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«Bilancio Steat e vendite, vogliamo chiarezza», raffica di interrogazioni dal Pd che punzecchia anche Calcinaro: «Lui che ne pensa?»

FERMO - L'invettiva dei dem: «È opportuno che la Provincia di Fermo, la città capoluogo e tutti i Comuni soci avanzino formale richiesta di chiarimenti in ordine alla situazione di bilancio della Steat Spa e al suo piano industriale. Ricordando che in qualità di azienda pubblica il fine ultimo è il bene del territorio, degli abitanti e dei lavoratori che la compongono»

«Non si possono accettare le dichiarazioni del presidente Steat Ceroni. Come Partito Democratico ci mobiliteremo per far chiarezza sulla vicenda; presenteremo interrogazioni al consiglio regionale, provinciale e negli stessi consigli comunali: a Fermo e in altri Comuni». A parlare è la Federazione Pd di Fermo insieme alla segreteria di circolo di Fermo, con in testa il segretario provinciale Luca Piermartiri.


«Una situazione che suscita preoccupazione e che causa danno all’azienda, una spa, i cui numeri affermano che è sana e che è stata gestita in modo virtuoso.  Parlare di indebitamenti quando invece le cifre a cui si fa riferimento erano palesi investimenti per l’acquisto di nuovi autobus, dell’area Santa Lucia e del potenziamento della stessa. Siamo contrari alla svendita sia dell’area di Santa Lucia che del parco di Monte Cacciù al privato. Chiediamo pertanto l’immediato blocco della vendita o che venga attivato il diritto di prelazione della Provincia sulla vendita del Parco di Monte Cacciù. D’altra parte l’alienazione del parco non fa presagire nulla di buono: esso rappresenta un luogo unico nel nostro territorio che potrebbe essere a disposizione di Fermo e di tutto il territorio provinciale; parliamo di un’area di particolare pregio naturalistico, come sottolineava la stessa Legambiente e come dimostrano le gite delle scolaresche. Ad oggi sul sito della Steat l’avviso di vendita è fissato addirittura a metà del suo valore. Pare si vogliano vendere patrimoni di pubblica utilità al privato quando invece servirebbe, da parte del presidente, l’impegno a realizzare un vero e proprio piano industriale di cui, a quanto pare, non esiste traccia alcuna. Riguardo l’aumento del costo del personale e la situazione lavorativa, crediamo abbia ragione il sindacato. Di quali aumenti si parla? Il tutto è legato al rinnovo contrattuale di categoria. Il contratto nazionale del lavoro va rispettato pienamente a tutela del personale dipendente. Date le esternazioni va fatta chiarezza sul futuro dell’azienda. Dinanzi a tali questioni è, come al solito ormai, la non posizione del sindaco Calcinaro, nonché vicepresidente della Provincia. Cosa pensa in merito? Come si pone la città capoluogo di fronte alle istanze dei lavoratori? Nel territorio della città di Fermo è ormai in corso da qualche anno la svendita totale del patrimonio pubblico a favore del privato, pertanto il Comune di Fermo, come socio, è favorevole alla vendita dell’area Santa Lucia e di quella di Monte Cacciù a un prezzo dimezzato rispetto alla sua reale stima? La vendita delle aree di pregio arrecherà un danno enorme, perché priverà il territorio e le future generazioni di luoghi capaci di valorizzare sia la città che la quotidianità dei cittadini.
È opportuno che la Provincia di Fermo, la città capoluogo e tutti i Comuni soci avanzino formale richiesta di chiarimenti in ordine alla situazione di bilancio della Steat Spa e al suo piano industriale. Ricordando che in qualità di azienda pubblica il fine ultimo è il bene del territorio, degli abitanti e dei lavoratori che la compongono».



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