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Morto durante lo stage, Aguzzi: «Va alzata l’attenzione sul lavoro, non metto in discussione i corsi»

ANCONA - L’assessore regionale al Lavoro e alla formazione professionale ha ricordato come «sono corsi ormai storicizzati per l’inserimento lavorativo dei nostri giovani». Il ministro Patrizio Bianchi: «Dobbiamo rivedere il sistema per un’educazione fuori dalle scuole e dai Centri di formazione professionale». La senatrice Rossella Accoto: «Una tragedia che deve spingere tutti ad un momento di riflessione e ad evitare facili strumentalizzazioni»
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L’assessore regionale al Lavoro e alla formazione professionale, Stefano Aguzzi

 

di Alberto Bignami

«Più che discutere sull’opportunità di corsi formativi per l’inserimento al lavoro, c’è una discussione più ampia che deve comprendere tutta la partita della sicurezza sul lavoro». Lo ha detto questa mattina a Cronache Ancona l’assessore regionale al Lavoro e alla formazione professionale, Stefano Aguzzi in seguito alla morte del 16enne Giuseppe Lenoci, lo studente di Monte Urano che ha perso la vita in un incidente stradale mentre faceva uno stage.
«Quello di ieri è stato un tragico incidente, oltretutto un incidente stradale, durante un orario di lavoro, certo, ma un incidente stradale – dice Aguzzi -. Tutta la mia solidarietà e vicinanza – ha sottolineato – va alla famiglia, alla comunità e a tutti coloro che conoscevano questo ragazzo».
Circa i corsi di istruzione e formazione professionale «sono corsi ormai storicizzati – ha aggiunto -, non solo nella Regione Marche ma in tutte le Regioni, e sono corsi anche molto utili – ha spiegato – per l’inserimento lavorativo dei nostri giovani che non vanno a scuola, nelle scuole statali; ma preferiscono aderire a questi corsi professionali. Spesso, questi corsi – ha detto -, fungono anche da recupero scolastico per chi ha abbandonato la scuola».

Giuseppe Lenoci

L’assessore ha poi ricordato che «l’80% e oltre, di chi frequenta questi corsi, tendenzialmente poi trova lavoro. Quindi io non sono per mettere in discussione i corsi professionali di per sé; sono – ha ribadito – per alzare l’attenzione ulteriormente sulle attività lavorative, tutte, e non solo di chi fa lo stage ma anche di chi lavora a tempo determinato o indeterminato; e sia perché si debba avere la certezza che gli incidenti sul lavoro non debbano assolutamente succedere».

Aguzzi ha ripetuto che «quello di ieri, non certo per sottovalutarne la gravità – ha tenuto a precisareperché è un fatto ovviamente luttuoso e gravissimo, è avvenuto tramite un incidente stradale. Fatica è dire che poteva o non poteva essere evitato; sicuramente tutto è evitabile però purtroppo certe disgrazie succedono. Nei luoghi di lavoro occorre invece innalzare l’attenzione soprattutto in un momento come questo – ha concluso – in cui c’è una certa ripresa, una forte ripresa, e non vorrei che venga sottovalutata la sicurezza di chi lavora».

Sempre questa mattina, durante la trasmissione Mattino Cinque, il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ha ricordato Giuseppe Lenoci. «Tutta la mia vicinanza da padre – ha detto – ma non era alternanza scuola lavoro: Giuseppe stava facendo un percorso di formazione professionale triennale, la rivisitazione va fatta ma vanno coinvolte le Regioni. Un conto è l’alternanza scuola lavoro e un conto è la formazione professionale. Dobbiamo rivedere il sistema per un’educazione fuori dalle scuole e dai Centri di formazione professionale. Ci deve essere un percorso formativo e uno educativo – ha aggiunto – con esperienze fuori dalla scuola, ma non può essere un surrogato del lavoro, deve prevalere il rapporto educativo».
Cordoglio è stato espresso anche dalla senatrice Rossella Accoto, Sottosegretaria al Lavoro e alle Politiche Sociali. «Desidero esprimere la mia vicinanza alla famiglia di Giuseppe Lenoci. Una tragedia che deve spingere tutti ad un momento di riflessione e ad evitare facili strumentalizzazioni. Giuseppe frequentava il Centro di formazione professionale Artigianelli dell’opera Don Ricci di Fermo ed era specializzando in termoidraulica. Era al terzo anno e a giugno avrebbe ottenuto la qualifica professionale di terzo livello come operatore termoidraulico. Una tragica fatalità ha interrotto la sua vita e le sue aspirazioni. Non è facile accettare – ha detto – che possa accadere ad un giovane di 16 anni. Possa riposare in pace».

 




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