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Il Sap dona la mascherina ‘personalizzata’
ai poliziotti associati: “Ai cittadini
chiediamo vicinanza e collaborazione”

FERMANO - Il sindacato autonomo di polizia, dopo aver donato ai colleghi di Fermo, gel e spray disinfettante, oggi ha donato una mascherina ai suoi iscritti. E si rinnova l'appello ai cittadini "Restate a casa"
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“L’emergenza sanitaria nazionale, legata al Coronavirus continua a mettere a dura prova tutti i colleghi impiegati per garantire la sicurezza nella nostra provincia. La Questura di Fermo, sta facendo un eccellente lavoro per dotare tutti i poliziotti che ad essa fanno capo, oltre anche ovviamente a quelli della Polizia Stradale, dei Dispositivi di Protezione Individuale, necessari per proteggersi dal contagio. Proprio per questo, il Sap di Fermo, qualche giorno fa, ha voluto contribuire mettendo a disposizione di tutti i colleghi gel antibatterico per le mani e spray disinfettante per le auto di servizio, ed oggi, vista la grossa difficoltà che si incontra nell’approvvigionamento dei predetti Dpi, ha deciso di donare, ai propri associati, una mascherina lavabile e riutilizzabile, assemblata cucendo insieme due tessuti in grado di isolare le vie respiratorie dall’esterno”. E’ quanto fanno sapere il segretario provinciale Sap, Alessandro Patacconi e l’aggiunto Costantino Alessandri.

“Il dispositivo di protezione, made in Italy, è stato creato e realizzato artigianalmente, in tempi record, dal maglificio Calimar di Falerone che ha sospeso la produzione di maglie per creare mascherine. Alla proprietà e a tutti i dipendenti, vanno i nostri più sentiti ringraziamenti. Abbiamo voluto che su ogni mascherina, venisse ricamato lo slogan del Sindacato Autonomo di Polizia ‘I love Polizia’, a testimonianza dell’amore che noi operatori abbiamo per l’ostituzione Polizia di Stato. Siamo certi che in questo momento, anche la società civile sta riscoprendo sentimenti di vicinanza e gratitudine per tutte le Forze dell’Ordine, impegnate a combattere alacremente il Coronavirus. Queste donne e questi uomini in divisa, impegnati incessantemente sul campo a lavorare, senza mai poter indietreggiare di un passo, sono anche genitori, figli, fratelli etc, e, pertanto, non solo mettono in serio pericolo la propria incolumità, ma espongono anche al rischio contagio i propri cari.  L’invito di questa Segreteria provinciale ai cittadini, quindi, è quello di aiutare noi e tutti gli operatori sanitari restando a casa, perché solo in questo modo si potrà tornare al più presto alla normalità. A tutta la popolazione, chiediamo inoltre di non dimenticarsi mai di darci sostegno e supporto morale, anche con piccole dimostrazioni di affetto, come quelle che ogni giorno stanno giungendo numerose da ogni parte d’Italia. Uniti ce la faremo”.



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