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Ricorso al Tar, il centrosinistra attacca: «Pignotti basta vittimismi, se c’è un danneggiato è Alessandrini»

SANT'ELPIDIO A MARE - La coalizione di Alessandrini punge: «Non si fermerà nulla, se arrivasse il commissariamento, vista la confusione di questi primi mesi, non sarebbe un male»
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Mancano tre settimane al verdetto del Tar sulle 4 schede contestate e quindi sulla validità del risultato al primo turno delle elezioni comunali a Sant’Elpidio a Mare, ma il tema inasprisce il confronto tra la maggioranza ed il centrosinistra. Dopo l’annuncio del sindaco Alessio Pignotti, che ha fatto sapere di essersi costituito in giudizio suk ricorso presentato da Fabiano Alessandrini e dalla sua coalizione “Noi insieme”, parte il contrattacco.

«Legittima la scelta di Pignotti, anche se il contenzioso è tutto tra Alessandrini e Calcinari che non si è costituito – notano Pd e il resto del centrosinistra – ma è bene precisare che la sua costituzione in giudizio è volta a tutelare esclusivamente la sua posizione personale e quella della sua compagine al fine di non tornare ad affrontare il turno di ballottaggio con il candidato Alessandrini». Va ricordato, infatti, che qualora il ricorso venga accolto, il risultato del primo turno vedrebbe Alessandrini e la sua coalizione sopravanzare Gionata Calcinari ed il centrodestra. Ne conseguirebbe la ripetizione del ballottaggio, in cui Pignotti dovrebbe vedersela quindi con il candidato che al secondo turno del 26 giugno ha fatto lo spettatore.

«Contrariamente a quanto vuol far credere il Sindaco, non vi è lesione degli interessi dell’ente Comune – punge Alessandrini – né viene bloccata l’attività amministrativa, lo stesso Pnrr rientra nell’attività ordinaria, tanto è vero che pur potendolo fare, il Comune non si è costituito. Lascia dunque perplessi che nelle sue dichiarazioni Pignotti parli anche “come Sindaco” e di “interessi del Comune da tutelare”, e che l’avvocato scelto sia anche il legale fiduciario del Comune, una scelta che giudichiamo inopportuna dal punto di vista della confusione dei ruoli e della trasparenza, mettendo lui stesso, in palese imbarazzo l’ente che dice di voler tutelare! Se Pignotti parla da Sindaco, quindi da primo garante dell’istituzione che rappresenta, dovrebbe essere suo interesse verificare che le elezioni si siano svolte correttamente, quindi senza alcuna ombra sul risultato».

Secondo il centrosinistra, «non stupisce più di tanto che per Pignotti la ricerca della verità su fatti contestati fin da subito e mai chiariti, e l’eventuale nuovo esercizio democratico delle elezioni sia considerato meramente un costo. D’altronde da uno che con il 30% dei voti degli aventi diritto accetta malvolentieri il confronto e le critiche (nessuna replica in consiglio comunale sulle linee programmatiche) che cosa ci vogliamo aspettare? Per quanto riguarda poi i presunti ritardi dell’azione amministrativa causati dal ricorso, ci permettiamo di dubitare, considerando che Pignotti e la sua amministrazione hanno presentato le linee programmatiche dopo ben due mesi dall’insediamento».

L’eventuale commissariamento, secondo la coalizione di centrosinistra, non sarebbe un dramma. «Se l’andazzo è quello confusionario ed inconsistente dimostrato dall’amministrazione in questi primi mesi, l’azione puntuale di un commissario non sarebbe un male per la collettività, pensiamo che saprebbe gestire meglio i fondi del Pnrr reperiti, lo ricordiamo, esclusivamente dalla passata amministrazione, con un nostro consistente contributo, non di certo grazie a Pignotti e Greci, che tanto sbraita, ed era allora all’opposizione! È evidente che l’eventualità di perdere la poltrona provochi nervosismo».

Velenoso l’ultimo invito al sindaco Pignotti. «Lasci perdere la solita tattica del piagnone. Ha iniziato alle scorse elezioni col famoso post del “misero tagliatore” a fare la vittima per accuse che non gli aveva rivolto nessuno. Elettoralmente la strategia ha funzionato, ora ha un ruolo e deve guidare una città, smetta con i piagnistei. Qui l’unico danneggiato e vittima, nel caso venga riconosciuta dal Tar la fondatezza del ricorso, è soltanto Fabiano Alessandrini».

 



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