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Alessandrini presenta la lista Dem: «Professionalità e umanità, senza il Pd non si va lontano»

SANT'ELPIDIO A MARE - Tutti confermati gli assessori e consiglieri uscenti, il candidato sindaco:"Spero che entro le elezioni anche i miei avversari parleranno di programmi"
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di Pierpaolo Pierleoni

Il Partito democratico schiera la sua squadra per le elezioni amministrative a Sant’Elpidio a Mare. E’ quella chiamata ad essere la lista trainante nella coalizione di centrosinistra guidata dal candidato sindaco Fabiano Alessandrini, che punge gli avversari augurandosi che «prima del voto anche negli altri schieramenti si inizi a parlare di progetti per la città, finora non abbiamo sentito nulla».

I candidati sono un mix tra figure già conosciute e volti nuovi. Ci sono tutti gli uscenti, a partire dal vicesindaco Mirco Romanelli, la cui presenza era parsa incerta fino all’ultimo. C’è l’assessore alla cultura e servizi sociali Gioia Corvaro, come anche il capogruppo Roberto Gallucci e i consiglieri di maggioranza Alessandro Morresi, Francesca Mandolesi, Francesco Lepri. In lista la segretaria del Pd elpidiense Loredana Marziali, Luca Viozzi, già candidato nel 2017, l’ex assessore Giuliano Cicchiné. Ci sono poi Laura Damiani, Francesca Ripani, Tiziana Mecozzi, Gianni Torresi, Renzo Recchioni, Alfredo Trobbiani, Lorenzo Olivieri Pennesi.

La segretaria Marziali parla di «una lista di persone che vivono il loro territorio con serietà e responsabilità. Figure che garantiscono professionalità, umanità, ascolto. Ci attende un periodo impegnativo, ci sono progetti finanziati e problemi da affrontare. L’Amministrazione uscente ha ottenuto finanziamenti importanti, ultimo quello da 11 milioni di euro per il polo scolastico Bacci. Questi risultati sono stati merito di tutta la squadra amministrativa. Grazie ai nostri consiglieri ed assessori uscenti e a Norberto Clementi per il lavoro instancabile. A Fabiano un grazie per il rapporto di fiducia. E’ un uomo di partito, lo sappiamo tutti e non ci nascondiamo, ma ha saputo aggregare e allargare la coalizione».

Parte proprio dal rivendicare il suo percorso nel partito il candidato sindaco Alessandrini. «Sono stato tra i cofondatori del Pd, ho fatto il segretario comunale e provinciale, dopo di me sono arrivati dei giovani e questo dà senso al mio ruolo, significa che ho lavorato anche per formare chi sarebbe arrivato dopo di me. Il Pd è una grande casa, dentro ci sono tante esperienze, di certo, a dispetto di quanto si cerca di far credere, da Roma non è mai arrivato nessuno ad imporre qualcosa. Senza il Pd non si va lontano. A Sant’Elpidio a Mare è capitato due volte che abbiamo perso le elezioni. Alla prima l’amministrazione è caduta dopo due anni, a Terrenzi stava per capitare la stessa cosa e per evitare un nuovo commissariamento abbiamo fatto un percorso politico. Avremmo potuto passare all’incasso, forse mi sarei candidato sindaco diversi anni prima, invece si è lavorato ad unire ciò che si era diviso e al di là di quanto accaduto di recente, siamo stati ripagati di quella scelta per tutte le persone con cui si è recuperato un rapporto sia politico che personale. Oggi sento la responsabilità della fiducia degli alleati, a partire da Livia Paccapelo e Franco Belletti, quelli che ci sono sempre stati e continuano ad esserci, fino ai quasi 100 candidati delle liste. Non c’è niente di peggio che tradire la fiducia e vi prometto che questo non lo farò mai».

Alessandrini si dice orgoglioso di un programma «al quale hanno lavorato tante persone, professionisti, referenti di associazioni. Sarà un progetto di continuità, ma anche di innovazione profonda. Vivremo tempi difficili, con una situazione sociale spaventosa e occorre consapevolezza. Abbiamo le idee chiare, ma le elezioni sono un patto con i cittadini ed il confronto è importante. Nelle assemblee di queste settimane sono emerse proposte interessanti, penso ad esempio a Castellano dove ci hanno suggerito un camminamento dalla vecchia strada Santa Lucia. Ringrazio tutti i consiglieri uscenti e gli assessori, perchè non ci sono solo i tagli del nastro, portare avanti una maggioranza compatta richiede un lavoro impegnativo».



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