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Alessandrini: «Alla Steat nessun debito da cattiva gestione, non si può svilire il lavoro fatto»

IL PUNTO dell'ex presidente Steat dopo le dichiarazioni del suo successore, Remigio Ceroni che ha illustrato una situazione «complicata» per la società di trasporto pubblico. «Quelli della Steat non sono debiti derivanti dalla cattiva gestione dei bilanci ma finanziamenti legati ad investimenti già operati negli anni»

Fabiano Alessandrini

«E’ dall’insediamento del nuovo cda che sento parlare della situazione debitoria di Steat. Io sono una persona corretta che si aspetta sempre, sbagliando, che gli altri lo siano con me, per questo ho sempre evitato polemiche, anche perché sono convinto che ogni polemica nuoce all’immagine dell’azienda, che dovrebbe essere sempre la prima preoccupazione di tutti». Inizia così Fabiano Alessandrini, ex presidente Steat, l’analisi sulla società di trasporto pubblico che ha presieduto per anni dopo aver letto le dichiarazioni del suo successore Remigio Ceroni che ha disegnato una situazione certo non facile per la società.

«Non sono nato ieri, e so anche che, dipingere una situazione peggiore di quella che è, fa parte del gioco di chi subentra, ma questa è una spa e bisogna essere puntuali. Ho anche pensato che una drammatizzazione della situazione potesse magari essere propedeutica ad ottenere, da parte dei Comuni soci, quella necessaria ricapitalizzazione della società, richiesta da 15 anni ad ogni assemblea e mai ottenuta, così come per ottenere, da parte della Regione Marche, quell’aumento del corrispettivo chilometrico e delle percorrenze, ottenute soltanto in parte negli anni precedenti ma mai parificati rispetto alle altre aziende della regione. Ma usare questo argomento pubblicamente per giustificare altre situazioni, come quella del personale della ditta di pulizie, non va bene».

Alessandrini entra nello specifico: «Parlare di “debiti” dell’azienda in rapporto al fatturato è del tutto improprio, e lo sa chiunque abbia un minimo di dimestichezza di bilanci. Quelli della Steat non sono debiti derivanti dalla cattiva gestione dei bilanci ma finanziamenti legati ad investimenti già operati negli anni, come la costruzione del deposito di Porto Sant’Elpidio, l’acquisto del deposito di Fermo, ed in parte già attuati ed in parte a valere sulle annualità future per il rinnovo del parco automezzi, tutti i mezzi che arriveranno nei prossimi due anni per la completa sostituzione degli euro 2 e 3 sono già finanziati, ecc.. Finanziamenti che per oltre la metà andranno ad estinguersi nei prossimi due anni, e le cui rate sono tutte ampiamente coperte dall’operatività dei bilanci stessi, lasciando una società finalmente adeguatamente capitalizzata e con mezzi rinnovati. Qui non si tratta di fare mutui per coprire altri mutui, ma per operare investimenti. Il bilancio della Steat non può essere oggetto di opinioni personali, la Steat è una spa a controllo pubblico, soggetta a tutti i controlli degli organismi di revisione contabile ed amministrativa di legge. In questi anni abbiamo fatto fronte, grazie all’impegno di tutti, dal cda alla direzione e al personale, dai sindacati fino al collegio dei revisori, alla emergenza del Covid, al caro carburante ed ai rinnovi contrattuali, e ripeto, a tutti gli investimenti senza perdere un euro di contributi regionali o statali. Altre aziende, più titolate nelle Marche, oggi fanno ricorso alla ricapitalizzazione straordinaria da parte dei soci. Chiaramente, dinanzi ad eventi straordinari, come l’ulteriore impennata dei prezzi del carburante, è l’ente affidatario, la Regione Marche, che deve intervenire, non di certo le aziende. Nessuno si può permettere di svilire il lavoro fatto, peraltro, così facendo, mettendo in difficoltà l’azienda nei confronti dei fornitori e degli istituti di credito. Mi permetto infine di fare un appello a tutti, nuovo cda e Soci. La Steat è un patrimonio di questo territorio, va tutelata e sostenuta, e non può essere piegata ad interessi a svantaggio della società, a partire dal destino del deposito di Fermo ed in vista delle nuove gare per il contratto di servizio del trasporto pubblico locale, nei confronti delle quali alcune scelte saranno decisive».

g.f.

«La Steat non licenzia. Quando può assume ma la situazione è complicata anche per noi. No a speculazioni»



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