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Ast Fermo, Donati (Cisl): «Continuano i tagli, subito un tavolo con direzione e Storti». Pronta la vertenza

IL SEGRETARIO regionale Cisl Fp: «Il nuovo Piano Triennale del personale, per Fermo è una vera doccia fredda. In pratica la capacità assunzionale per la Ast fermana, nel triennio 2022-24, risulta essere peggiore di quella già assurda per carenze e rapporti tra residenti e operatori, presentata a giugno da Asur»

Giuseppe Donati

«La Ast Fermo nasce con l’eredità delle penalizzazioni dell’Area Vasta 4. La Befana per la sanità fermana porta solo carbone». Si capisce fin dalle prime parole il tenore del comunicato del segretario regionale Cisl Fp, Giuseppe Donati, nell’analizzare la partenza della Ast Fermo, figlia della riforma sanitaria voluta dall’amministrazione Acquaroli, e che raccoglie l’eredità dell’Area vasta 4. Donati che sul finire lancia l’ultimatum: «La Cisl Fp chiede l’immediata convocazione di un tavolo di confronto con la direzione di Ast e con il commissario straordinario Storti per affrontare immediatamente la situazione assistenziale all’interno della Ast. Si riserva di avviare una vertenza legale per demansionamento degli infermieri se in tutti i reparti di degenza non saranno ripristinati turni h 24 di operatori sociosanitari».

«Se c’è un territorio delle Marche in cui i conti della sanità proprio non riportano è quello di Fermo. Ci si appassiona alle assurde classifiche della bravura o meno dei direttori ma non si considerano le enormi diseguaglianze che da troppi anni contraddistinguono la sanità marchigiana. Ciò che contano sono i fatti e quelli parlano di direttori, che non avendo presumibilmente saputo come investire i budget assegnati, presentano “risparmi” economici, e direttori, che avendo invece speso per fare cose, i risparmi non li hanno portati. Strano ma vero, nella mentalità di chi giudica, sono stati premiati i primi e non i secondi nella graduatoria. Intanto il nuovo Piano Triennale del personale, per Fermo è una vera doccia fredda. In pratica la capacità assunzionale per la Ast fermana, nel triennio 2022-24, risulta essere peggiore di quella già assurda per carenze e rapporti tra residenti e operatori, presentata a giugno da Asur. Nel Piano, per il 2023 scompaiono le unità straordinarie assunte per il Covid e si ritorna al numero inaccettabile di appena 136 unità. Peggiora quindi il rapporto residenti/Oss che era già di uno ogni 1211 residenti mentre per altre Ast sarà addirittura la metà. Inconcepibile nella medesima realtà regionale. Peggiora anche il numero di infermieri assegnato alla Ast di Fermo rispetto al 2022. Il numero previsto di 960 infermieri, peggio del pre Covid, è un insulto al buon senso e la negazione di una realtà fortemente indietro rispetto ai bisogni veri di buona assistenza. Continuano quindi i tagli alla sanità di Fermo che ha numeri da terzo mondo in materia di assistenza infermieristica ed Oss. Basti pensare che in più della metà dei reparti del Murri, non viene garantita la presenza della figura Oss in tutti i turni. In pochissimi reparti, l’Oss è presente nel turno di notte come se durante la notte i malati non avessero bisogno di essere lavati, cambiati o mobilizzati. Tutto questo lavoro, ricade in modo improprio al limite del demansionamento, sull’infermiere».

«Il quadro, in una situazione soprattutto dell’Area medica, che presenta pazienti da lungodegenza piuttosto che da reparti per acuti, è quindi inaccettabile. Non dimentichiamo che – continua Donati – la degenza media dei malati in area medica presso il Murri è quasi doppia rispetto alla media regionale. In tale situazione, con una carenza sensibile di infermieri, l’assenza della figura Oss in tutti i turni e soprattutto la notte, rappresenta l’umiliante costatazione della pochezza del Fermano in materia di assistenza sanitaria e del fallimento di anni di politiche di omogeneizzazione di un sistema sempre più diseguale. Altra vera e propria emergenza della Ast di Fermo è il Pronto Soccorso. Mai negli ultimi 40 anni, la situazione è stata così critica. Non è solo questione di numeri di personale. Bisogna ammettere che la capacità di molti professionisti medici presi a gettone o da cooperative, di fare squadra e di sentirsi coinvolti in un progetto, non può essere la stessa di un organico strutturato. In veritá il Pronto Soccorso del Murri è retto dagli infermieri più esperti e dagli altri che vengono “catapultati” in un girone infernale senza l’adeguato affiancamento. Possiamo definirli solo eroici. Manca una visione organizzativa anche della direzione medica che rimetta ordine in un caos quotidiano di cui fanno le spese i pazienti. Queste ed altre emergenze, palesemente evidenti sia all’interno dell’ospedale che sul territorio, andrebbero immediatamente attenzionate con dei tavoli di confronto tra direzione, professionisti ed organizzazioni sindacali da organizzare subito. Domani già è troppo tardi.
Invece i vertici sono tutti affannati in vista della riorganizzazione delle aziende. Oppure, come il comparto amministrativo, a dimenarsi per capire come funzionano o non funzionano i sistemi informativi all’indomani di un affrettato passaggio da Asur ad Ast che temo pagheremo tutti nei prossimi mesi. Al danno la beffa. Grazie al cambio di sistemi informatici, ai dipendenti non sono state pagate neppure le indennità festive dovute. Ritardi su ritardi, figli di una riorganizzazione fortemente voluta in tempi troppo stretti, che rischia di aumentare i costi del vertice ma continua a penalizzare chi ogni giorno è a contatto con i malati e non ha più una vita propria o familiare a causa dei continui cambi di turno, riposi negati e ferie bloccate. La Cisl Fp chiede l’immediata convocazione di un tavolo di confronto con la direzione di Ast e con il commissario straordinario Storti per affrontare immediatamente la situazione assistenziale all’interno della Ast. Si riserva di avviare una vertenza legale per demansionamento degli infermieri se in tutti i reparti di degenza non saranno ripristinati turni h 24 di opeatori sociosanitari».



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