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«Nelle Marche 3.000 infermieri, ma non li possiamo assumere» (Video)

SANITA' - Così l'assessore regionale Filippo Saltamartini sulla carenza ormai cronica di personale: «Inutile parlare di grandi progetti, di Pnrr, senza investire sulla dotazione organica» 
L'intervento dell'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini

 

Medico cercasi in tutte le Marche. Non è un segreto e la pandemia ha messo a nudo la ferita che il sistema sanitario cerca di curare da troppo tempo, tanto che questo tempo sta per finire.

Filippo Saltamartini

E’ stato chiaro l’assessore alla Sanità regionale Filippo Saltamartini: «Bisogna eliminare il numero chiuso alla facoltà di Medicina. Raddoppiare, triplicare le borse di specializzazione e aumentare il tetto di spesa per il personale sanitario. Altrimenti è inutile parlare di grandi progetti, di Pnrr. E’ necessario investire sulla dotazione organica e sulle professionalità».

Saltamartini così si è espresso, oggi 22 febbraio, a margine del Consiglio regionale.

«C’è la necessità – queste le sue parole – di rimettere mano al turn-over, si stima che tra pochi anni andranno in pensione tra il 35% e il 40% dei medici, nati tra il tra 1951 al 1962. Si tratta in particolare di medici di famiglia e pediatri.

C’è la necessità di eliminare il numero chiuso a Medicina,.

E’ necessario rivedere i tetti di spesa almeno per la Sanità affinché possiamo assumere almeno gli infermieri, è paradossale che nella Regione Marche abbiamo una graduatoria con tremila infermieri e non li possiamo assumere per il tetto di spesa: mi appello al Governo, alle forze politiche, a chiunque possa fare qualcosa perché sono le misure per riportare la sanità al centro dei bisogni dei cittadini.

Basta inserire un comma anche nel decreto Milleproproghe che stabilisce che il tetto di spesa può essere derogato prevedendo assunzioni non in base alla spesa storica ma in base alle esigenze dei cittadini. Si faccia una fotografia del rapporto esistente tra personale sanitario e la popolazione di una regione e si adotti il provvedimento conseguenziale».



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