto Ciarpella-Battilà-Petrini. A Zoom il clima si infiamma su scogliere e “vero civismo” (Video)

IL CONFRONTO tra candidati alla carica di sindaco a Radio Fm1. Tanto fair play ma non sono mancate le stoccate sulla paternità delle barriere frangiflutto e sulla presenza dei partiti nelle coalizioni di tutti e tre i candidati che si dicono civici
Il confronto a Zoom di Radio Fm1 tra i candidati a sindaco di Porto Sant'Elpidio

Da sin. Massimiliano Ciarpella, Paolo Petrini e Gian Vittorio Battilà

di Francesco Silla

Speciale elezione a Radio Fm1, con i tre candidati alla carica di sindaco di Porto Sant’Elpidio, Massimiliano Ciarpella, Gian Vittorio Battilà e Paolo Petrini (citati nell’ordine in cui appariranno sulla scheda elettorale). Un dibattito politico sul futuro della città, con domande a cui i tre candidati hanno risposto per raccontare la loro idea di amministrazione e di Porto Sant’Elpidio.
Ieri sera, negli studi di Radio Fm1, intervistati da Giorgio Fedeli, direttore di Cronache Fermane e Radio Fm1, ospiti i tre candidati alla carica di sindaco di Porto Sant’Elpidio. Si inizia col direttore che chiede ai tre candidati di presentarsi agli ascoltatori.
«Sono un cittadino di Porto Sant’Elpidio – inizia Paolo Petrini – Laureato, dirigente d’azienda. Ho fatto già il sindaco a Porto Sant’Elpidio, ho fatto il presidente del distretto industriale, sono stato vicepresidente della giunta regionale della Regione Marche, sono stato anche parlamentare con la carica di vicepresidente della commissione finanze e sono un appassionato della mia città e di politica. Ho approfondito molto quelle che sono le leve per lo sviluppo territoriale, per le attività produttive del territorio, ma anche per il turismo e la cultura».
Si presenta Massimiliano Ciarpella: «Sono anche io un cittadino di Porto Sant’Elpidio. Ho 39 anni, sono un avvocato e vengo dal mondo delle professioni legali. Ho avuto un’esperienza politica nel consiglio comunale negli anni 2008-2013 nelle file del Popolo delle Libertà. Sono stato sempre appassionato di politica. Ho un approccio pratico e dinamico alla risoluzione dei problemi. Credo che una città al passo coi tempi debba essere focalizzata su quelle che sono le attrattive e i termini di paragone che vanno oltre il pubblico come burocratizzazione e digitalizzazione, focus che vorremmo aprire durante il proseguo della campagna elettorale».
È il turno di Gian Vittorio Battilà: «Sono figlio di Porto Sant’Elpidio. Sono ingegnere civile, laureato nel 2008 a 24 anni. Ho avuto un’esperienza all’Eni, per poi fare il dottorato in geotecnica e ambiente. Sono tornato in Eni, per poi stare sette anni fuori da Porto Sant’Elpidio per lavoro tra Parigi, la Basilicata e Verona. Nasco politicamente nel 2018 quando mi sono candidato a Porto Sant’Elpidio come consigliere per Laboratorio Civico, un laboratorio di idee che nel 2023 si è aperto a partiti come Lega e Forza Italia, di cui io sono il candidato sindaco».
La prima domanda arriva dal giornalista Matteo Malaspina: «Ognuno dei candidati si dichiara di espressione civica. Il fenomeno del forte civismo che si riscontra nella provincia di Fermo, considerando chi governa nei principali centri cittadini, cosa sta a significare?».

«Io credo che il discorso civico – la risposta di Ciarpella – vada calibrato in ogni singola realtà. Forse un’apertura al civismo può favorire una maggiore partecipazione e dare più risalto a determinate dinamiche. Per quanto mi riguarda sono un civico perché non ho tessere di partito. Un civico che viene dal centrodestra. Questo lo rivendico e lo ribadisco. Il percorso civico è stato fatto perché anche quando ero candidato con il Pdl ero candidato come indipendente. Ho fatto la tessera per soli due anni per poi tornare civico, con i miei valori, che ritengo essere alternativi alla sinistra».
«Non ho mai avuto tessere di partito e – è il turno di Battilà – nasco civico nel 2018 con Laboratorio Civico. Eravamo gli “strani” noi civici, quando i partiti dicevano che serviva militare quasi come dei tifosi. Vedo che nel 2023 va di moda presentare civici. Noi per cinque anni abbiamo lavorato per Porto Sant’Elpidio a livello di politica locale, facendo interventi, come quello che personalmente ho seguito sugli appalti del verde. Abbiamo espresso due consiglieri all’opposizione e a questa nuova tornata elettorale ci siamo aperti a Lega e Forza Italia, che hanno sposato il nostro progetto. Penso comunque che tra i tre, il vero civico con una storia politica di civismo, sia io».
«Io non sono un civico, sono un senza partito. Per questo – tocca a Petrini – ho fondato una mia lista per partecipare a queste elezioni, che si chiama come me “Paolo Petrini sindaco” quindi con un unico e chiaro obiettivo. Credo che il civismo sia un modo per coinvolgere altre persone. Se guardiamo a Porto Sant’Elpidio ci sono quattro partiti nazionali. Tutte le altre sono liste civiche. Se non ci fosse stata questa possibilità, pochi sarebbero stati i cittadini coinvolti e davvero vicini a quelli che sono i veri problemi della città. È quindi uno strumento che coinvolge, poi ogni Comune ha la sua storia».

Quali sono i punti cardine dei rispettivi programmi e quali sono i punti che stanno più a cuore ai candidati? «Noi come coalizione – spiega Battilà – abbiamo stilato un programma molto corposo. Abbiamo identificato le criticità della città come lavoro, sociale e sicurezza e individuato la soluzione nel breve termine attraverso il decoro urbano, un piano di mobilità, il porsi in ascolto dei vari cittadini e associazioni. Uno dei punti principali è la trasparenza insieme alla sicurezza. Il mezzo per risolvere poi le varie questioni risiede in politiche serie di bilancio e le politiche comunitarie, con un’ottima programmazione. Proponiamo quindi un cambio di metodo».

«Proponiamo una città maggiormente competitiva sotto il profilo economico – è il turno di Petrini – non solo consolidando quello che già abbiamo, e cioè la calzatura, ma anche sfruttando la potenza del turismo, aprendo anche a nuovi lavori per i giovani. Abbiamo bisogno di una comunità che funzioni, attraverso un’amministrazione che possa essere innovata e modernizzata nei servizi che eroga, ma anche una comunità che partecipa con maggior coesione. La proposta che facciamo per avere maggiore partecipazione di quartiere è quella di avere per ogni quartiere abitanti che si interfaccino con l’amministrazione».
«Le priorità del nostro programma – spiega Ciarpella – sono la sicurezza e il decoro urbano, che devono andare di pari passo per uno sviluppo ordinato e per rendere una città vivibile ed accogliente, in primis per i cittadini ma anche per tutti coloro che con la nostra città si interfacciano. Una priorità del nostro programma è come incentivare il commercio di prossimità e far riscoprire ai nostri cittadini il piacere di vivere il nostro paese e le abitudini di quartiere. Favorire con misure concrete e di sostegno le nuove aperture e i giovani, favorendo la nascita di nuove start-up. Altro punto focale del programma è il turismo. La nostra vocazione turistica deve essere strutturata e supportata, attraverso un’attenta pianificazione, con marketing e investimenti da un punto di vista infrastrutturale».
Segue poi la domanda del giornalista Pier Paolo Pierleoni: «Qual è il punto del programma elettorale che, se non portato a termine nell’arco dei cinque anni, vi farebbe dire di aver fallito?»
«Fallire per me – spiega Petrini – sarebbe non avere più attività economiche di quelle che abbiamo oggi. Io punto ad aumentare sensibilmente il numero delle attività che abbiamo a Porto Sant’Elpidio. Attività di carattere commerciale, manifatturiero, turistico, sociale e culturale. Puntare sulle nuove frontiere del digitale e delle energie rinnovabili. Avere piccole attività commerciali in misura maggiore favorisce la sicurezza e la qualità della vita cittadina, con una maggiore sostenibilità ambientale e con una maggiore densità relazionale. Quando abbiamo una comunità che funziona, quella comunità riesce a intervenire prima sui disagi e sulle problematiche».

«Fallire significa non aver valorizzato la città in ambito turistico. Significa – rimarca Ciarpella – non aver ampliato l’offerta turistica della città. Questo sarebbe un fallimento per un sindaco che si propone di governare una città come Porto Sant’Elpidio. Per cui il nostro impegno su questo aspetto sarà massimo, insomma supportare tutti coloro che oggi fanno turismo a Porto Sant’Elpidio. Vanno ampliati tutti i vari turismi che possono vedere nella nostra città una miniera di attrazioni».

«Il fallimento – dice la sua Battilà – sarebbe non vedere un Porto Sant’Elpidio più decorosa. La parola chiave è decoro urbano. Significa pianificazione e trasparenza. Il fallimento sarebbe non riuscire ad agire in modo pianificato sui vari aspetti della città come il verde, la viabilità, l’urbanistica. Servono piccoli lavori per rendere la città più appetibile. Inoltre è importante la riqualificazione di diversi parchi e zone del nostro territorio. Piuttosto che puntare sul nuovo che dipende dai privati, la parola chiave è riqualificare per essere una città pronta e decorosa».
Altra domanda da Pierpaolo Pierleoni: «C’è una proposta dei vostri avversari che vi convince e ce n’è qualcuna che considerate non realizzabile?»
«Per quanto riguarda il decoro e la sicurezza – le parole di Battilà – ho sentito dire le stesse cose, con metodi diversi, di quello che diciamo noi. E quindi l’aumento delle telecamere, il lavoro sull’illuminazione, incrementare nuove assunzioni di polizia locale. Per quanto riguarda progetti irrealizzabili, non ne vedo. Magari in qualche punto non c’è una spiegazione di come si vogliono realizzare determinati progetti».
«Concordo sul fatto che non c’è bisogno di pianificare e programmare nuove opere pubbliche ma – rimarca Petrini – riqualificare quello che già abbiamo. Puntare quindi su un arredo urbano che sia gradevole. Non posso non concordare su un obiettivo che mi pare comune, cioè avere una città più bella e riqualificata».
«Decoro e sicurezza accomunano tutti. Misure che – chiude il giro Ciarpella – condivido sono anche quelle sull’ascolto e sulla partecipazione dei cittadini, importanti per avere una città plurale. Una misura acchiappa-like forse è quella di prevedere i droni per combattere la delinquenza, ma questo ovviamente fuori dalla polemica». Petrini risponde in replica perché sua è l’idea dei droni: «E’ una misura copiata da altre città, che va ad aumentare la dotazione tecnologica per aumentare la sicurezza».

Si arriva al tema delle scogliere. Un discorso trasversale, che investe urbanistica e turismo, per un rilancio del settore balneare.
«Le scogliere sono una realtà per Porto Sant’Elpidio. Una città che era rimasta fuori perché negli anni precedenti non ne aveva bisogno. Quando ne aveva necessità, le barriere – spiega Petrini – si potevano costruire solo in maniera soffolta. Questa modalità non ha funzionato. L’amministrazione comunale si è poi attivata presso l’amministrazione regionale per cambiare il piano di sicurezza della costa e sono stati ottenuti i finanziamenti. Anche l’amministrazione ha fatto la sua parte stanziando un milione e mezzo di euro. Sono arrivati poi i fondi Pnrr. Possiamo quindi dire che tre quinti dell’opera sono finanziati. La prossima amministrazione dovrà cercare i soldi per realizzare tutto il progetto».
«La difesa della costa – puntualizza Ciarpella – è una priorità per una città come Porto Sant’Elpidio che si estende per 8 km come litorale.  Le scogliere sono una necessità che non è stata ravvisata dalle precedenti amministrazioni comunali e regionali di centrosinistra. Non hanno creduto nel progetto delle scogliere emerse non perché non potevano essere realizzate all’epoca, visto che il piano poteva essere modificato nel 2005, nel 2010 e nel 2012. È stato fatto nel 2019 e poi grazie all’intervento forte e puntuale dell’attuale amministrazione regionale il progetto è stato finanziato. Il Comune non è intervenuto in maniera puntuale, secondo me». Risponde Petrini in replica, essendo un ex amministratore regionale: «Quando sono arrivato in Regione, prima dell’attuale amministrazione, il progetto era già stato finanziato per gli scogli che sono stati messi nella parte sud della città. Quando ero assessore regionale si sono svolti i lavori per mettere quelle scogliere. Per qualche anno hanno funzionato. Poi abbiamo capito che quell’effetto positivo non c’è stato ed è partita la modifica di quello che era il piano di difesa della costa. Il finanziamento dalla regione è parzialmente arrivato con la precedente amministrazione, poi quella attuale ha completato il progetto».
Il microfono a Battilà: «Senza appellarmi alle varie amministrazioni regionali di turno, una buona amministrazione dovrebbe seguire le procedure amministrative che sono arrivate e captare i fondi per realizzare i progetti pianificati. Dobbiamo quindi ringraziare i fondi Pnrr. Una buona amministrazione deve pensare ad investimenti coerenti per proseguire il progetto di difesa della costa. Aggiungo che a livello ambientale bisogna interloquire con altri Comuni, per concertare in maniera seria un progetto più ampio che non vada ad intaccare la naturalità della costa».

Passando al tema della sicurezza, come pensano i candidati di agire?
«Bisogna intervenire –  spiega Ciarpella – sotto molteplici profili. Aumentare l’organico della polizia municipale che va supportata nella sua azione di sicurezza. Potenziare i sistemi di video sorveglianza che vanno ampliati a tutta la città. Secondo la mia coalizione è necessario dotare la città di un distaccamento della polizia municipale in un’area particolarmente critica, che è quella limitrofa a Lido Tre Archi. C’è bisogno di favorire la collaborazione pubblico-privata in quest’ambito. Come ultimo punto, dotare di percorsi alla legalità le scuole».

«Nel programma – tocca a Battilà – abbiamo inserito tre interventi prioritari. Il primo riguarda l’aumento della sicurezza. Dove manca, c’è disagio sociale. Bisogna quindi capire quali sono le persone a rischio delinquenza. Proponiamo un aumento delle telecamere Ocr con la ricognizione ottica. Per quanto riguarda l’aumento dell’organico della polizia municipale, va sottolineato che lo scopo è quello di aumentare il personale con scopi operativi e non burocratici e organizzativi. Un’altra idea potrebbe essere un “baratto“ con il privato sull’istallazione di telecamere, in modo da riconoscere al privato stesso qualcosa per avere anche una funzione pubblica per quelle telecamere».
«Intanto è da notare come la prostituzione – sottolinea Petrini – non sia più il tema della campagna elettorale, come lo è stato negli ultimi 15 anni. Un fenomeno di dimensioni contenute e sotto controllo mentre quello di una delinquenza diffusa deve essere maggiormente controllato e contrastato. Per farlo ci vuole una maggiore presenza di carabinieri, polizia e guardia di finanza. Per avere questa maggior presenza dobbiamo meglio organizzare il corpo dei vigili urbani, che già svolge molte funzioni ed è molto importante. Ma questo deve togliere lavoro alle altre forze, in modo tale che le prime possano occuparsi solo della delinquenza. Bisogna ovviamente aumentare e migliorare la strumentazione tecnologica. Accordi pubblico-privati per la strumentazione sono stati già fatti con soddisfazione di tutti, per esempio, in contrada Pescolla».

Qual è la visione dei tre candidati sull’urbanistica, a partire da problematiche come l’ex Fim. Come intendono i candidati il rapporto con il Fermano?
«Per quanto riguarda l’ex Fim, siamo l’unica coalizione che – tende a ribadire Battilà – punta su una bonifica immediata. Va tutelata la memoria storica del luogo. Bisogna interloquire con un privato. Io sogno che ritorni tutto in mano al Comune, in modo tale da creare dei parchi che erano in progetto, un’arena sportiva, o anche delle nuove strutture ricettive. Abbiamo sull’Orfeo Serafini dei progetti. Li è mancato l’ascolto dei cittadini. È diventata un’isola a sé. Fare pur di fare è sbagliato. Sono sempre fondi pubblici e ascoltare i cittadini è fondamentale».
«Quando ero sindaco – ricorda Petrini – ero riuscito ad avviare il processo di bonifica della Fim. Purtroppo, è intervenuto questo vincolo monumentale con cui bisogna fare i conti. Serve conciliare il disinquinamento dell’area con il mantenimento del valore storico del luogo. È complicato ma bisogna trovare un compromesso, per poter andare avanti con la riqualificazione di quella zona, con aree verdi, parchi e aree abitabili».
«Noi crediamo fermamente che – non ha dubbi Ciarpella – vada avviata e conclusa al più presto possibile l’attività di bonifica perché la tutela della salute pubblica è prioritaria. Va avviata un’interlocuzione con Soprintendenza e con i beni culturali per valutare quelle che sono le previsioni dell’area. A nostro modo di vedere quella è un’area centrale che può rappresentare il volano della Porto Sant’Elpidio di domani, con strutture turistiche e pubbliche che dovranno nascere. Allo stesso tempo evitare un’eccessiva cementificazione».
Quali sono le iniziative a livello sociale che i tre candidati hanno intenzione di promuovere? E come hanno intenzione di abbattere le barriere architettoniche?
Battilà propone «l’ascolto delle associazioni di volontariato, che fino ad oggi è stato carente. Abbiamo proposto il bilancio sociale per monitorare le varie situazioni e capire come agire. Per i giovani ci proponiamo di ascoltare le loro idee anche nel merito della riqualificazione delle varie aree. Intendiamo anche assumere dei professionisti che accompagneranno le famiglie con difficoltà in percorsi di rinascita. Per quanto riguarda la disabilità e le barriere architettoniche non posso non citare Lorenzo Petrini che si occupa di questi temi, avendone esperienza personale. Abbiamo un piano per rendere più fruibile a tutti la città. Non posso negare che del lavoro è stato fatto. Ma noi come coalizione vogliamo puntare sulla bandiera Lilla».
«Con i fondi del Pnrr – tocca a Petrini – si rafforzeranno strutturalmente i servizi sociali d’ambito e quindi ci sarà una maggior capacità di intervento su quelle che sono le tematiche legate agli anziani non autosufficienti, ai disabili ma anche alla genitorialità, con problematiche che si ripercuotono sui figli e su cui bisogna intervenire prima. Porto Sant’Elpidio ha a disposizione 450 mila euro per il fondo povertà. Dobbiamo usarle nel modo corretto. Infine, il tema della disabilità è centrale. Molto spesso chi è disabile è meglio che non stia in famiglia e provi, attraverso i giusti percorsi, ad avere una vita autonoma e più piena. Ci vogliono ovviamente le misure adeguate da parte dell’amministrazione per abbattere le barriere architettoniche, seguite da un impegno costante per mantenere quelle misure e renderle efficaci».
Per Ciarpella «dopo il covid la povertà è aumentata. Un’amministrazione attenta a queste tematiche deve supportare le associazioni di volontariato che già operano e fanno molto per il nostro territorio comunale. Deve attivare tutta quella rete di servizio e di supporto alla persona. Deve sgravare le famiglie di tanti oneri incombenti, soprattutto per quanto riguarda i momenti post-scolastici. Deve infine promuovere percorsi di inserimento nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda le problematiche inerenti alla disabilità, questo è un tema centrale. Vanno attivate le reti per cercare di risolvere e di offrire vie nuove e di sollievo per tutte quelle famiglie che fanno i conti con la disabilità, dunque potenziare l’accessibilità per abbattere tutte le barriere architettoniche della nostra città».

Come ultimo momento di zoom i candidati hanno fatto una domanda ai reciproci avversari politici. Ciarpella ha iniziato affrontando il tema della sanità, che nel suo progetto di città ha intenzione di «potenziare attraverso la medicina di prossimità e di servizi specialistici, collaborando con le associazioni di volontariato che si occupano di prevenzione e screening. Sanità significa anche occuparsi delle fragilità. Abbiamo proposto la figura dello psicologo di base per gli under 35, perché questa problematica si è accentuata e lo psicologo è una figura di cui sempre più persone hanno bisogno». Arriva poi la risposta di Battilà: «Anche noi abbiamo intenzione di lavorare per un presidio medico di prossimità. Stiamo cercando di reperire dei fondi. Vogliamo puntare anche sullo screening utilizzando gli utili delle farmacie comunali per capire le patologie più sofferte nel territorio e investire in prevenzione». Petrini sottolinea che in ambito sanitario la responsabilità della Regione e dell’Ast in materia sanitaria non deve essere sostituita: «Abbiamo bisogno di potenziare i servizi della città. Dobbiamo riorganizzare i medici di famiglia per avere, ad esempio, la guardia medica che oggi non abbiamo più. Abbiamo però bisogno anche di altre strutture per andare a coprire le problematiche come gli anziani non autosufficienti. Dobbiamo agire anche sul benessere sociale dei ragazzi che dopo il covid sono rimasti un po’ troppo soli».
Battilà ha invece voluto affrontare il tema dei fondi e del modo in cui i suoi avversari vogliono strutturare il Comune per recepirli: «Noi abbiamo in mente di creare un assessorato per le politiche comunitarie, per porci in ascolto delle associazioni di settore, fare delle convenzioni con gli ordini professionali e le fondazioni partecipate per dare liquidità a quelle aziende che hanno bisogno di risorse». Petrini conferma che le liquidità di un Comune non possono essere sufficienti per far fronte a tutte le comunità: «La nostra idea è di strutturarci non tanto per i fondi che deve prendere il Comune, ma creare uno sportello start-up per redistribuire a progetti del territorio i fondi che possiamo intercettare insieme a professionisti di progetti». Per Ciarpella occorre «strutturare, riorganizzare e implementare l’organizzazione degli uffici comunali per intercettare al meglio i fondi del Pnrr ma anche fondi europei. È importante dotare l’amministrazione di un assessorato alle politiche comunitarie. C’è bisogno però anche di un supporto esterno di euro-progettazione che vada ad implementare il lavoro degli uffici comunali».
Nel suo turno Petrini concentra la domanda sull’autonomia politica: «Quando ho fatto il sindaco mi sono dimesso nel momento in cui non c’erano i presupposti per andare avanti, malgrado il mio partito fosse contrario. Ho dato incarichi anche a persone di altri partiti perché riconoscevo loro la competenza. Ho per esempio privatizzato anche la mensa malgrado tutti quelli che ci lavorassero fossero iscritti al mio partito e non fossero naturalmente d’accordo. Io garantisco indipendenza e autonomia, loro potete garantirla nella stessa misura?» Risponde Ciarpella: «Fare il sindaco significa andare anche controcorrente. Le politiche di un primo cittadino devono quindi porsi l’obiettivo di migliorare la comunità, senza logiche di partito e cariche date col bilancino. Per quanto mi riguarda c’è massima autonomia. C’è massima disponibilità a creare un percorso concertato che ha come unico referente poi il sindaco, per selezionare le persone adeguate e valide a portare avanti la città». Risponde anche Battilà: «Per quanto riguarda l’autonomia non sono la persona a cui rivolgere questa domanda. Siamo l’unica coalizione non partito-centrica. Paolo Petrini ha il Pd. Massimiliano Ciarpella ha Fratelli D’Italia. Io nasco libero politicamente, come dimostrano anche le scorse elezioni. Ho un’autonomia che mi porta a interloquire al meglio con gli uffici comunali». Replicano infine Ciarpella, che indica la coalizione di Battilà come «un minestrone con Forza Italia Lega e 5 stelle», e Petrini che afferma di «aver dimostrato l’indipendenza quando ero in un partito. Quando si ha dietro un gruppo così eterogeneo di partiti è difficile sostenere un’impostazione civica come quella che afferma di avere».
Il programma si è concluso con il consueto appello al voto dei tre candidati che richiamano tutta la cittadinanza ad accorrere alle urne il 14 e 15 maggio 2023.



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