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GIUSTIZIA E PROCESSI
Emergenza virus: anche al Tribunale di Fermo udienze da remoto in videoconferenza

FERMO - Elaborati due protocolli per i processi civili e penali. Il presidente dell'Ordine forense, Chiodini: «L'introduzione della tecnologia è l'unico lato positivo di questo dramma. Nessun caso di covid-19 in tribunale ma la situazione è pesante per tutti».
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Palazzo di Giustizia di Fermo

 

di Paolo Bartolomei

L’emergenza covid-19 ha costretto il mondo della Giustizia a darsi quella scossa, anche di tipo culturale, attesa da anni. A Bologna il 18 marzo 2020 si è tenuta la prima udienza in videocollegamento attraverso internet, era una convalida di arresti. Alla videoconferenza hanno potuto partecipare tutti i soggetti normalmente presenti di persona all’interno di un’aula di tribunale (giudice, pubblico ministero, avvocati, l’imputato e forze dell’ordine), e che invece erano distanti chilometri, evitando la vicinanza fisica e il conseguente rischio contagio.

Da oggi anche a Fermo sono possibili le udienze dei processi da remoto via internet: il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati fermano, di concerto con Presidente del Tribunale e Procuratore della Repubblica di Fermo, ha elaborato, nel rispetto della legge e dei recenti decreti governativi, due distinti protocolli validi sino al 15 Aprile 2020, per la gestione e lo svolgimento da remoto di quelle udienze civili e penali relativa ai procedimenti non soggetti al rinvio d’ufficio disposto dal decreto legge del 17 marzo scorso. Poi si cercherà di concordare nuovi protocolli per proseguire anche dopo il 15 aprile.

Come stabilito dal Ministero, le applicazioni utilizzabili sono la più recente “Microsoft Teams” e anche la più datata “Skype for Business”, che tra un anno la Microsoft definitivamente sostituirà con la prima (quindi converrebbe utilizzare sin da subito Teams per non dover poi impratichirsi con un diverso software).
Sono programmi che rendono possibile il lavoro di squadra stando lontani anche chilometri e da oggi scaricabili anche dal sito dell’Ordine degli avvocati di Fermo con tanto di tutorial e guide per il loro utilizzo.

Il Presidente dell’Ordine degli avvocati di Fermo, Stefano Chiodini

«Riuscire ad introdurre la nuova tecnologia che ci permette di celebrare udienze da remoto – afferma in merito il Presidente dell’Ordine degli avvocati di Fermo, Stefano Chiodiniè l’unico lato positivo di questa situazione drammatica, ma sarebbe importante poterlo proseguire in futuro anche quando sarà passata questa bufera perché, pur consapevoli che non può essere attuato per tutti i tipi di udienze e che non risolverebbe il problema dell’arretrato dei procedimenti, sarebbe però uno strumento utile per tutti».

Poi il massimo rappresentante dell’avvocatura fermana delinea il quadro del momento: «In tribunale la situazione è pesante; chi sta ancora lavorando lo fa in condizioni di emergenza, per questo ringrazio tutto il personale che dimostra spirito e grande dedizione, compresi tutti i componenti del Consiglio dell’Ordine degli avvocati che hanno lavorato incessantemente anche da casa (da remoto) per aggiornare in continuazione tutti gli iscritti sulle continue nuove disposizioni del Ministro, dei presidenti di Corti d’Appello e di Tribunale. In ogni caso non si registra alcun caso di contagio da covid-19 fino ad oggi a Fermo né tra avvocati, né tra magistrati e cancellieri.
Ascoltando i colleghi avvocati il clima è pessimo, non soltanto perché si teme per la propria salute, ma anche per i profili economici visto che la nostra categoria è stata tagliata fuori dal recente provvedimento del Governo a favore dei lavoratori autonomi. Io però sono preoccupato non tanto per questo mancato aiuto governativo che avrebbe garantito un minimo di sostentamento in questi mesi, ma perché tutti i nostri adempimenti obbligatori (tasse, cassa forense etc.), per quanto si sa oggi, verranno solo posticipati di pochi mesi, fatto che cambia poco perché sappiamo bene che a settembre non saremo in grado di far fronte alle scadenze. Per questo motivo ci stiamo muovendo con il Consiglio Nazionale Forense, con l’Organismo Congressuale forense, con l’Aiga e le altre associazioni per trovare una soluzione».
Una proposta avanzata da più soggetti è l’immediata liquidazione agli avvocati delle parcelle dei gratuiti patrocini e difese d’ufficio che a Fermo, come in tutta Italia, sono in attesa a volte anche da anni, oppure la loro compensazione con le imposte.

Una buona notizia viene dalla Cassa Forense che ha attivato una garanzia sanitaria valida per tutti gli iscritti, riguardante le infezioni da covid-19, con effetto retrodatato al 1 febbraio 2020 e che coprirà gli eventi occorsi e diagnosticati agli iscritti fino al 31 dicembre 2020. Ma dalla propria cassa previdenziale gli avvocati si attendono molto di più, per coprire quel vuoto in cui il Governo non è potuto arrivare unilateralmente di propria iniziativa per rispettare l’indipendenza delle professioni ordinistiche e delle loro casse previdenziali; indipendenza sancita dalla norma, ma che nella situazione attuale rischia di rivelarsi un boomerang.

Il coordinamento regionale AIGA che lavora interamente da casa



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