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“La lista unica non rappresenta i territori? Tutto il contrario”, Alessandrini inizia la raccolta firme pro Ferranti

VOTO - Il segretario provinciale dem: "A chi pensa che Ferranti sia una persona degna di rivestire la carica di presidente della Provincia, chiedo di superare i cavilli legati al metodo e di perseguire quello che è meglio per il Fermano tutto"
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“No, non posso accettare che qualcuno faccia passare il discorso della lista unica come un qualcosa che vada a non rispettare, anzi addirittura a compromettere la rappresentanza dei territori. E’ tutto il contrario”. Il segretario provinciale Pd, Fabiano Alessandrini respinge al mittente le critiche mosse in queste ore da alcuni sindaci che stanno lavorando a una seconda lista, formazione in cui compare anche il primo cittadino di Fermo, Paolo Calcinaro. Per Alessandrini il progetto portato avanti da Pd, Lega e Fi, dal quale FdI ha preso le distanze con il suo segretario provinciale Balestrieri, sarebbe la ‘migliore soluzione possibile’.

“Noi – spiega il segretario provinciale dem – come partiti abbiamo fatto solo un tentativo generoso di composizione e sintesi in una situazione evidentemente complessa, complicata, arrivando al nome del candidato presidente Mauro Ferranti. Abbiamo tentato di dare al nostro territorio una cornice unitaria. Non accetto che si dica che abbiamo operato come un cda in maniera critica e denigratoria. Bisogna essere onesti: la Provincia è un ente con elezioni di secondo grado, quindi sono i sindaci e i consiglieri comunali ad eleggere il presidente e i consiglieri provinciali, proprio come avviene in consorzi tipo l’Ato, con cda formati da amministratori locali. I partiti hanno assolto il loro compito di cercare una sintesi e di garantire la più ampia rappresentanza territoriale. Un compito che doveva essere dei sindaci, a partire da quelli maggiormente rappresentativi che, però, questa volta non hanno assolto a questo compito di arbitri essendo scesi in campo personalmente”.

Ma al progetto di lista unica partorita dai Partiti vengono contestate proprio la difficoltà a rappresentare i territori e la mancata condivisione del metodo: “E vi dico che non è così, anzi, tutto il contrario – replica Alessandrini – la rappresentatività territoriale non è data dal numero di amministratori che si mettono in lista. Mi sembra evidente che con questo concetto viene eletto chi ha maggiore rappresentanza territoriale, quindi i rappresentanti dei Comuni più grandi, che vantano più consiglieri. E i rappresentanti di quelli più piccoli come possono riuscire ad essere eletti? Ecco perché è importante la mediazione dei partiti. Su una lista unitaria si dialoga per le figura che possono effettivamente essere elette. Con più liste, giocoforza vengono eletti i più forti, numericamente parlando. Noi del Pd possiamo parlare anche con i fatti: abbiamo fatto eleggere Pompozzi da Servigliano, Marinangeli da Amandola, abbiamo sfiorato l’elezione di Evandri da Montottone. Non sono forse espressione dei territori? E’ questo è stato solo il frutto di una mediazione e di un discorso di assoluta solidarietà tra amministratori. E’ inutile riempire liste di amministratori che poi, però, non hanno praticamente chance di essere eletti. stucchevole parlare di rappresentanza territoriale a vanvera”.

Ma il metodo? La mancata concertazione? “A me francamente sembra che quest’argomento sia tirato fuori quando non si vuole chiudere un accordo”. Ma il progetto iniziale resta in piedi? La Lega ha fatto un passo indietro. “Il progetto è vivo, anzi questa sera inizieremo la raccolta firme a supporto di Ferranti presidente con un incontro a cui hanno preso parte 16 sindaci di area centrosinistra, e altri, impossibilitati a partecipare, hanno comunque garantito il loro sostegno al candidato presidente. Noi, se prendiamo un impegno, anche con altre forze partitiche, lo portiamo avanti fino alla fine”. Un impegno? Un compromesso. “Un compromesso, sì. D’altronde è nella natura della parola stessa: un compromesso si fa con chi non è affine al proprio pensare, in questo caso politico. Ma ci si è arrivati per il più alto e importante interesse territoriale, un’operazione sovrapolitica”. Comunque si va avanti su due binari paralleli, senza nemmeno la certezza che confluiscano sul capolinea Ferranti. “Al riguardo, almeno a chi comunque pensa che Ferranti sia una persona degna di rivestire la carica di presidente della Provincia, chiedo di superare i cavilli legati al metodo e di perseguire quello che è meglio per il Fermano tutto”.

g.f.



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