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Area vasta 4, Cisl: «Prima dei servizi serve personale o il sistema implode»

FERMO - Il segretario Donati: «C’è grande attesa per l’incontro della Rsu di Av4 con i consiglieri regionali del Fermano, che si terrà a breve. Da quell’incontro si comprenderà se effettivamente ci sarà la volontà di porre in essere azioni concrete per restituire alla sanità fermana la dovuta dignità. Se così non sarà, la Cisl Fp appoggerà convintamente le iniziative rivendicative che la Rsu vorrà e dovrà adottare subito dopo»

Giuseppe Donati

La Cisl Funzione Pubblica Marche, con l’area sindacale di Fermo, esprime «estrema preoccupazione per l’attuale situazione, diventata insostenibile, che sta interessando il personale del comparto dell’Area Vasta 4 quindi appoggia e sostiene convintamente l’iniziativa adottata della Rsu lo scorso 30 settembre di proclamazione dello stato di agitazione».

«Tutta la sanità del Fermano – spiega il segretario regionale Cisl Fp, Giuseppe Donati – sta attraversando un momento estremamente difficile che rischia di aggravarsi ulteriormente a seguito del percorso regionale di scorporo da Asur, molto confuso in verità e pieno di insidie. Lo sanno bene i cittadini ed i malati per i quali è sempre più difficile se non impossibile, accedere ai servizi e alle prestazioni della sanità pubblica in tempi ragionevoli ed accettabili. Se l’iter dello scorporo da Asur non verrà attentamente seguito e monitorato da chi siede nel consesso regionale, il Fermano tutto potrebbe essere penalizzato in termini di servizi, specialistiche e risorse attribuite alla nuova Ast che dovrebbe (la speranza è che prevalga il buon senso e la scadenza venga posticipata) nascere il primo gennaio 2023.
La cosa che allarma non poco la Cisl Fp, è il senso di inconsapevolezza della situazione reale che si avverte tra alcuni direttori e dirigenti. Se tra il personale del comparto è chiara la situazione difficile perché ne subisce giornalmente le conseguenze, altri addetti ai lavori di Av4 con ruoli di grande responsabilità, sembra non abbiano compreso bene il momento attuale».


I delegati della Cisl Fp riferiscono infatti che «alcuni direttori di struttura complessa e semplice (primari e direttori) come se nulla fosse, continuano a proporre e chiedere alla direzione di Area Vasta 4, in modo più o meno esplicito, di attivare nuovi servizi, ambulatori vari, trasferimenti di reparti o tentano di accaparrarsi nuovi spazi all’interno del Murri. Per finalizzare tutte queste aspettative, ci sarebbe bisogno di tanto altro personale infermieristico ed Oss principalmente ma non solo, che ad oggi proprio non c’è. Andrebbe ribadito a questi direttori e dirigenti unitamente alla direzione sanitaria del Murri, che in Area Vasta 4 mancano circa 80 infermieri rispetto alle reali necessità assistenziali. Per dare un minimo di respiro all’organizzazione della sanità fermana, necessiterebbero subito almeno 30 infermieri e una decina di Oss. Ciò dovrebbe essere chiaro a tutti ma probabilmente non lo è».
La Cisl Fp intende chiarire che «in una situazione normale la ricerca e l’auspicio di attivare nuovi ed importanti servizi e reparti apparrebbero del tutto legittimo ed anche auspicabile. Sarebbe il sindacato in primis a sponsorizzarli perché andrebbero a favore dell’utenza e qualificherebbero professionalmente gli operatori. Basti pensare alla lotta ormai decennale per ottenere emodinamica, pienamente condivisa dalla Cisl Fp. Quella che stiamo vivendo però non è una situazione normale, nostro malgrado. Tutti ne devono tenere conto e non chiedere l’impossibile al personale assistenziale e tecnico sanitario, che ha sopportato il peso di due anni di pandemia sulle sue spalle e non intende sacrificare un minuto in più del proprio tempo di vita e familiare. In pratica, la sanità fermana avrebbe bisogno estremo di crescere in termini di servizi e posti letto ma non può farlo in questo momento perché la dotazione di personale attuale è insufficiente se non risibile rispetto al bisogno reale».

«Se la sanità fermana ma addirittura di tutte le Marche, sta toccando in termini di risorse umane, limiti di sopportazione mai visti, le responsabilità sono chiare e note. Si è assistito ad una politica di tagli, portata avanti per anni ed il ricorso massiccio ai privato. Ciò ha indebolito, fiaccato un bene prezioso come la sanità pubblica. Secondo la Cisl Fp, tutti gli attori del sistema sanitario di Av4 senza distinzione di ruolo – conclude Donati – dovrebbero rendersi conto della situazione attuale estremamente precaria e lottare insieme per ottenere dalla Regione i risultati sperati per i cittadini ed i malati della provincia fermana. In primis, un numero importante e sostanzioso di assunzioni (quelle attuali sono assolutamente insufficienti), in secundis la velocizzazione dei percorsi autorizzativi per il reclutamento del personale. Su queste priorità va fatta la battaglia insieme, a prescindere dall’essere del comparto o della dirigenza, con la piena convinzione di essere inseriti in un sistema complessivo, che o si salva tutto insieme oppure è destinato ad implodere drammaticamente nel suo insieme. Lo stato di agitazione proclamato dalla Rsu non è un fatto secondario. E’ l’apertura di un percorso vertenziale che potrebbe portare a novembre ad iniziative forti e certamente penalizzanti per i cittadini. La speranza quindi è che tutto il sistema ne sia conscio. Nessuno è estraneo o può sentirsi estraneo da tutto questo.
C’è grande attesa per l’incontro della Rsu di Av4 con i consiglieri regionali del Fermano, che si terrà a breve. Da quell’incontro si comprenderà se effettivamente ci sarà la volontà di porre in essere azioni concrete per restituire alla sanità fermana la dovuta dignità. Se così non sarà, la Cisl Fp appoggerà convintamente le iniziative rivendicative che la Rsu vorrà e dovrà adottare subito dopo».



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