di Matteo Achilli
In un Centro Sociale di Caldarette d’Ete gremito, i cittadini fermani ieri sera dalle 19 alle 21 hanno avuto modo di farsi un’idea più precisa sui quattro candidati alla carica di sindaco di Fermo delle prossime elezioni comunali del 24 e 25 maggio. Al tavolo (qui in ordine alfabetico, con l’ordine di risposta estratto a sorte, Saturnino Di Ruscio, Angelica Malvatani, Alberto Maria Scarfini e Leonardo Tosoni)
Diversi i temi trattati nel corso del confronto organizzato da Cronache Fermane e moderato dai suoi giornalisti Silvia Ilari, Pierpaolo Pierleoni e Matteo Achilli. Si è partito da una Fermo città capoluogo di provincia ed il suo ruolo di raccordo dei 40 Comuni del territorio.
«Pensiamo alla città inquadrandola in un ruolo centrale di un territorio provinciale – ammette Tosoni – per farlo dovremo tessere rapporti con tutti gli altri Comuni». «Una comunità che si sente unita diventa più forte nel territorio – dichiara la Malvatani – Fermo deve attivarsi e mettersi a tavolino per guidare tutto il territorio, dalla costa all’entroterra». «Fermo città capoluogo sempre di più, lo deve essere – ammette Scarfini – una casa dei 40 Comuni e di tutti gli enti che lo rappresentano». «La Provincia di Fermo è stata costituita quando 40 Comuni parlavano una sola voce, facendo scelte condivise per tutto il territorio – sottolinea Di Ruscio – oggi però molte delle conquiste fatte sono state perse, altre non realizzate».
Si è passati a parlare poi delle opere pubbliche, tra cantieri in essere come il Girfalco e quelli da realizzare nei prossimi 5 anni.
«Una città in 15 minuti è il progetto che prevede un parco ed altri servizi per ogni quartiere, che deve avere la sua quota di benessere – dichiara la Malvatani – dobbiamo ricucire il territorio e tornare a prenderci cura delle basi, dagli spazi verdi alle strade ed i vicoli e poi pensare alle grandi opere». «I primi 100 giorni saranno utili per ricompattare la squadra dirigenziale e guardare avanti, Pnrr ed Iti urbani non possono aspettare, quindi penso ai lavori sulla ciclopedonale di Casabianca, il recupero di Fontevecchia. Lavoriamo per una Fermo sempre più ambiziosa – commenta Scarfini – recuperare spazi per strutture ricettive. Vogliamo una Fermo sicura di sé ed ambiziosa». «L’obiettivo è di razionalizzare la viabilità di Fermo con un senso unico lungo la circonvallazione – afferma Di Ruscio – In 5 anni tanti obiettivi da portare avanti, penso alla riqualificazione del centro storico ormai quartiere dormitorio, riaprire spazi per i giovani, oltre ad idee ben chiare per i vari luoghi come il mercato coperto e l’ex cinema Helios». «Ambiamo a realizzare una Fermo moderna. Purtroppo per alcuni progetti come il Girfalco dovremo prendere contezza, così come dei lotti di Casabianca da utilizzare per rilanciare il turismo – dichiara Tosoni – non mi piacciono gli spot, nei primi 100 giorni vorrei fare almeno trecento cose. La priorità è di attuare il programma con dedizione, facendo funzionare al meglio la struttura comunale».
Sicurezza, giovani, anziani e fondi pubblici gli altri nodi che i quattro candidati hanno provato a sciogliere davanti ad una platea sempre attenta.
«Anziani e giovani, siamo orgogliosi del lavoro fatto negli ultimi 15 anni, nei quali abbiamo lavorato con visione – ricorda Scarfini – abbiamo voluto risvegliare il tessuto della città che amiamo». «Dobbiamo togliere i ragazzi dalla strada e condurli in una direzione migliore. Diamogli spazi da gestire e nei quali fare socialità. Potenziamo l’offerta universitaria per intercettare nuovi giovani – conclude Di Ruscio – è evidente che la popolazione sta invecchiando, bisogna adeguare la città agli anziani, con interventi mirati. Risolvere i problemi della sicurezza solo con la repressione creerebbe un clima ancora più astioso ed inutile». «La sicurezza è un diritto. Diverse le iniziative adottabili, ma bisogna risanare la città da un punto di vista sociale e civile, cercando di legare il tema della sicurezza con quello del decoro urbano. Laddove c’è degrado è normale che rifiorisca la delinquenza – ammette Tosoni – i giovani vanno trattenuti con servizi e possibilità concrete post diploma. Per gli anziani bisogna combattere il tema della solitudine». «Dobbiamo intercettare il disagio giovanile, facendo capire loro che sono parte di una comunità – confessa la Malvatani – il Comune deve mettersi alla guida di un tessuto di conoscenze che possano creare prospettive, anche grazie all’aiuto delle aziende. Servizi e spazi per i giovani, una città dove stare perché c’è qualcosa di bello per loro. Penso all’ “alverare di comunità” per aiutare gli anziani e renderli parte attiva».
La riorganizzazione dell’Ospedale Murri è un’altra questione sul tavolo, tutti vogliono salvaguardare un contenitore fondamentale per il tessuto socio economico del quartiere.
Di Ruscio tra le altre cose propone di trasformarlo in un centro sanitario di eccellenza regionale per gli anziani. Tosoni lo vede come luogo adatto per la facoltà di Infermieristica, la Malvatani lo propone come cittadella sanitaria per le lungodegenze e servizi non emergenziali, ipotesi analoga anche per Scarfini, che al Murri trasferirebbe alcuni servizi sanitari come l’Inrca, i medici di base ed altri.
Per quanto riguarda il ballottaggio nessuno ha voglia di sbottonarsi e tutti dichiarano, più o meno apertamente, di non cercare apparentamenti. Un coro unanime anche per quanto riguarda la formazione della giunta comunale, con gli assessori che verranno scelti in base alle loro qualità e al volere popolare.
I quattro candidati chiudono la serata con un appello al voto, nel quale tutti chiedono di evitare l’astensionismo e recarsi alle urne.
«La mia candidatura non era programmata, è un gesto estremo per la città di Fermo – dice Di Ruscio – non sono qui per ambizioni personali. Come un padre di famiglia sono voluto intervenire per aiutarla». «Chiedo il voto dei fermani per fare diventare la città protagonista del futuro – commenta Tosoni – la Politica torni ad essere luogo di dialogo, sempre nel rispetto degli altri e delle loro idee, quindi lontano dai veleni, dalle diffamazioni e da tutto ciò che inquina il dibattito pubblico. Se trasformiamo la politica in una rissa, hanno poi ragione i cittadini che non vanno più a votare». «Chiedo ai cittadini di mettere in campo il potere di quella matita, partecipando alla vita democratica. Ovviamente se votano noi siamo contenti, abbiamo promesso di essere loro vicini, soprattutto a chi ha più bisogno, di rendere il Comune un luogo trasparente e di dialogo diretto – racconta la Malvatani – vorremmo che i cittadini ci aiutino a costruire una comunità che si riconosca in una città e non in tanti quartieri divisi». «Votare è bello ed è un diritto. Andate a votare per una Fermo ancora più bella ed ambiziosa – l’appello di Scarfini – spero in una campagna elettorale fatta di contenuti e non cattiverie. Votate per un’amministrazione che non mancherà di ascoltare e risolvere i problemi dei cittadini».

Il pubblico del confronto tra candidati a sindaco di Fermo organizzato da Cronache Fermane al centro sociale Caldarette Ete

Il pubblico del confronto tra candidati a sindaco di Fermo organizzato da Cronache Fermane al centro sociale Caldarette Ete

Il pubblico del confronto tra candidati a sindaco di Fermo organizzato da Cronache Fermane al centro sociale Caldarette Ete
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