Rinviato a giudizio il presunto “piromane di Amandola”: è accusato dell’incendio doloso di un’Audi ed un’Ape

L'EPISODIO risale al 15 ottobre 2021 ed il provvedimento giudiziario stava andando verso l'archiviazione. Poi l'opposizione del proprietario dei mezzi carbonizzati, assistito dall'avvocato Carnevali. L'imputato, di circa 70 anni e residente in un comune dell'entroterra fermano, dieci giorni dopo, era finito ai domiciliari perché colto in flagranza di reato mentre appiccava un altro rogo

 

 

Indagato per quattro incendi dolosi (per due dei quali è stata disposta l’archiviazione) in pochi giorni, arrestato per l’ultimo in flagranza di reato, stava per scampare il processo per il terzo, nel quale aveva mandato a fuoco un’Audi ed un’Ape.

 

Il tutto risale ad un anno fa esatto ed il protagonista della vicenda giudiziaria è ormai noto come il “piromane di Amandola”, presunto ovviamente, di circa 70 anni, residente in un altro comune dell’entroterra fermano.

 

E’ stato invece rinviato a giudizio – a firma del Giudice per le indagini preliminari di Ascoli, Annalisa Giusti – per l’episodio del 15 ottobre, nel parcheggio davanti alla chiesa di San Francesco, fatto per il quale era stata chiesta l’archiviazione.

 

Ad opporsi, l’avvocato Emiliano Carnevali, legale della parte offesa in quanto proprietaria di entrambi i mezzi finiti nel rogo. Non solo il legale ha portato alla luce una testimonianza che collocava l’imputato nelle immediate vicinanze dell’incendio di quel giorno, ma ha evidenziato la predisposizione del presunto piromane ad accendere fuochi, nei posti più disparati.

 

Non a caso a suo carico c’è un procedimento per altri tre episodi, due dei quali appunto, archiviati e senza opposizione. Invece per l’ultimo, del 25 ottobre 2021, nel parcheggio comunale coperto di via Nazario Sauro: in quella circostanza l’uomo è stato colto in flagranza di reato, arrestato e posto ai domiciliari.

 

Ottobre 2021 fu un periodo particolarmente critico per Amandola: gli episodi si sono susseguiti nell’arco di una decina di giorni, allarmando non poco la popolazione che ha tirato un sospiro di sollievo sapendo che era stato trovato il colpevole.

m.n.g.

 

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