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Operatori sanitari contagiati, l’appello della Cgil: “Tutelare la salute di chi è in prima linea”

FERMO - "Sconfiggere l'epidemia il più presto possibile significa anche lavorare in sicurezza e tutelare la salute dei nostri operatori sanitari che sono in prima linea"
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(immagine di repertorio)

“Nessun operatore sanitario pubblico si tira indietro, tutti in prima linea ma i numeri dei costi in termini di salute sono da brivido. Ora sono le stesse aziende sanitarie a ratificarlo. Fino alla rilevazione del 17 marzo 2020 si stimavano per il personale sanitario 2.629 su 31.506 contagi: ben l’8,3 % dei casi totali.Una situazione decisamente inaccettabile”. Sono la parole del segretario Cgil Fp Fermo Roberto Lanfranco che fa il punto anche sulla situazione dei sanitari nel fermano.

“L’orgoglio e la preoccupazione sono sentimenti che tra gli operatori convivono ma la lettura dei numeri del Gores (gruppo operativo regionale emergenza sanitaria) del 18 marzo sono impietosi: 486 operatori sanitari coinvolti in prima persona. Solo a Fermo sono 89. Troppi”.

Da qui l’appello della Cgil: ” La salute del paziente e dell’operatore che deve curarlo mai come ora sono sullo stesso piano perché un fattore dipende dall’altro ed entrambi sono imprescindibili per la buona riuscita della attività di cura e di assistenza. Da subito vanno fatti   i tamponi a chi, in ragione della sua professione, rischia di più di essere contagiato dal Covid-19: medici, infermieri, tecnici tsrm e tslb, oss, ausiliari, barellieri, ma anche i dipendenti delle Cooperative all’interno dell’ospedale.  I tamponi vanno estesi in primis a loro per isolare anche i positivi asintomatici, per proteggere le persone. Sconfiggere l’epidemia il più presto possibile significa anche lavorare in sicurezza e tutelare la salute dei nostri operatori sanitari che sono in prima linea”.

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