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Saltamartini sul Piano sanitario: «Lo porto in giunta a maggio o giugno» (Video)

SANITA' locale: «Il servizio territoriale non esiste con solo le Aree vaste che si fanno concorrenza per assumere i medici». Polemica con l’università politecnica di Ancona sugli specializzandi: «Più volte abbiamo chiesto aiuto, ciò non è completamente avvenuto»
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L’assessore Filippo Saltamartini

 

di Luca Patrassi

Era la festa per il pensionamento del primario Alessandro Chiodera, la presenza – più volte sottolineata dalla direttrice dell’Av3 Daniela Corsi che ha speso parole importanti per l’amministratore regionale («ci fa sentire la sua vicinanza, come non avveniva prima») – dell’assessore regionale Filippo Saltamartini questa mattina in ospedale a Macerata ha evidentemente portato l’attenzione anche sui temi di politica sanitaria regionale. L’aggiornamento sul piano sanitario: «lo porterò all’esame della prossima giunta a maggio o a giugno dopo averlo discusso con le parti ».

Saltamartini_Chiodera_FF-10-650x434In sala questa mattina c’erano molti direttori delle varie unità operative dell’Av3 che hanno appunto ascoltato le parole di Saltamartini: «Viviamo, come Paese, una situazione molto complessa e difficile. Abbiamo ancora i pazienti positivi al Covid nei reparti, le notizie che arrivano dalla Cina ci dicono che dovremo tornare a vaccinare 1,2 milioni di marchigiani. Questa situazione di difficoltà ne ha generate altre al sistema, ci sono lunghissime liste di attesa. C’è un tetto di spesa dal 2012 sulla sanità e sul personale, è complicato gestire tutto iniziando dalle richieste di assunzioni. Sto cercando di immaginare una nuova stagione del servizio sanitario».

«L’Asur ha dimostrato di non funzionare, pensiamo ad una azienda per ogni Area Vasta con il suo direttore generale, il suo direttore sanitario. Ho girato nei Pronto soccorso, ma il problema vero delle Marche è che il servizio territoriale non esiste, con sono le Aree Vaste che si fanno concorrenza tra loro per assumere i medici, c’è l’assurdità dei concorsi per primari che si spostano da una città all’altra delle Marche, giro di primari anacronistico in una piccola regione. Fintanto che il Paese non riesce a dare le specializzazioni, non risolviamo il problema della carenza dei medici. Abbiamo più volte chiesto all’Università di Ancona un aiuto con gli specializzandi, questo non è completamente avvenuto. I marchigiani possono essere orgogliosi per avere la sicurezza di essere assistiti da medici professionali, da scienziati». Quanto alle assunzioni, l’amministratore regionale ha assicurato che la priorità finanziaria sarà quella legata all’accesso dei medici nell’azienda pubblica.

 

 



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