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Gap medici ad Amandola, Livini al vetriolo: «Non accetto accuse, ecco come è andata la vicenda»

SANITA' - La ricostruzione dei fatti secondo il direttore del distretto di macro-area, Licio Livini, ex direttore dell'Area Vasta 4 sull'assenza di medici al Punto di Primo Intervento di Amandola. «Dopo tanto cercare, è stato trovato un medico di famiglia in pensione, volenteroso e disponibile e che sicuramente va ringraziato. Se questa è una buona soluzione, non sono stato capace io di risolvere il problema e altri sì. Ma non posso accettare accuse avventate da parte di chi dimostra di non conoscere i passaggi della vicenda. L'emergenza è una cosa seria, non ci si scherza»

Licio Livini

di Giorgio Fedeli

«Io quando debbo prendermi le mie responsabilità, lo faccio, l’ho sempre fatto. Ma in situazioni del genere nessuno può permettersi di addebitarmi colpe che non ho, soprattutto se le accuse, le critiche arrivano da persone che dimostrano di non sapere come sono andati davvero i fatti». A parlare, come sempre senza troppi fronzoli, è il direttore del distretto di macro-area, Licio Livini, ex direttore dell’Area Vasta 4, contattato da Cronache Fermane. E il pomo della discordia è la segnalazione, che porta la sua firma in un cartello, dell’assenza di medici al Punto di Primo Intervento ad Amandola. Un’assenza tamponata a stretto giro dal direttore di Area vasta 4, Roberto Grinta.

Nel cartello delle polemiche c’era scritto «in data odierna (ieri, ndr) il Ppit di Amandola è sprovvisto di medico, per cui si prega di rivolgersi alla postazione del 118 per urgenze effettive (o chiamare il 112), o rivolgersi al medico di medicina generale o guardia medica per prestazioni ordinarie. Ci scusiamo per il disagio». Apriti cielo. Il Pd a scatenarsi in attacchi e critiche al vetriolo contro l’amministrazione regionale. E a distanza di 24 ore, dopo che il direttore di Area vasta 4, Roberto Grinta, ha trovato un medico da destinare al Ppi, oggi, è il turno del centrodestra che, con Balestrieri (FdI) a rimarcare la bontà dell’operato della giunta Acquaroli chiamata a «sistemare i loro danni non è semplice, ma è uno dei principali obiettivi che il presidente Acquaroli insieme a tutta la maggioranza sta portando avanti in maniera spedita». Dopo il segretario provinciale dei meloniani, sulla vicenda interviene anche il gruppo di opposizione ‘Amandola è dei cittadini’: «Lasciano di stucco i tanti che si sono fiondati su questa vicenda senza fornire soluzioni, ma attaccando l’operato della Regione, tralasciando il piccolo particolare che il cartello è stato firmato ed appeso dall’ex direttore dell’AV4 che proprio loro avevano nominato». E a seguire, oggi, il segretario Cisl, Giuseppe Donati che su Facebook non perde occasione di punzecchiare l’ex direttore di Area vasta4, targato Pd.

Ed è proprio su queste esternazioni, del gruppo ‘Amandola è dei cittadini’ e di Donati, che Livini si inalbera: «Quello che qualcuno definisce il direttore nominato dal Pd si è ritrovato la grana dei medici di Amandola il primo giorno di rientro al lavoro, dopo tre mesi di ferie arretrate perché prossimo alla pensione (a ottobre). Il 17 scorso ho appreso la notizia dell’assenza di medici che non rappresenta più una novità ma è oramai a conoscenza dell’Av4 e spesso capita che i turni di Ppi restano scoperti. Ho scritto mail agli interessati e al direttore di Av4, anticipando l’affissione del cartello e mi sono subito messo alla ricerca di un medico da Ppi che, vero, non è il Pronto soccorso ma non è nemmeno una Guardia medica. Insomma a mio avviso serviva un medico con un minimo di conoscenze in medicina per le emergenze. Non l’ho trovato. Solo a quel punto ho chiesto che venisse affisso un cartello per informare l’utenza che così, almeno, avrebbe saputo come muoversi. Insomma un cartello a tutela dell’utenza. La mia mail del 17 agosto non ha avuto alcun riscontro autorizzativo lasciando intendere il tacito assenso. Ieri il direttore Av4 mi ha comunicato che aveva trovato un medico disponibile, e quindi mi ha chiesto di far rimuovere quel cartello. Così è stato. Dopo tanto cercare, è stato trovato un medico di famiglia in pensione, volenteroso e disponibile e che sicuramente va ringraziato. Se questa è una buona soluzione, non sono stato capace io di risolvere il problema e altri sì. Ma non posso accettare accuse avventate da parte di chi dimostra di non conoscere i passaggi della vicenda. L’emergenza è una cosa seria, non ci si scherza».



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