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La svolta di P.S.Elpidio: scatta il toto-giunta, Balestrieri vicesindaco in pectore. L’analisi del voto

PORTO SANT'ELPIDIO - Il neosindaco pensa alla giunta, sicura la nomina di Enzo Farina, molto probabile quella di Marco Traini, partita aperta per le quote rosa

di Pierpaolo Pierleoni

Quella di lunedì è stata una giornata storica per Porto Sant’Elpidio, che ha messo fine, con un verdetto nettissimo, a decenni di dominio del centrosinistra. Ma chi saranno i protagonisti della politica cittadina nel prossimo lustro? Il nuovo Consiglio comunale vedrà 9 esordienti e 7 figure che hanno già frequentato l’aula. Fratelli d’Italia elegge 5 consiglieri: Andrea Balestrieri, Giuseppe Malcangi, Gioia Di Ridolfo, Giorgio Marcotulli, Francesco Pacini. Tre i seggi vanno alla civica SiAmo Pse, con Enzo Farina, Paola Venanzi e Nerico Mignani. Entrano Diego Tofoni di Pse sul serio e Cesare Paniccià di Pse si muove. In minoranza, con il candidato sconfitto al ballottaggio Paolo Petrini, due seggi al Pd, col primo cittadino uscente Nazareno Franchellucci ed Annalinda Pasquali. L’altro candidato sindaco Gian Vittorio Battilà avrà Pierpaolo Lattanzi del Laboratorio civico arancio e Bruno Maccarrone di Forza Italia.

Il neo sindaco Massimiliano Ciarpella avrà 10 giorni per convocare il Consiglio comunale, che dovrà tenersi entro i 10 giorni successivi. Poco meno di tre settimane, quindi, per decidere la squadra che lo accompagnerà alla guida di Porto Sant’Elpidio. Tre uomini e due donne, pressoché sicuri i primi, più incerte le quote rosa. I gradi di vicesindaco non possono che andare ad Andrea Balestrieri. Fratelli d’Italia è partito di maggioranza relativa, lui in assoluto il più votato di questa tornata elettorale. La nomina è scontata. Posto sicuro in giunta anche per Enzo Farina, che ha appoggiato Ciarpella sin dall’inizio del suo percorso ed ha costruito la lista rivelazione di queste elezioni amministrative, SiAmo Pse. Il terzo uomo sarà verosimilmente Marco Traini. La sua lista Civico Pse non ha ottenuto seggi in Consiglio comunale, ma la scelta di lasciare la coalizione di centrosinistra ed appoggiare il progetto del neo sindaco sarà premiata. L’incognita resta Giorgio Marcotulli. Ciarpella lo stima molto e le sue competenze nelle discipline tecniche ne fanno un punto di riferimento per la coalizione. Non sembra però molto interessato ad un posto in giunta. E’ invece un’opzione concreta come presidente del Consiglio comunale, a meno che preferisca un ruolo “da battaglia” da capogruppo di Fratelli d’Italia, anche perchè i banchi di opposizione presenteranno uno schieramento di figure ferrate e combattive, mentre la nuova maggioranza sarà composta in larga parte da esordienti. In tal caso, per la presidenza del Consiglio potrebbe essere gratificata una delle liste che hanno conquistato un seggio, quindi Diego Tofoni o Cesare Paniccià.

Passando alle due donne in esecutivo, uno dei nomi più accreditati è quello di Gioia Di Ridolfo, coordinatrice cittadina di Fratelli d’Italia. Anche l’avvocato Elisa Torresi, sempre in quota Fdi, è un’ipotesi concreta. Probabilmente il primo cittadino chiederà alle liste della sua coalizione una rosa di nomi, per valutare tutte le opzioni. Non è passata inosservata la presenza frequente di Milena Sebastiani, nelle ultime settimane, alle iniziative della coalizione. Anche ieri si è vista durante i festeggiamenti sotto al palazzo comunale. Lei sarebbe disponibile ad un incarico da esterna, per tornare all’amato assessorato al turismo. Ma inserire un secondo assessore (oltre a Traini) che ha governato con l’amministrazione uscente, di fronte ad una città che ha dato un segnale così netto di discontinuità, non sembra probabile. Remota anche l’ipotesi che Ciarpella peschi nella coalizione di Gian Vittorio Battilà. Tra primo e secondo turno i due si sono incontrati, una disponibilità di massima da parte dei civici ad appoggiare la futura maggioranza, magari esprimendo un assessore, c’è stata. Ma il neo sindaco si è fermato alle convergenze sui temi e non ha promesso nulla.

Di certo Massimiliano Ciarpella esce da trionfatore. Appena qualche mese fa in pochi lo conoscevano: dopo un’esperienza da consigliere, si era tenuto per 10 anni fuori dall’ambiente politico. Eppure è stato mediatore efficace, ha conquistato tutti con il dialogo e costruito un mattone alla volta una coalizione solida. Il consigliere regionale Andrea Putzu è stato il regista dell’operazione, ha spinto sulla candidatura di Ciarpella, ha convinto tutta la base di Fratelli d’Italia, dove inizialmente non mancavano gli scettici, che optare per un civico, piuttosto che su un candidatura di partito, sarebbe stata una scelta vincente. Un artefice del successo è senza dubbio Enzo Farina, uno dei sostenitori della prima ora del nuovo sindaco, tanto da lasciare Forza Italia che preferiva Gian Vittorio Battilà, per costituire una sua civica. Altro protagonista è Diego Tofoni, trascinatore di Pse sul serio e autentico mattatore in termini di preferenze a Marina Picena.

Paolo Petrini

Il centrosinistra si trova ad analizzare una sconfitta preventivata, ma ben più severa di qualunque previsione della vigilia. Scaricare tutte le colpe sulla candidatura di Paolo Petrini sarebbe ingeneroso. E’ evidente che l’ex sindaco e parlamentare non abbia più il tocco magico della sua ascesa politica. Venti anni fa sbriciolava ogni record in termini di preferenze, conquistando oltre 1500 voti in Consiglio comunale al termine della sua avventura da primo cittadino. Nel 2005 entrava a furor di popolo in Consiglio regionale con una valanga di preferenze, oltre 5.500 solo nella sua città, quasi il doppio dei voti che ha preso la sua coalizione ieri al ballottaggio.

Va detto che la sua candidatura è maturata quasi come una mossa della disperazione, di fronte ad un’avanzata del centrodestra che appariva inarrestabile. La formula dell’usato garantito, invece, non ha pagato. Probabilmente sarebbe stato il momento giusto, per il Pd, di lasciare il timone alle liste civiche che per decenni hanno portato acqua alla causa ed hanno accettato il ruolo di attori non protagonisti, se non di comparse. La coalizione si sarebbe presentata più robusta, magari avrebbe mantenuto il sostegno della lista di Marco Traini (che poi ha scelto Ciarpella), ed avrebbe trovato l’apporto del gruppo di Milena Sebastiani, che ha assistito da spettatrice a questa campagna elettorale. Probabilmente non sarebbe bastato, ma la sfida sarebbe stata di certo più equilibrata.

 

 

 



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