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Coronavirus, altri 180 tamponi
positivi nelle Marche su 727 analizzati

VIRUS - I positivi nelle Marche, dall'inizio delle analisi, a febbraio sono 3114 su un totale di 8623 testati
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Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore i tamponi positivi rilevati sono stati 180 su un totale di 727 processati. Così, dunque, i positivi nelle Marche, dall’inizio delle analisi, a febbraio sono 3114 su un totale di 8623 testati. La percentuale di positivi riscontrata ieri è dunque pari al 24 per cento. Quella sui numeri complessivi è pari, ad oggi, al 36 per cento.

Nel consueto aggiornamento delle 12 il Gores ha comunicato che nelle Marche sono 1143 i ricoveri in totale, di cui 166 in terapia intensiva. Sono 310 i deceduti mentre 9 sono i guariti e 129 i dimessi.

 

Intanto, sempre dal gruppo operativo regionale di emergenza sanitaria fanno sapere che: “Il laboratorio di Ascoli Piceno ha esaminato ieri 210 campioni, quintuplicando, nel giro di due giorni, la capacità tecnica iniziale, grazie all’attivazione della seconda macchina, che si è aggiunta alla strumentazione iniziale. Nella giornata di oggi sono attesi ad Ascoli ulteriori kit, per un totale di 800 esami”.

“All’interno del polo di biologia molecolare di Ascoli, ristrutturato due anni fa – spiega Antonio Fortunato, direttore del laboratorio analisi dell’Area Vasta 5 – sono state acquisite strumentazioni all’avanguardia, sia come tecnologia, sia come livello di automazione. In questa emergenza ci siamo trovati a disporre di una strumentazione di elevata automazione, per la quale le aziende di diagnostica hanno sviluppato e messo in commercio negli ultimi giorni reagenti specifici per determinare la presenza del virus. Avendo avuto la possibilità di approvvigionarci di questi reagenti specifici, ci troviamo ora nella condizione di essere utili all’interno della regione in termini di potenzialità di esecuzione degli esami”.

“Per l’acquisizione dei tamponi – spiega il direttore dell’Area Vasta 5 Cesare Milani – ci siamo organizzati anche attraverso due strutture esterne all’ospedale, che ci permettono di essere più efficienti ed efficaci, sia in termini di screening, sia in relazione all’utilizzo ottimale dei dispositivi di protezione”.



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