«Da qualche settimana, da più parti ci hanno chiesto se alle elezioni comunali di Fermo Rifondazione Comunista fosse presente con propri candidati nella coalizione di centrosinistra. La risposta è no; non solo non saremo presenti con una lista di partito, ma non saremo presenti neanche all’interno delle altre liste. E’ stata una scelta discussa e condivisa all’interno del circolo cittadino e che avevamo messo in conto sin dall’inizio». E’ quanto dichiarato da Alessandro Fortuna e Cosimo Del Faro, rispettivamente segretario provinciale e responsabile di Fermo di Rifondazione Comunista.
«A Fermo Rifondazione è un partito che, seppur dai numeri contenuti, sta attraversando un processo di rinnovamento, con una significativa presenza di giovani e giovanissimi impegnati quotidianamente sul fronte delle lotte e delle campagne politiche tematiche; sarebbe stato imprudente – spiegano i due esponenti Prc – caricare su un nucleo ristretto di compagni, per di più con poca esperienza elettorale, la campagna delle amministrative. Per contro, saremmo stati disponibili a dare il nostro contributo in una lista “della sindaca” slegata da riferimenti partitici e che potesse raccogliere quel consenso diffuso creatosi intorno alla sua figura; nel momento in cui questa ipotesi è tramontata, in verità per volontà non nostre, abbiamo deciso di preservare l’autonomia di partito e quella coerenza di fondo che ci ha portato a dire no alle proposte di ingresso nelle altre liste.
Tale circostanza tuttavia, non ha minato in alcun modo l’appoggio alla coalizione e soprattutto ad Angelica Malvatani, la cui candidatura è stata accolta e sostenuta da Rifondazione Comunista sin dall’inizio. Rifondazione si è avvicinata a queste elezioni cosciente dell’apertura di una nuova fase politica nel Paese e, di conseguenza, anche a Fermo. Di fronte all’avanzata di una destra politicamente arrogante e repressiva, nella società e nelle istituzioni, e alla diaspora dei vari pezzi del centrosinistra cittadino, queste amministrative potevano essere l’occasione per ricostruire un fronte unitario delle forze progressiste; un fronte che mettesse al centro del proprio programma il sostegno alle fasce deboli della popolazione e la difesa del territorio dal consumo di suolo. Riteniamo che tali obiettivi minimi siano stati raggiunti ed ora, indipendentemente dall’esito elettorale, si aprirà la fase dell’attuazione del programma. Da questo punto di vista, non sarà secondaria la composizione del consiglio comunale e, senza voler far torto a nessuno, confidiamo nell’elezione di quanti riteniamo in grado di spingere le proposte programmatiche più avanzate: Stefano Fortuna, Teo Del Monte, Nicola Pascucci, sono solo alcuni dei candidati consiglieri su cui pensiamo di poter riporre la nostra fiducia per una collaborazione proficua».
«Il nostro partito – continuano Fortuna e Del Faro – non ha rendite di posizione da acquisire o da difendere e non apparteniamo alla categoria dei “forzati” della politica, come del resto abbiamo dimostrato anche questa volta, rinunciando alle candidature pur mantenendo uno spirito unitario. Negli anni ci siamo distinti per la forte opposizione alle giunte Di Ruscio, per essere l’unico partito a denunciare il grave fatto di via Respighi, per aver costruito liste alternative al centrosinistra quando ritenevamo che non vi fossero le condizioni minime di convergenza. Né oggi ci sentiamo organici al campo largo, a conferma che gli accordi elettorali si fanno su programmi ben definiti e obiettivi dichiarati. La candidatura di Angelica Malvatani, per quanto ci riguarda, nasce in tale contesto e siamo al momento soddisfatti dei temi da lei evidenziati in campagna elettorale e caratterizzanti la coalizione, come ad esempio il salario minimo comunale, le proposte sul diritto all’abitare, il no ad ulteriore cemento. E poi i temi generali, su cui la sua posizione è netta: dal no al riarmo alla denuncia del genocidio del popolo palestinese, dal no al referendum sulla riforma della magistratura alla difesa della sanità pubblica».
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