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Emergenza, la ricetta di Terrenzi:
“Si mettano i contagiati nei campeggi,
a fare la spesa solo la Protezione civile”

SANT'ELPIDIO A MARE - Il sindaco elpidiense:"Bene le ulteriori restrizioni imposte dal Governo, ma andavano adottate prima, io farei ancora di più"
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Il sindaco Alessio Terrenzi

di Pierpaolo Pierleoni

“La chiusura disposta dal premier Conte ieri sera? Giusta, ma tardiva. Io andrei anche oltre. C’è bisogno di misure severissime”. Così il sindaco di Sant’Elpidio a Mare Alessio Terrenzi, che ieri ha registrato il primo decesso nella sua città. Si tratta di un anziano già afflitto da gravi patologie che si trovava ricoverato da giorni all’ospedale Murri di Fermo ed è risultato positivo al Covid 19. “Mi stringo naturalmente a lui ed alla sua famiglia in questo momento di dolore. Ieri abbiamo avuto tre decessi di nostri concittadini. Un’anziana che si trovava in una residenza protetta, che non aveva contratto il virus, ed un uomo con una seria malattia che si trovava in una clinica di Civitanova Marche dove si sono registrati alcuni contagi di degenti e personale medico. Siamo in attesa dei risultati del tampone”.

Il primo cittadino ritiene necessarie le misure annunciate nella tarda serata di ieri dal presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte. “Il Premier ha fatto bene, ma avrebbe dovuto farlo prima. Tutte le attività produttive non indispensabili andavano chiuse già da tempo. Nelle emergenze temporeggiare è fatale. Sappiamo tutti che ci saranno conseguenze molto pesanti per l’economia, ma oggi c’è da pensare alla vita delle persone. Non esiste un interesse superiore”.

Secondo Terrenzi servirebbe uno step ulteriore, a partire dai contagiati e delle persone in isolamento domiciliare. “I malati in condizioni più serie sono ricoverati nelle strutture ospedaliere, e questo ovviamente è indispensabile – premette Terrenzi – Chi è risultato positivo e non ha sintomi particolari, non dovrebbe stare in casa. Queste persone andrebbero collocate nei campeggi e villaggi vacanze, con tutte le cure e la vigilanza medica necessaria per monitorare il decorso della malattia. Abbiamo tante strutture nella zona costiera, gli spazi non mancano. Replicherei il modello adottato per gli evacuati in occasione del terremoto. Le strutture potrebbero fornire un servizio prezioso ed avere anche delle entrate da parte dello Stato, che darebbero loro un po’ di ristoro, viste le probabili conseguenze che questa emergenza avrà sulle attività recettive. Dirò di più. Porterei nei campeggi, ovviamente in strutture diverse da quelle dei soggetti positivi al virus, anche tutte quelle persone che si trovano in quarantena. Purtroppo arrivano segnalazioni di persone che, nonostante per serie ragioni siano state collocate in isolamento domiciliare, continuano ad uscire. Questo va assolutamente fermato o non ne usciremo più. Se tutti vengono isolati davvero in strutture protette, ridurremo la diffusione del contagio”.

Il sindaco elpidiense vorrebbe anche uno stop per chi effettua la spesa nei supermercati e negozi di generi alimentari. “L’approvvigionamento delle famiglie naturalmente non si deve fermare, ma a provvedere dovrebbero essere solo le persone autorizzate – prosegue Terrenzi – A mio avviso a far la spesa non deve andare più nessuno spontaneamente e non dovrebbe più essere una delle attività consentite tramite autocertificazione. Si dovrebbe mettere personale sufficiente al Coc della Protezione civile che risponda al telefono per raccogliere le richieste. Poi i volontari si recano nei supermercati e consegnano a domicilio alle famiglie. Ovvio, non si possono raccogliere richieste per un etto di prosciutto, ma per quantitativi consistenti che durino diversi giorni. Recarsi a far spesa non può essere la scusa per uscire di casa. Il Governo ci consenta di farlo, poi ad organizzare il servizio pensiamo noi”.

Una linea intransigente, insomma, ma secondo Terrenzi indispensabile. “Sono grandi sacrifici a cui dobbiamo sottoporci tutti, ne sono consapevole – la sua conclusione – Servirà per un mese? Per due? Non lo sappiamo. Ma se non adottiamo regole severissime, non usciamo da questa situazione”.

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