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Pronto soccorso, Ciucani: «Ci sono margini per migliorare. Recuperare spazi e gratificare il personale» (Ascolta la notizia)

OSPEDALE - Il responsabile 118 dell'Ast è stato nominato direttore "facente funzioni" del reparto in attesa dell'espletamento dell'iter per l'individuazione del nuovo primario. «Già tre anni fa ho ricoperto lo stesso incarico. Sono motivato come allora. Il personale strutturato? Pochi ma ottimi professionisti»

Antonio Ciucani

di Giorgio Fedeli

Torna, dopo tre anni, alla guida, anche se pro tempore, del Pronto soccorso. Un reparto che porta nel cuore, vuoi anche perché la medicina d’urgenza fa parte della sua vita professionale e non solo. Il dottor Antonio Ciucani, responsabile 118 dell’Ast, è stato infatti nominato dal commissario Roberto Grinta, come direttore facente funzioni del Pronto soccorso dell’ospedale Murri di Fermo in attesa che venga espletato l’iter burocratico per l’individuazione del nuovo primario, dopo i saluti di Alessandro Valentino che se ne è andato a San Marino.

Torna, dicevamo. Sì perché Ciucani ha già ricoperto l’incarico di direttore pro-tempore, il facente funzioni insomma, quando a lasciare Fermo è stato il primario Giostra, e lo ha ricoperto fino all’arrivo, tre anni fa, proprio di Valentino. Evidentemente il suo corposo curriculum, proprio in ambito di medicina d’urgenza, ha spinto Grinta a scegliere lui su diversi ‘concorrenti’. I tempi sono cambiati, le dinamiche stravolte dal Covid, ma l’entusiasmo è quello di sempre: «Sono convinto che ci siano i presupposti per migliorare».

Ascolta la notizia:

«Sono fiducioso e convinto che il Pronto soccorso sia nei pensieri dei vertici della sanità. Penso che sia un reparto che deve essere considerato prioritario. E sono sicuro che riceverà tutte le attenzioni del caso sia dalla direzione medica che da quella generale – le dichiarazioni di Ciucani – dunque in loro confido. Abbiamo tutti l’obbligo di credere che supereremo questo momento di crisi che attanaglia tutti i reparti di Pronto soccorso in Italia. Certo, a Fermo, siamo stati un pò un apripista anticipando la crisi. Non dico che si riuscirà a risolvere tutti i problemi ma almeno provare a migliorare la situazione».

Le criticità sono diverse. E insieme creano un effetto moltiplicatore difficile da contenere, un’emorragia, per restare in termini medici, che va assolutamente curata, o quantomeno tamponata. Si va dalla generale carenza di medici di medicina d’urgenza all’abuso che l’utenza fa del Pronto soccorso. Da dove partire, dunque?

«Credo che, stanti i problemi generali, recuperare degli spazi possa essere già un buon inizio. Questo darebbe all’utenza e al personale una percezione del servizio migliore. Dal Covid non abbiamo più gli Obi (gli spazi per pazienti che devono fermarsi in osservazione) che sono stati ovviamente assorbiti da Malattie infettive. Sicuramente garantivano maggiore confort ai pazienti che devono fermarsi da noi. E, sia chiaro, i pazienti che si fermano per 48/72 ore ci sono anche adesso. Questo inevitabilmente aumenta la congestione del reparto. Dodici pazienti in reparto, il personale che li segue, i familiari. Capite bene che è un sovraccarico per il Pronto soccorso, che diventa penalizzante per il reparto e per l’utenza. Recuperiamo dunque la vivibilità degli spazi. Auspico che il discorso iniziato dalla direzione vada avanti perché il recupero del Pronto soccorso passa anche da qui».

Poi, ovviamente, c’è il nodo legato al gap di personale che, certo, non affligge solo Fermo. E’ un problema diffuso in tutta Italia e la direzione locale può ben poco. «Noi abbiamo un team eccezionale. Certo, parliamo di pochi ma buoni e motivati professionalmente. Il personale, e mi riferisco a quei pochi “strutturati” va comunque valorizzato. Parlo di condizioni economiche che attualmente non sono gratificanti. Io comunque credo che ci siano le condizioni per fare bene, per cercare di migliorare la situazione. Certo i problemi sono diversi rispetto a tre anni fa, prima del Covid, in parte anche maggiori. Ma se non avessi percepito dei margini di miglioramento non avrei accettato l’incarico».

Pronto soccorso, Ciucani nominato direttore “facente funzioni” in attesa del nuovo primario



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