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Ospedale dei Sibillini «pronto a fine giugno». Ci sarà anche una palazzina Covid, contributo da 31,4 milioni

AMANDOLA - La Regione ha previsto 73 posti letto ed una serie di serviziì: dal ricovero continuativo e/o diurno (medicina, chirurgia a ciclo breve, day surgery, lungodegenza post acuzie) fino a prestazioni in regime ambulatoriale e assistenziale. A servizio del complesso verrà realizzato anche un pre-triage Covid 19

L’ospedale di Amandola

di redazione CF

«La zona dell’entroterra fermano-piceno, in particolare quella dei Monti Sibillini, vede avvicinarsi un momento atteso dalla popolazione, che per decenni ha dovuto soffrire la mancanza quasi totale di prestazioni sanitarie in loco. L’Ospedale dei Sibillini, in corso di realizzazione ad Amandola (località Piandicontro), muove deciso gli ultimi passi verso l’entrata in funzione. L’ultimazione dei lavori, infatti, è prevista per fine giugno 2023. Un impegno deciso da parte della Regione Marche, che ha previsto 73 posti letto ed una serie di servizi fondamentali: dal ricovero continuativo e/o diurno (medicina, chirurgia a ciclo breve, day surgery, lungodegenza post acuzie) fino a prestazioni in regime ambulatoriale e assistenziale». E’ quanto annunciano proprio dalla Regione, con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, in merito al nosocomio di Amandola.

Altra novità importante riguarda i fondi. L’Ufficio Speciale Ricostruzione ha approvato la variante suppletiva numero 1, comprensiva anche dell’adeguamento dei prezzi, che fissa il contributo a 31.460.000 euro. Si tratta di importi che arrivano da un ulteriore cofinanziamento voluto dalla Regione, dal Fondo Speciale Compensazioni, dall’ordinanza commissariale numero 109 e da una donazione privata.

L’ospedale di Amandola

Nel decreto dell’Usr è stato approvato anche lo stralcio per la realizzazione della palazzina Covid pre-triage per un costo di 1.400.000 euro.

«Insomma, quella si sta nascendo – aggiungono dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione – è una struttura d’avanguardia, efficiente a livello sismico, che darà lavoro reinserendo, in primis, il personale che operava ante sisma nel plesso ospedaliero di Amandola, sviluppata su circa 9.000 metri quadrati, pronta dunque a prendere il posto del vecchio nosocomio, pesantemente danneggiato dal sisma. E ad aumentare l’offerta per l’utenza».

Saranno in funzione, tra le altre, unità di endoscopia, riabilitazione, diagnostica per immagini, oltre a un centro assistenza limitata di dialisi, un’unità di raccolta sangue ed emocomponenti, un punto prelievi esterno ed un punto di primo intervento.

A servizio del complesso verrà inoltre realizzato anche un pre-triage Covid 19 costituito da un corpo di fabbrica avente un procedimento a sé stante. Un reparto pensato per rispondere alle esigenze imposte dall’emergenza sanitaria senza interferire con i percorsi e con la regolare attività dell’ospedale. Si comporrà di una zona destinata a spogliatoio e servizi igienici del personale ed alla decontaminazione, un ambulatorio, un’ampia zona filtro divisa in due verso l’ingresso dall’esterno, la zona diagnostica con la sala tamponi, un ulteriore filtro verso l’accesso degli utenti ed una vasta sala di attesa pre e post tampone.

Per non creare ostacoli al regolare corso dei lavori principali e tenendo conto delle sue contenute dimensioni si è deciso di realizzare la palazzina con una tradizionale struttura intelaiata in conglomerato cementizio armato.

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