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Steat, il piatto piange. Ceroni: «Debito di otto milioni. Acquisto di Santa Lucia scelta incomprensibile» Si vende l’area

FERMO - Il presidente Steat Remigio Ceroni ha fatto il punto della situazione e ha tracciato la rotta per il futuro prossimo: «Dobbiamo tornare al pareggio di bilancio. Come? Intanto vendiamo Santa Lucia e il parco di via Monte Cacciù»

di Alessandro Luzi

È tempo di bilanci per la Steat e a detta del presidente Remigio Ceroni la situazione non è delle migliori. «Stato e Regione non garantiscono fondi cospicui – ha ammesso durante la conferenza stampa di questa mattina nella sede di via Giovanni da Palestrina, in cui era presente anche il Cda Gioia Giandomenico, Simona Cardinali, Giovanni Balestrieri e Maurizio Laurenzi. – comunque il governatore Acquaroli si è fatto carico di questo scenario e ci ha garantito una grande disponibilità. Si è messo all’opera per rovistare nel bilancio regionale per trovare risorse e poi si attiverà per porre la questione al governo e al ministro di competenza, ovvero Matteo Salvini. Il trasporto pubblico vive del contributo regionale, di abbonamenti e biglietti. Negli anni si è deciso di non aumentarne il costo nonostante le difficoltà economiche della Steat. Anche la pandemia ha contribuito a rendere la situazione complicata. Infatti il numero di passeggeri è diminuito e non siamo tornati ai livelli pre-Covid. Queste sono criticità oggettive indipendenti da chi amministra. Poi ci sono scelte discutibili di gestione. Fatto sta che a luglio contavamo 8 milioni e 200mila euro di debito».

Ceroni ha puntato il dito sull’acquisto dell’area di Santa Lucia: «Non abbiamo compreso questa decisione. La proprietà era del demanio e l’aveva quotata 600mila euro. Il presidente affittuario dell’area poteva recarsi dal demanio per richiedere la cessione a circa 3/400 mila euro, altrimenti intavolare una lotta. A quel punto il demanio avrebbe accettato di vendere l’area a quella cifra senza avviare le procedure d’asta. Invece a suo tempo si è detto che non serviva, è stata mandata all’asta, per acquistarla è stato attivato un mutuo pagando una montagna di interessi. Dopodiché l’area è risultata inadeguata rispetto le esigenze della società».

Riguardo la sede Steat, Ceroni è stato chiaro: «Va trovato un sito idoneo e Santa Lucia non lo è. Questa scelta errata inevitabilmente ha inciso sul quadro economico. La società non deve avere debiti ma così non è. Il bilancio 2022 si è chiuso con un segno meno importante. C’è anche la questione del parco di via Monte Cacciù per un valore di 900mila euro. L’idea è di venderlo. Vogliamo che il nostro bilancio sia trasparente e leggibile chiaramente, senza artifizi contabili. Perciò i crediti inesigibili sono stati cancellati. La nostra ambizione consiste nel servire bene il territorio con un bilancio in pareggio. Dobbiamo rientrare sull’investimento fatto (Santa Lucia), poi il surplus andrà diviso con il comune di Fermo». Dunque l’intenzione è chiara: l’area va venduta per rimettere in sesto uno scenario economico difficile. «C’è chi è pronto a comprare – ha affermato Ceroni -. Questo accade sempre quando si va in difficoltà. Ora dobbiamo fare le scelte migliori tenendo conto della situazione. Nonostante ciò la Steat non licenzia ma assume. Cerchiamo autisti e meccanici. Abbiamo ereditato 1.700 giorni di ferie e questi sono o un costo, in quanto le ferie non consumate vanno retribuite, o un disservizio perché non abbiamo personale per ricoprire le turnazioni. Intanto per l’estate ci sarà un piano ferie per razionalizzare in modo ottimale il personale».

Nonostante le criticità, la società si sta muovendo per sostituire i mezzi obsoleti: «Abbiamo rottamato mezzi che avevano 27 anni. L’obiettivo è sostituire il 50% dei bus con quelli a basso impatto ambientale. Sette sono i milioni spesi per 48 veicoli, di cui cinque sono contributi regionali». Infine non mancano degli squilibri tra province delle Marche per quanto riguarda i chilometri effettuati per cittadino. Il grafico mostrato questa mattina illustra uno scenario impietoso. Per quanto riguarda le linee urbane Fermo ha circa 700mila chilometri, contro i quasi due milioni di Macerata e Ascoli, i 4 di Ancona ed i due di Urbino. Le stesse proporzioni sono per le linee extraurbane. Insomma, anche sui trasporti siamo indietro. Ceroni non troppo velatamente ha tirato per la giacchetta i sindaci del territorio in quanto soci Steat: «Se qualcuno vuole contribuire a un aumento di capitale ovviamente è ben accetto. Siamo convinti che riusciremo a raggiungere i risultati prefissati».



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