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Passaggio generazionale e adozione di strumenti di controllo di gestione

PAROLA AGLI ESPERTI - Continua su Cronache Fermane la rubrica in collaborazione con l’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Fermo guidato dalla presidente Eliana Quintili. Ogni settimana i professionisti iscritti all'Ordine affrontano temi di attualità e approfondimenti sul mondo della contabilità, fiscale e del lavoro
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di Andrea De Santis
Nell’intervento della settimana scorsa pubblicato su queste pagine si parlava di “quando la srl è più adeguata rispetto alla snc”. Oggi, molte sono le società di persone, molto spesso snc, nate, in questi territori, negli anni ‘70, nelle quali, in questi anni, è in atto un processo di passaggio generazione che vede ai vertici di queste aziende i figli, i nipoti degli allora fondatori. Oggi, queste realtà devono, da un lato, fare i conti con una base societaria e/o decisionale allargata rispetto agli anni iniziali della loro vita, nelle quali il ruolo manageriale era ricoperto dal solo capo-proprietario, il protagonista esclusivo, e dall’altro, si trovano ad operare in un contesto assai più complesso rispetto a quello dell’epoca, caratterizzato da una maggiore complessità interna dell’organizzazione e da una turbolenza dell’ambiente competitivo. Per rispondere a queste maggiori difficoltà, oltre alla scelta di un “vestito” adeguato, un buon sistema di programmazione e controllo può essere uno degli elementi che determina il successo o l’insuccesso di un processo di passaggio generazionale e, perché no, anche di un’iniziativa imprenditoriale.
Un adeguato sistema di programmazione e controllo porta con sè, ovviamente, così come impone il passaggio generazionale, oltre ad una riorganizzazione della struttura organizzativa interna, anche un sistema articolato di autorità, responsabilità e deleghe (e perché no anche premialità) che chiama in causa un ristretto numero di figure manageriali, nelle nostre realtà, sovente troviamo figli, nipoti e parenti del fondatore. Un tale sistema organizzativo interno, proprio per le sue caratteristiche tipiche, può contribuire a mitigare quelle tensioni familiari tipiche del passaggio generazionale.


Senza ombra di dubbio, quindi, l’implementazione di un sistema di programmazione e controllo potrebbe essere decisivo per superare la fase di passaggio generazionale e proiettare l’azienda verso il futuro. Impostare un preciso organigramma funzionale con deleghe e responsabilità, processi di analisi dei dati, essere in possesso di dati previsionali, consuntivi e analizzare gli scostamenti periodici, rappresenta, oggi, un obbligo al fine di avere in azienda un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato e fornire al managment quelle informazioni necessarie per prendere delle “decisioni consapevoli” e non solo basate solo sul “fiuto imprenditoriale”.
Nelle nostre MPMI, molto spesso, questi dati, necessari all’implementazione di un basilare sistema di controllo di gestione, già sono disponibili negli archivi informatici aziendali e/o dei loro consulenti. A volte basta solo “tirarli fuori” e leggerli. Un esempio su tutti è quello relativo ai molteplici dati contenuti nella fattura elettronica xml. Oggi disponiamo, in tempo reale, ed in formato elaborabile, dei dati di tutti gli acquisti e le vendite effettuate dalla nostra azienda, anche per quelle realtà di modestissime entità. Già questo permette il calcolo, di alcuni indicatori-margini di vitale importanza per la sopravvivenza e lo sviluppo di un’azienda, uno su tutti il Margine di contribuzione, ossia la differenza fra i ricavi di vendita ed il costo variabile delle quantità vendute di tale prodotto; grandezza che misura il contributo che tale prodotto fornisce all’impresa per realizzare la copertura dei costi fissi. Già con il solo Margine di contribuzione potremmo renderci conto di quale strada sta percorrendo la nostra azienda, semplicemente paragonandola con un dato storico, ossia il mese precedente o lo stesso mese dell’ano precedente e, dal confronto dei due valori, elaborare una strategia per i periodi successivi (variare il prezzo di vendita del prodotto e/o cercare di limitare il costo variabile delle quantità vendute limitando gli “scarti di produzione”, ecc…). Un altro esempio può essere quello dei dati bancari. Lo sviluppo di sistemi di home banking e la possibilità di ottenere i dati bancari in formato elaborabile permettono il monitoraggio, in tempo reale e prospettico, della tesoreria aziendale, della capacità di rimborso del debito dell’azienda e della conseguente sostenibilità del debito in relazione anche ai piani di sviluppo aziendali.
Integrato al sistema informativo aziendale già presente, ma a volto poco sfruttato, nelle nostre MPMI, un sistema di Business intelligence permette di riassumere, elaborare e soprattutto organizzare le informazioni aziendali in cruscotti e piani prospettici finalizzati a prendere decisioni sia di natura strategica che operativa. L’efficacia di questi sistemi è collegata al fatto che oltre ai dati contabili questi cruscotti vengono alimentati anche da dati di origine extracontabili sempre più utili e rappresentativi del reale andamento aziendale.
L’utilizzo sempre più frequente di sistemi di programmazione e controllo non ha più il solo obiettivo di misurare i risultati aziendali e quindi comprendere l’effetto economico finanziario di una decisione, ma di individuare la catena causa-effetto di un fenomeno aziendale.
Oggi la quantità di dati disponibili per le analisi è immensamente superiore rispetto al passato. Le nostre Mpmi spesso si trovano in una situazione in cui non vengono analizzati nemmeno i dati di cui dispongono. È assolutamente necessario iniziare ad utilizzare le informazioni disponibili nei sistemi informativi aziendali, migliorare la qualità del processo decisionale e iniziare a creare una cultura di condivisione dei dati a tutti i livelli aziendali. Fondamentale, per una corretta riuscita del processo, è la “sponsorizzazione” della proprietà e/o del managment, in quanto, molto spesso, si registrano resistenze al cambiamento che fanno fallire l’intero progetto. E’ assolutamente possibile ottenere benefici su processi, costi e struttura finanziaria d’impresa, con piccoli accorgimenti ed investimenti ragionevoli, e magari con l’aiuto di un Dottore Commercialista.

 



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