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I sindacati a Confindustria: “Rispetto
per le posizioni di tutti, urge chiarirsi
altrimenti assumeremo altre decisioni”

SCONTRO - De Grazia, Cifani e Postacchini: "Si torni ad avere il massimo rispetto gli uni nei confronti degli atri, anche quando si hanno visioni diverse. Rispetto come precondizione per tornare ad un confronto serio e sereno"
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“Il difficile momento che stiamo vivendo, imporrebbe senso di responsabilità da parte di tutti, soprattutto da parte di chi oggi dovrebbe essere in prima linea per garantire la salute e la sicurezza della lavoratrici e dei lavoratori.
Le gravi affermazioni fatte da Schiavoni, presidente di Confindustria Marche, e le successive prese di posizione del presidente di Confindustria Centro Adriatico Simone Mariani e del suo vice Giampietro Melchiorri, lasciano esterrefatti e segnano, di fatto, una rottura delle relazioni sindacali inspiegabile in un momento così delicato per la nostra provincia”. E’ la replica di Cgil, Cisl e Uil, nelle persone di Alessandro De Grazia, Alfonso Cifani e Ulderico Postacchini, a Confindustria che in questi giorni ha stigmatizzato la sua assenza al tavolo per la sottscrizione del Protocollo Sicurezza. 

“Il fatto che Confindustria Marche abbia deciso di non sottoscrivere il protocollo regionale Lavoro-Sicurezza è legittimo, ma non condivisibile non comprendendo, nel merito dei contenuti del protocollo, quali siano i punti di non condivisione, di certo è gravissima ed inspiegabile l’affermazione del presidente Schiavoni sulla ragione di esistere dei sindacati. 
Non una parola per marcare le distanze, come ci saremmo aspettati, da parte di Mariani e Melchiorri, in particolare da quest’ultimo con il quale, al tavolo provinciale per la competitività e lo sviluppo, abbiamo condiviso il lungo e complicato iter per la decretazione dell’area di crisi industriale complessa Fermano-Maceratese.
Cosa spaventa Melchiorri e Confindustria nel condividere con Cgil Cisl e Uil la definizione dei protocolli aziendali piuttosto che i comitati aziendali, previsti dal protocollo nazionale del 24 aprile? Rispondiamo che, in questa provincia, il sindacato non ha alcun problema di rappresentanza, avendo iscritti nella maggioranza delle aziende. Sono quelle donne e quegli uomini che liberamente scelgono di iscriversi al sindacato che ci danno la ragione di esistere.
Conosciamo dettagliatamente i bilanci delle imprese del nostro territorio, i quali, anche negli anni della crisi, hanno continuato a produrre ricchezza, in molti casi anche a fronte di un calo produttivo. Quello che manca e che denunciamo da anni è un vero sistema di relazioni sindacali che riconosca il ruolo di rappresentanza, in primis attraverso la contrattazione di secondo livello, volta a redistribuire parte di quella ricchezza alle lavoratrici ed ai lavoratori.
Paradossale che lo stesso Melchiorri si meravigli che nella nostra provincia, negli ultimi mesi, si sia acuito un distacco nelle relazioni, a suo dire legato alle linee regionali, quando sa bene che quella rottura si è consumata proprio per la posizione assunta da Confindustria fermana quando, nel tentativo di costruire un documento condiviso a livello provinciale sull’emergenza Covid-19, si sfilò perché non condivideva proprio la logica di coinvolgere preventivamente le organizzazioni sindacali e le rappresentanze aziendale nella definizione delle procedure di sicurezza, in vista della cosiddetta fase 2.
Cgil Cisl e Uil, nella provincia di Fermo, hanno avuto da sempre, un atteggiamento volto a valorizzare la concertazione e la contrattazione e, anche nelle fasi più difficili come quella degli anni della crisi, dimostrando il massimo senso di responsabilità nella gestione delle migliaia di vertenze, senza mai alzare muri o barricate.
Vorremmo continuare ad avere questo atteggiamento, purché si torni ad avere il massimo rispetto gli uni nei confronti degli atri, anche quando si hanno visioni diverse. Rispetto come precondizione per tornare ad un confronto serio e sereno.
Riteniamo quindi doveroso un chiarimento urgente, in virtù delle buone relazioni sin qui avute, al fine di evitare che le posizioni si possano irrigidire ulteriormente, vedendoci costretti, in tale ipotesi, ad assumere altre decisioni”.

 



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