facebook twitter rss

Bilancio sociale obbligatorio
nelle imprese sociali: l’importanza
del coinvolgimento degli stakeholders

PAROLA AGLI ESPERTI - Continua su Cronache Fermane la rubrica in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Fermo guidato dalla presidente Eliana Quintili. Ogni settimana i professionisti iscritti all'Ordine affrontano temi di attualità e approfondimenti sul mondo della contabilità, fiscale e del lavoro
Print Friendly, PDF & Email

 

di Virginia Tosi

Con la riforma del Terzo Settore (D.Lgs 112/2017 all’art. 9, c. 2), in capo alle Imprese Sociali (comprese cooperative sociali e loro consorzi) sorge l’obbligo di redigere e di depositare presso il Registro delle Imprese anche il bilancio sociale redatto in conformità alle Linee guida che sono state adottate con Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, sentito il Consiglio Nazionale del Terzo Settore. Inoltre è obbligatoria anche la pubblicazione sul sito internet della società. 

Si precisa che tale obbligo, per le imprese sociali, vige indipendentemente dalla dimensione economica e dall’entità di fatturato. 

Tuttavia, che cos’è, in concreto, il bilancio sociale? Si tratta di un documento che, essendo stato finora sempre facoltativo, la maggior parte dei commercialisti non è abituato a redigere. Vale quindi la pena cercare di comprendere bene il contenuto e la finalità di un tale documento.  

Lo scopo del bilancio sociale è quello di fornire a tutti gli stakeholders un quadro complessivo delle attività, della loro natura e dei risultati dell’impresa. Con il termine stakeholders ci si riferisce a “tutti quegli individui o gruppi che influenzano e/o sono influenzati dalle attività di un’organizzazione, dai suoi prodotti o servizi e dai relativi risultati di performance” (AA1000 Series).

In quanto bilancio, il bilancio sociale deve raccogliere dati in modo da rendere possibile un confronto dei risultati nel tempo, nello spazio, nonché l’analisi degli scostamenti rispetto agli obiettivi. In quanto sociale, un tale report deve evidenziare l’impatto sociale che la gestione ha avuto sulle diverse categorie di stakeholders. Si comprende bene come la prospettiva e il coinvolgimento di questi ultimi sia, dunque, essenziale dovendosi avviare un vero e proprio processo interattivo di comunicazione sociale che favorisca virtuosi processi partecipativi interni ed esterni all’organizzazione e fornisca informazioni utili sulla qualità delle attività dell’impresa per andare incontro alle aspettative degli stakeholders. L’obiettivo è addivenire ad uno stakeholder engagement che non sia solo un passaggio importante nella redazione del bilancio sociale, ma possa anche divenire uno strumento di pianificazione e controllo per l’impresa. 

Ogni impresa ha, infatti, una moltitudine di portatori di interesse o stakeholders.

Non può essere individuata un elenco generico di stakeholder che vada bene per tutte le organizzazioni. In verità, non può esistere neppure un’unica lista valida per una stessa impresa nel tempo. Ciò in quanto gli stakeholders possono variare nel tempo in quanto l’influenza che essi esercitano sull’impresa e viceversa dipende da molteplici fattori (tipo di ente, attività, posizione geografica, tematiche in questione, ecc.).

Arrivando al focus del presente articolo, per Stakeholder Engagement (coinvolgimento degli interlocutori) non si deve intendere il semplice coinvolgimento dei portatori di interesse nella costruzione del bilancio sociale, ma  l’insieme delle strategie e dei processi utilizzati da un’organizzazione per coinvolgere i suoi portatori d’interesse chiave al fine di stimolare un apprendimento continuo e  il miglioramento delle performance aziendali.

Lo Stakeholder Engagement implica:

  • l’avvio di un processo di dialogo;
  • l’attivazione di un confronto continuo per verificare le aspettative e per impostare o rivedere politiche e strategie;
  • la disponibilità ad tener conto delle aspettative rilevanti nella definizione e implementazione della strategia d’impresa;
  • l’impegno alla soddisfazione delle aspettative degli stakeholders, anche attraverso la realizzazione di specifiche iniziative volte a fornire concretamente delle risposte agli stessi.

Affinché il processo di coinvolgimento possa rispondere appieno a questi criteri  

è necessario un forte impegno da parte dell’alta direzione dell’impresa. 

Prima di iniziare un processo di coinvolgimento è necessario pensare  strategicamente:

  • Perché coinvolgere? 

Definire gli obiettivi del coinvolgimento

  • Su cosa coinvolgere? 

Individuare i temi (rilevanti) sui quali coinvolgere

  • Chi coinvolgere?

Identificare  i soggetti da coinvolgere (responsabili del processo e stakeholder)

Una volta definiti obiettivi, temi rilevanti e stakeholder da coinvolgere, sarà possibile attivare un processo di Stakeholder Engagement di qualità, in grado di produrre risultati significativi ed efficaci in termini di coesione tra portatori d’interesse e di miglioramento delle performance.



Articoli correlati


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti