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Sanità, Saltamartini frena i sindaci: «Per il Fermano scelta tra emodinamica ed elisoccorso. Robot ordinato per il Murri»

L'ASSESSORE regionale alla Sanità è intervenuto in una conferenza stampa della Lega a Fermo. Occasione per fare il punto sul presente e futuro della sanità territoriale

di Andrea Braconi

«Il documento dei sindaci? Non lo mettiamo nel cestino, sarà esaminato punto per punto. Ma nel momento in cui facciamo un’inversione di tendenza della sanità del Fermano, si arriva a strumentalizzare tutto, persino il mio impegno in un’altra riunione». É un Filippo Saltamartini voglioso di togliersi molti sassolini dalle scarpe quello che si presenta nella duplice veste di assessore regionale alla sanità e di esponente di primo piano della Lega alla conferenza stampa convocata nella sede provinciale del partito.

«Il 17 ci hanno chiamato per il Pnrr e non potevo non partecipare. Così ho detto ai sindaci del Fermano: fate un documento e mandatemelo. E li avevo già ascoltati una settimana prima. Si può anche criticare, ma il potere è allocato, il piano lo approvano i consiglieri regionali. Non regge la storia dei sindaci che sono autorità sanitaria: lo sei se c’è epidemia o ci sono altri problemi, ma sei titolare di un potere di ordinanza, non è che decidi tu se un ospedale deve avere emodinamica o l’elisoccorso. Tu partecipi al concorso».

«Siamo forza di Governo – ribadisce – la prima forza politica in consiglio regionale ed un grande partito di massa, abituata ad assumere impegni e a mantenerli».

Lungo l’elenco di “fatti” su quali l’assessore insiste. «Il primo si chiama piano socio sanitario, quello vigente è stato approvato nel 2020. Ma dove sta l’emodinamica nel piano di Cesetti? Semplicemente non c’è».

Il secondo. «Ai sindaci che elaborano questo bellissimo documento chiedo come mai non era stato partorito due anni fa. Non ce n’è traccia. E chiedo loro se per caso hanno raddoppiato il personale nei loro Comuni, se nel corso del loro mandato hanno raddoppiato servizi sociali. Perché quando si è istituzioni si è istituzioni. Tutto questo andrebbe chiesto agli esponenti del Pd che governano questo paese da Monti a oggi e si sono dimenticati di assumere i medici. I sindaci dovrebbero chiedere di eliminare quelle barriere e Fratoianni, che ha presentato un’interrogazione, dovrebbe chiedere a se stesso perché non ci sono medici”.

Dal 15 ottobre 2020, con il centrodestra al governo regionale i posti letto in terapia intensiva sono passati in 5 mesi da 126 a 256. «È stato un percorso complicato, ma ricordo che nel rapporto del 2015 del Ministero della Salute eravamo ultimi in Italia. Aggiungo che siamo stati i primi a portare gli anticorpi monoclonali in Italia ed i primi in Italia in fatto di utilizzo. E siamo stati primi per mesi nel rapporto tra dosi consegnate e somministrate».

E per Fermo, aggiunge, si sta facendo un nuovo ospedale. «Cosa mettiamo noi? Sale per emodinamica, ma nel piano socio sanitario non è previsto che tu ci mettessi medici e infermieri. Io invece mi batterò per questo, anche se per il decreto Balduzzi non ci sarebbero i numeri per avere una quinta emodinamica nelle Marche. Vedremo di inserirla nel prossimo piano sanitario, ma servirà un elicottero o l’emodinamica per dare una copertura agli infartuati lo decideremo insieme. Abbiamo aggiunto fondi sull’ospedale, pensate che non c’era una cucina e non c’era un magazzino. Mancano soprattutto i locali per la dialisi, problema da risolvere nel vecchio ospedale dove ci saranno ambulatori e altre attività. Come per la vecchia struttura di Amandola, è complicato fotografare tutto oggi: una fotografia esatta la avremo con il piano socio sanitario che penso per giugno avremo a disposizione. Non ci sarà più un’area vasta ma un’azienda sanitaria con risorse e possibilità di utilizzare obiettivi nel piano: oggi tutti gli investimenti si decidono ad Ancona, domani si deciderà a Fermo».

Per il nuovo nosocomio (“Fermo avrà un ospedale super” è il suo mantra) c’è anche da affrontare il problema delle macchine elettromedicali, per le quali occorrerà spendere almeno 25 milioni. «Quelli che parlano male di Fermo danneggiano impegno e professionalità di chi lavoro a Fermo. Noi siamo stati eletti per non unificare o accentrare nulla. Le case e gli ospedali di comunità saranno distribuiti nel territorio, potremmo avere la sanità della Svizzera. E siamo soprattutto per una sanità pubblica, consapevoli che dove non si è in grado di garantire la prestazione andiamo dal privato. Faremo un investimento sul Pnrr tecnologie, avremo una risonanza magnetica nuova, un mammografo con sistemi nuovi, un nuovo ecografo multidisciplinare attaccato alla Tac ed investimenti importanti sull’Inrca”.

Quanto all’atteso robot, Saltamartini conferma che è stato ordinato «per i bravissimi specialisti dell’ospedale di Fermo» e che sarà affittato per il Murri.

Si torna su Amandola. «Apriremo molto presto e avremo medicina, lungodegenza, punto primo intervento e ambulatori. E poi vogliamo immaginare che non serva ai Comuni dell’alto Maceratese o dell’Ascolano? Ma cosa dividiamo?».

Resta il problema del personale, «su cui dobbiamo iniziare a ragionare». «È una questione drammatica. Il primo punto da affrontare è il blocco del tetto di spesa: avendo un buon bilancio noi potremmo assumere nuovi medici ma non possiamo farlo, ci sono limiti assurdi da rimuovere. Abbiamo una graduatoria di 3.000 infermieri che non possiamo assumere. E poi sui medici di medicina generale c’è incompatibilità per via del contratto nazionale di lavoro, occorre risolvere il problema medici di famiglia che non vogliono andare nelle case di comunità. Ma cosa c’entra la Regione con tutto questo?».

Ma la partita vera, conclude, è quella delle case di riposo. «Con l’invecchiamento della popolazione c’è bisogno di più assistenza ed investimento da fare è garantire che le persone abbiano questo in maniera dignitosa».

A chiudere un attacco che lui stesso definisce pesante, con bersaglio le cooperative. «Non arrivavano medici al Pronto Soccorso e chiamavamo le cooperative: questa è la cosa gravissima. Gli anni precedenti sono stati segnati da sanità privata, cooperative, accentramento, distruzione della sanità del territorio e liste di attesa. E io adesso devo rispondere ad un’interrogazione del Pd in piena emergenza Covid su che cosa stiamo facendo sulle liste di attesa? Ecco, il nostro cambio di passo è stato determinato in gran parte proprio dai fallimenti nella sanità».

Di una sanità per decenni messa all’angolo, «dimenticata e smembrata sotto ogni sua forma” parla Alan Petrini, responsabile provinciale del partito. Ospedali periferici, medici, carenza di medici di base: questioni sulle quali è impensabile porre rimedio con un colpo di bacchetta magica e dopo un solo anno di amministrazione. «I frutti arriveranno con un costante lavoro quotidiano, ma i risultati ottenuti lasciano ben sperare: c’è stato un aumento delle borse di studio di medicina, quasi triplicate; un aumento del posti di terapia intensiva; 30 milioni in più per l’ospedale di Campiglione; fondi del Pnrr per strutture del territorio, con un efficientamento sia energetico che sismico».

Ed il nuovo piano socio sanitario metterà a sistema tutto quello che da oggi Lega e alleati di centrodestra inizieranno a fare. «Vogliamo dare risposte adeguate ad un territorio che per troppi anni ha dovuto subire uno stanziamento di fondi non equo, con le province del nord che hanno avuto un trattamento superiore».

Le motivazioni alla base di un’attesa conferenza stampa vengono illustrate dall’onorevole Mauro Lucentini. «Ci piace prenderci le responsabilità quando le cose vanno male, ma anche quando vanno bene. La sanità marchigiana è una delega gestita dalla Lega nella figura di Filippo Saltamartini e abbiamo ritenuto giusto fare un punto della situazione e denunciare questo cambio di passo in positivo. Non chiediamo molto come territorio fermano, ci basta un livellamento, il giusto, l’equo rapportato con gli abitanti, quello che prima non c’era. Se oggi si possono fare investimenti, se con il Pnrr abbiamo trovato oltre 8 milioni per la provincia di Fermo, significa che c’è stato questo cambio di passo. E chi si lamenta dimentica dove c’eravamo lasciati. Siamo ripartiti da una situazione aberrante della sanità marchigiana e come ha detto il direttore Grinta ‘forse qualcosina prima poteva essere fatto’. Inoltre, ci siamo trovati a gestire una situazione di emergenza epocale e ne siamo usciti abbastanza bene. Questi sindaci del centrosinistra che preparano i documenti dimenticano dove c’eravamo lasciati. Oggi c’è un’attenzione al territorio spasmodica da parte del direttore Grinta che prima non c’era».

Nel rivendicare l’assenza di focolai Covid all’interno del nosocomio fermano, Lucentini focalizza il futuro che verrà. «L’acquisto di 4 ecocardiografi significa permettere alle persone di fare una visita senza andare a pagamento. E poi abbiamo un ospedale che si sta finendo. Tutti ci ricordano che era figlio di una certa amministrazione ma andava riempito di contenuti. Ed se è vero che avremo a breve due ospedali nuovi, le altre aree non possono però essere dimenticate. Ai sindaci diciamo che cureremo i territori e non in base alle appartenenze partitiche».

Chiosa, immancabile, sull’esito dell’ultima Conferenza dei sindaci. «A stilare il documento sono stati un paio di sindaci con esperienze diverse dalle nostre. Ma noi stiamo dimostrando in ogni settore e deleghe che stiamo gestendo di farlo bene. Aggiungo che ho pronta una lettera per Saltamartini nella quale parlo anche della questione elisoccorso. Nelle Marche solo 2 punti, uno ad Ancona e l’altro a Fossato di Vico, vicino Fabriano, ma essendo Fermo baricentrica dobbiamo ripensare a portare l’elisoccorso dove sarà il nuovo ospedale».

Lucentini si sofferma sulla questione robotica. «La situazione è ripresa alla grande, il 14 febbraio c’è stata una missiva di Grinta all’Asur Marche chiedendo di concretizzare la situazione robotica su Fermo. Nei giorni scorsi ho anche parlato con tre primari, che si dicono molto soddisfatti di come si sta procedendo a livello sanitario. Finalmente, diceva uno di loro, si sta vedendo una luce in fondo al tunnel. Quindi, più che la Cenerentola siamo forse la regina delle Marche. E lo diciamo anche agli amici alleati che spesso si cimentano in comunicazione».

“Noi siamo attenti al fare, a produrre risultati e a dare soluzioni – ribadisce il consigliere regionale Marco Marinangeli -. Ci sta che consiglieri del Pd rivendichino una parte degli investimenti fatti come loro meriti, ci sta che parte della Conferenza dei sindaci faccia richieste evidenziando aspetti che non vanno. Ma che ce lo vengano a dire coloro che hanno prodotto questo risultato di oggi, non è accettabile. L’onorevole Fratoianni ha denunciato il malessere della sanità di Fermo con un’interrogazione e questo è offensivo per la comunità della provincia di Fermo. Credo si stia esagerando”.

Essere seri, aggiunge, «non vuol dire solo non rubare ma anche rispettare gli impegni presi con i cittadini». «Con il Pnrr sanità arrivano circa 69 milioni per rispondere ad uno principi con il quale ci siano presentati agli elettori: no agli ospedali unici, sì alla medicina territoriale. Faremo 29 case di comunità, 9 ospedali di comunità e 15 centri operativi territoriali. Questo significa anche attivare la telemedicina, dare più vicinanza ai cittadini quindi più servizi”.

Nell’Area Vasta 4, ricorda, sono stati fatti interventi mirati su 4 case comunità: se Montegiorgio aveva già i suoi fondi, a Montegranaro sono stati destinati 2 milioni, a Sant’Elpidio a Mare 2,4, a Petritoli 1.5 e a Porto San Giorgio 2,2, struttura questa che per Marinangeli ha già un servizio di riabilitazione invidiato da tutte Marche e che si implementerà ancora di più con una piscina riabilitativa. «In Consiglio regionale portiamo una mozione dove andiamo ad abolire il numero chiuso all’università, stiamo lavorando sulla revisione della legge 13 e sul nuovo piano socio sanitario. Inoltre, è nostra volontà politica dare autonomia alle Aree Vaste, con una redistribuzione corretta delle risorse. Nei confronti del Fermano c’è stata una disattenzione e quando ci dicono che siamo la Cenerentola lo fanno come se noi fossimo stati quelli che hanno prodotto tutto questo. Invece, con la Lega sta succedendo il contrario. Dico sono che su quei 69 milioni l’importo pro capite per Fermo è di 848 euro, mentre per Ascoli 543”.

Marinangeli non nega i problemi («Personale, servizi da implementare, lavoro su robot e emodinamica»), ma rivendica gli investimenti sulla struttura di Campiglione. «Dei 100 milioni già investiti altri 15 sono stati messi da questa Giunta. Abbiamo previsto un edificio che divide il triage dai sospetti malati Covid, poi ulteriori posti letto e 2 sale di emodinamica. Ci sono poi la nuova Tac al Murri, il robot fisiatrico a Porto San Giorgio, i 4 ecocardiografi che hanno chiuso il problema della cardiologia posizionati a Montegranaro, Porto San Giorgio, Sant’Elpidio a Mare e Montegiorgio. A brevissimo arriverà un mammografo. Aggiungiamoci la gestione della pandemia, anche questo un ottimo risultato non avendo sporcato il Murri. Si sta cambiando rotta e non accettiamo più colpe non nostre. Siamo coscienti che i problemi dobbiamo risolverli noi perché noi stiamo governando, ma fra 4 anni saranno gli elettori a giudicarci».



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