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Covid, positivo alla cena del Tucano’s
I titolari: “Sanificato tutto e lo staff a tampone,
chiusura obbligatoria in attesa dei risultati”

PORTO SAN GIORGIO - I titolari dello chalet-ristorante: "Rispettare i dispositivi di legge rappresenta l’unica arma che abbiamo per sconfiggere il virus e rappresenta un atto di civiltà nei confronti di tutti"

Si sono ritrovati, nolenti, al centro di un caso mediatico di cui di certo avrebbero fatto molto volentieri a meno. Ma, almeno, a guardare il bicchiere mezzo pieno, hanno avuto modo di dimostrare ancora una volta la loro professionalità e anche di lanciare, encomiabilmente, nonostante la chiusura come da prassi, un appello per cercare di debellare, una volta per tutte il maledetto Coronavirus. Stiamo parlando dei titolari dello chalet ristorante Tucano’s di Porto San Giorgio, da anni e anni punto di riferimento per il cena e dopocena, ma anche per le feste in spiaggia, della costa fermana. E non solo. Il Tucano’s infatti è finito alla ribalta delle cronache locali e anche nazionali per quella serata del 14 agosto scorso, con cena e dopocena, a cui ha preso parte anche un giovane risultato positivo al Covid, a sua volta al centro di un battage mediatico ‘infarcito’ anche di minacce e insulti.

Subito scattata la macchina sanitaria con appelli ad autosegnalarsi, a recarsi a fare il tampone. E, giù una marea di chiamate all’Av4 che hanno costretto la stessa Area vasta, ieri, ad aggiustare il tiro, a restringere il cerchio: “Chiami solo chi ha partecipato attivamente alla serata”. E loro? I fratelli Luciani, Andrea e Moreno, titolari dello chalet ristorante? Diligentemente e responsabilmente a fare il loro percorso nonostante l’accaduto che di certo, si diceva, avrebbero evitato volentieri. E così, dopo aver costantemente tenuto aggiornati tutti gli ‘amici’ e clienti del Tucano’s tramite i social, ieri hanno comunicato che: “Come avevamo annunciato ieri, tutto lo staff del Tucano’s beach è stato sottoposto al test per l’individuazione di possibili contagi. Una decisione questa, che ci pone l’obbligo di chiusura dell’attività in attesa dei risultati ma che ci sentiamo di vivere con serenità, perché si tratta di una misura preventiva a tutela dei colleghi e di tutti i nostri amati clienti. Rispettare i dispositivi di legge rappresenta l’unica arma che abbiamo per sconfiggere il virus e rappresenta un atto di civiltà nei confronti di tutti”.



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