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Il nuovo primario Paci e i progetti per una Cardiologia del Murri all’avanguardia

PRIMARIO - Ieri la sua prima uscita ufficiale da primario della Cardiologia dell'ospedale Murri dopo la nomina firmata dal direttore Av4, Roberto Grinta. Arriva dal Lancisi di Ancona, fermana di origini

Maria Vittoria Paci

Ieri la sua prima uscita ufficiale nel Fermano, all’inaugurazione della targa in ricordo di Tolmino Rossi, a Montegiorgio. Stiamo parlando di Maria Vittoria Paci, il nuovo primario della Cardiologia di Fermo, che arriva dal Lancisi di Ancona e che scopriamo avere del ‘sangue’ fermano. Sì perché lei è nata proprio a Montegiorgio e ha legami familiari a Monsampietro Morico anche se da anni, per ovvie ragioni di lavoro, vive nel capoluogo di regione. Ma è pronta a ‘tornare a casa’. Il suo insediamento ufficiale alla guida della Cardiologia del Murri ci sarà il prossimo 16 maggio. Ma è già al lavoro nel ‘cuore’ del nosocomio fermano. D’altronde, oltre alle origini, quello della dottoressa Paci con il Fermano non è un legame dell’ultima ora. Con il reparto in difficoltà (e conosciamo il gap sul fronte medici), Paci si è offerta nell’ultimo anno di dare una mano. E lo ha fatto coprendo anche dei turni di notte. E il suo arrivo professionale nel Fermano, per lei non è una questione di denaro (d’altronde guadagnava di più dove stava prima della nomina). E’ una questione di legame, appunto, di voglia di contribuire, diciamo così, ufficialmente, per la sua terra in cui crede molto, partendo proprio dalla sua sanità, dal suo ospedale che definisce «dal grande potenziale». A 57 anni ha deciso di provarci, di dare il suo contributo concreto, fattivo, di grande responsabilità, anche perché il direttore dell’Av4, Roberto Grinta, non ha mai nascosto di puntare proprio sulla Cardiologia, con in testa il primario, per potenziare e innovare la sanità fermana, anche quella territoriale (e l’acquisto di sei nuovi ecografi ne è la riprova).

Una donna, un medico, una professionista che nel fare una descrizione di se stessa parte col dire «sono una clinica», dunque una figura poliedrica che spazia dall’occuparsi di pazienti al coordinamento e all’organizzazione su più livelli del suo ramo specialistico, oltre ovviamente alla collaborazione e interconnessione con le altre specializzazioni del Murri e delle territoriali. Certo dovrà affrontare il gap, come quasi tutti i suoi omologhi in tutta Italia, cardiologi per potenziare il suo reparto. E lei è pronta a farsi da sponsor per la Cardiologia del Murri, in un nuovo ospedale che l’assessore regionale Saltamartini ha definito più volte, lanciando un occhio al futuro prossimo, «Un nosocomio al di sopra di un primo livello», «un ospedale punto di riferimento per tutte le Marche» con una Cardiologia innovativa, che punta molto sulla digitalizzazione.

Il direttore Av4, Roberto Grinta e il primario di Cardiologia, Maria Vittoria Paci

Comunque, tornando alla conta dei camici bianchi, un primo cardiologo, come annunciato dal direttore Grinta, dovrebbe arrivare già nei prossimi giorni. E ovviamente non è affatto da escludere, anche questo accennato da Grinta, una collaborazione biunivoca con il Lancisi da cui Paci proviene. La mia collaborazione sarà con tutto il Lancisi, io provengo dalla Divisione di Cardiologia guidata dal dottor Perna che ringrazio per avermi dato la possibilità di formarmi in questi anni. Il mio ringraziamento va a tutti i colleghi con i quali ho condiviso un percorso professionale ed umano».

Nella lista delle priorità, per il suo reparto, l’Area vasta 4 ha l’aumento dei posti letto (una mission che investe praticamente tutte le aree critiche del Murri e della sanità territoriale) e l’Utic, ossia richiamare o trattenere nel Fermano chi oggi, tra i pazienti non gravissimi, è spinto a rivolgersi ad altri ospedali. Ad attenderla ci sarà anche il progetto dell’emodinamica. Il Fermano attende la cardiologia interventistica. E l’assessore Saltamartini a pronunciarsi più volte, da ultimo ad inizio aprile con un incontrovertibile «Porteremo a Fermo l’emodinamica e acquisteremo il robot chirurgico».

g.f.

da sin. Roberto Grinta, Maria Vittoria Paci, Filippo Saltamartini e Mauro Lucentini

 

 



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