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Sanità sul tavolo del prefetto. Grinta rassicura: chiesti Oss e infermieri. Altri 10 posti letto al Murri. Potes con medico ad Amandola

FERMO - Tra i temi trattati nel corso del confronto ha riguardato la situazione del Pronto Soccorso del Murri, che resta sempre un fronte delicato. Il Direttore ha però sottolineato come «nell’ultimo periodo non si sono più registrati focolai e che i pazienti non vengono indirizzati ad altre strutture, ma sono tutti ricoverati grazie ad una migliore gestione dei posti letto ed al ricorso anche alle Rsa di Campofilone e di Sant’Elpidio a Mare. Da fine febbraio inoltre saranno introdotti 10 nuovi posti letto presso l’Ospedale  di Fermo per il reparto di semi intensiva e la medicina d’urgenza. Convocata per il 17 febbraio la Conferenza dei Sindaci

Il Prefetto Vincenza Filippi

di redazione CF

Questa mattina, nel dare seguito alle richieste degli ultimi giorni, il Prefetto Vincenza Filippi ha ricevuto in Prefettura i delegati territoriali delle organizzazioni sindacali del comparto sanità (Cisl, Rsu Cgil, Uil, Fials, Nursind e Nursing) per un confronto, alla presenza del direttore dell’Area Vasta 4, Roberto Grinta sulle principali criticità che sono state segnalate riguardo a tali servizi. All’incontro, in modalità videoconferenza, hanno assistito anche il presidente della Provincia, e sindaco di Montegiorgio, Michele Ortenzi, il primo cittadino di Fermo e Presidente della Conferenza dei Sindaci, Paolo Calcinaro, ed i sindaci di Porto Sant’Elpidio, Nazareno Franchellucci, e di Amandola, Adolfo Marinangeli.

E a margine dell’incontro è spuntata anche la notizia della convocazione, da parte di Calcinaro, della Conferenza dei Sindaci per il prossimo 17 febbraio, con anche l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini.

Il Prefetto, nell’introdurre la riunione, ha inteso affermare come la situazione attuale della sanità fermana sia «analizzata, nel corso dell’odierno incontro, sotto un profilo squisitamente tecnico. Si tratta infatti di una questione centrale anche nel modello classico della ‘polis’, che rientra attualmente nel novero dei cosiddetti Lep, Livelli Essenziali delle Prestazioni relative ai Diritti Civili e Sociali, espressamente garantiti dalla nostra Costituzione, la quale tutela il diritto alla salute di cui all’art. 32, quale bene di rango primario». Si è quindi ritenuto di operare una riflessione, anche nell’ottica della funzione di mediazione e dialogo delegata al Prefetto quale Rappresentate del Governo sul territorio.

 Il rilevo centrale del tema è stato ribadito, anche in relazione alla fruizione dei livelli essenziali di assistenza da fornire alla collettività, e da porre in relazione al numero degli operatori sanitari effettivamente in servizio nell’unico presidio ospedaliero della provincia, peraltro in sofferenza anche a causa delle ulteriori difficoltà derivanti dalle assenze dal servizio a causa dei contagi per l’emergenza derivante dal Covid 19  e dalle quarantene che incidono in modo rilevante.

Il direttore Av 4, Roberto Grinta

LE CRITICITA’ E LE RASSICURAZIONI DELL’AV4

Le organizzazioni sindacali presenti, tramite i loro delegati, hanno messo in evidenza una «situazione di forte difficoltà, peraltro non nuova, ma che si è ulteriormente aggravata negli ultimi tempi, derivante dai ritardi nel ricambio generazionale per il personale del settore medico e paramedico in conseguenza del blocco delle assunzioni, cui si è assistito nel nostro Paese nel corso degli ultimi anni e sulla quale si è aggiunto l’impatto negativo causato dall’emergenza pandemica, con le difficoltà che ne sono scaturite e che hanno aumentato oggettivamente la pressione su tutti i lavoratori del comparto».

A fronte delle criticità segnalate dalle sigle sindacali, il direttore dell’Area Vasta 4 ha sottolineato come la direzione abbia sempre tenuto «un dialogo costante con le rappresentanze dei lavoratori, finalizzato ad individuare soluzioni condivise in relazione alle criticità emerse ed in grado di porre in essere eventuali interventi correttivi nel modello organizzativo per la gestione dell’emergenza in atto, nelle more dell’attuazione di più incisivi interventi strutturali, le cui valutazioni e determinazioni rientrano nel novero delle competenze assegnate al livello politico regionale».

Il direttore Grinta e il sindaco Calcinaro

BUDGET E ASSUNZIONI

Un punto decisamente importante, ad avviso del direttore Grinta, nell’immediato futuro sarà «la maggiore autonomia nella gestione del budget, che la direzione dell’Area Vasta 4 avrà a breve per effetto delle modifiche normative  che interverranno a livello regionale e saranno attuate nel nuovo Piano Sanitario Regionale, in corso di esame».

Nello specifico, l’intenzione della dirigenza sanitaria è quella di «rivedere anche i modelli organizzativi, per razionalizzare le risorse disponibili e recuperarne altre attraverso contratti a tempo determinato per alcune tipologie professionali, sebbene in numero limitato rispetto alle effettive esigenze». Proprio per questo motivo, il direttore dell’Area Vasta ha assicurato che si è «attivato per richiedere a livello regionale 12 nuovi Oss e 12 infermieri, ed infatti sono previsti nuovi arrivi già dal prossimo mese di marzo.

POTES AMANDOLA

In relazione alla situazione del servizio 118 nel Comune di Amandola, intervenendo in merito ad alcune notizie di stampa apparse negli ultimi giorni, il direttore dell’Area Vasta ha rassicurato il sindaco, presente in collegamento, confermando che «a seguito di specifici contatti con la Centrale 118 di Ascoli, competente sul territorio della Provincia di Fermo, verrà garantita la presenza di un mezzo di soccorso avanzato dotato di medico ed infermiere» mentre sul tema delle guardie mediche ha riconosciuto che «la carenza di tali professionisti di medicina generale rende in alcuni casi necessario degli accorpamenti. Tuttavia la qualità dei servizi e la copertura medica sono comunque sempre assicurati».

Giuseppe Donati

Il Direttore ha poi informato che, dal 7 febbraio, ci sarà un trasferimento delle cure intermedie e dei pazienti dal presidio sanitario di Montegiorgio a Montegranaro per consentire il recupero antisismico della struttura».

EMERGENZA ‘PRONTO SOCCORSO’

Il Sindaco di Fermo ha precisato, poi, di aver richiesto espressamente alla Regione di approvare l’istituzione a Fermo del corso magistrale in professioni infermieristiche ed ha auspicato che tale istanza possa trovare positivo accoglimento anche con il concorso dei vari livelli istituzionali.  Un altro tema trattato nel corso del confronto ha riguardato la situazione del Pronto Soccorso del Murri, che resta sempre un fronte delicato. Il Direttore ha però sottolineato come «nell’ultimo periodo non si sono più registrati focolai e che i pazienti non vengono indirizzati ad altre strutture, ma sono tutti ricoverati grazie ad una migliore gestione dei posti letto ed al ricorso anche alle Rsa di Campofilone e di Sant’Elpidio a Mare. Da fine febbraio inoltre saranno introdotti 10 nuovi posti letto presso l’Ospedale  di Fermo per il reparto di semi intensiva e la medicina d’urgenza». All’esito del confronto, che si è svolto in un clima di fattiva collaborazione e reciproco rispetto istituzionale, le parti hanno ringraziato il Prefetto per la disponibilità manifestata anche nel farsi promotore del contenuto delle esigenze rappresentate  dalle Organizzazioni Sindacali al competente Organo regionale nonché ai Dicasteri di riferimento.

LE RICHIESTE DELLA CISL

«Alle 13 di oggi si è concluso l’incontro con il Prefetto di Fermo, organizzato a seguito dell’invio della Lettera Aperta della Cisl Fp, contenente il forte ed accorato grido di aiuto a tutte le istituzioni affinché intervengano sulla Sanità della provincia di Fermo. Il Prefetto – il punto del segretario regionale Cisl, Giuseppe Donati, che ha firmato quella lettera al prefetto da cui è scaturito il summit odierno – ha tenuto a precisare che tale incontro rivestiva carattere tecnico e di conoscenza in quanto ragionamenti di natura politica dovevano essere svolti in altre sedi come ad esempio la Conferenza dei Sindaci.
La Cisl FP tramite il sottoscritto, ha ribadito la drammaticità della condizione in cui opera il personale sanitario di Av4 ma anche quello afferente alle aree tecnica ed amministrativa.
Sono stati resi noti al Prefetto alcuni numeri sulle carenze d’organico (- 40 infermieri, – 20 Oss, – 5 tecnici di laboratorio, – 2 tecnici di radiologia, – 4 assistenti sanitarie, – 10 Assistenti Amministrativi, ecc), aggravati da numerosissime assenze per contagio o per quarantena. Nella giornata di oggi, gli infermieri assenti per contagio diretto o indiretto da Covid sono 45, che per il periodo della quarantena obbligatoria, si aggiungeranno ai precedenti 40 infermieri mancanti in modo stabile. Stessa situazione seppur con numeri più contenuti, riguarda gli Oss. Solo per fare fronte a tutto il lavoro dei punti vaccinali e dei tamponi o per intervenire a supporto di case di riposo o strutture private in cui si sviluppano cluster, ogni giorno vengono impiegati dai 20 ai 25 infermieri, sottratti per lo più all’ospedale.
La Cisl Fp ha ribadito che l’interessamento del Prefetto, oltre ad ottenere un suo importante intervento, aveva lo scopo di dare una scossa all’ambiente fermano un pò troppo compassato rispetto alla gravissima situazione della sanità. L’invito è stato quello di fare squadra e di remare tutti verso il medesimo risultato. Il Direttore Grinta ha dato atto della correttezza dei dati, seppur drammatici, forniti dai rappresentanti Cisl ma ha voluto ribadire che la sanità fermana ha molte eccellenze insieme ad alcune criticità. Il numero di nuove assunzioni per lo più a tempo determinato, annunciate dal direttore di Area Vasta (sostanzialmente 12 infermieri e 12 Oss tutti a tempo determinato) rimangono una goccia nel mare soprattutto perché arriveranno in piccoli scaglioni e distribuite su due mesi, se va bene. Poi c’è la partita della scadenza il prossimo 31 marzo, degli incarichi a tempo determinato: circa 15 tra infermieri e Oss, che se non verranno prorogati, costituiranno un nuovo buco d’organico. Come Cisl Fp, tenuto conto che l’assessorato regionale alla sanità si è detto indisponibile ad una campagna assunzionale straordinaria, abbiamo chiesto al direttore Grinta davanti al Prefetto, la rimodulazione dell’offerta sanitaria. Doloroso diminuire i servizi ai cittadini ma del tutto inevitabile di fronte allo scenario attuale. Questo servirà per recuperare unità infermieristiche ed Oss per coprire i turni che altrimenti rimarrebbero scoperti, almeno fino al completamento delle nuove assunzioni. Il direttore – continua Donati – si è dichiarato disponibile a ragionare in questa ottica. Differentemente, non potremo che assumere iniziative forti di protesta plateale perché non reggiano piú una situazione diventata fuori controllo. A margine dell’incontro, Grinta ha chiarito al sindaco Marinangeli, che la Potes di Amandola non sarà demedicalizzata perché nonostante siano rimasti solo 10 medici disponibili per le 4 postazioni d’emergenza sul territorio fermano, il medico per Amandola sarà garantito da Ascoli Piceno. Rimane irrisolta la gravissima situazione del Pronto Soccorso del Murri con solo 4 medici strutturati. Il direttore anche per approntate opportune soluzioni, ha preannunciato l’apertura di un tavolo con le organizzazioni sindacali mediche. Rimangono però sul tappeto i problemi legati a numeri allarmanti per Fermo. Siamo il territorio con la peggiore percentuale di posti letto per acuti e post acuti su 1000 abitanti che sicuramente fornisce meno opportunità di ricovero al Pronto Soccorso ma va registrata pure una degenza media in area medica, doppia rispetto alla media, ossia 14 giorni rispetto a circa 7 giorni di media.
La lettera aperta che Cisl Fp ha inviato al Prefetto ha avuto il merito di svegliare la politica locale da un sonno troppo lungo e colpevole. Positivo il dibattito che si è sviluppato ma non può risolversi solo in scontri partitici per i consensi. I problemi, seri e pesanti, di cui soffre la sanità pubblica della provincia di Fermo devono essere assunti dai sindaci e dai rappresentanti politici regionali e nazionali, come una sfida da combattere e vincere insieme. Nessuno vuole sminuire la qualità delle eccellenze sanitarie fermane semmai difenderle. Sappiamo bene che i professionisti migliori se non trovano condizioni ottimali, migrano altrove e questo deve essere evitato da un grande lavoro di squadra, per il bene di tutti, cittadini, malati, operatori. Nelle prossime ore, vedremo quali decisioni intenderà adottare la direzione di Area Vasta 4 per fronteggiare la carenza di personale assistenziale. L’auspicio è che le organizzazioni sindacali siano coinvolte».

 



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