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La musica dopo il silenzio, presente
e futuro del Conservatorio:
“Pronti a ripartire, difficile
per concerti e attività di gruppo”

FERMO - Il presidente Giostra e il direttore Verzina: "Le sessioni d'esame si svolgeranno in presenza a giugno e luglio, ma la didattica a distanza rimarrà"
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di Pierpaolo Pierleoni

La musica non si è fermata. Anche a distanza, anche se con grandi difficoltà imposte dal Covid 19. Il conservatorio Pergolesi è pronto a ripartire: ridurre al minimo indispensabile la presenza fisica degli studenti, ma anche riprendere le sessioni d’esame già da giugno, con un protocollo rigoroso per la sicurezza di docenti, personale ed allievi. Tocca al direttore Nicola Verzina ed al presidente Igor Giostra raccontare i due mesi di emergenza, il presente e il futuro dell’istituto.

“Ci siamo subito attivati per rendere possibile la didattica a distanza e le lezioni con gli allievi attraverso le maggiori piattaforme, Skype, Zoom, m anche Whatsapp per la registrazione di audio video da inviare al docente per ascoltare le esecuzioni degli studenti ed inviare un feedback – spiega Verzina – Il 90% dei docenti è riuscito ad attivare la didattica online. Il problema principale è stato e sarà per le materie d’insieme, come musica da camera, quartetti e gruppi più numerosi. L’interazione tra strumenti è impossibile a distanza, c’è un tempo di latenza che non permette di suonare insieme. Si è svolto quindi lavoro individuale ma sempre su repertorio di musica d’insieme. La risposta degli studenti è stata ottima”.

Il Pergolesi prepara ora le sessioni d’esame a giugno e luglio. “Si svolgeranno regolarmente in presenza, ma continueremo a fare tutto ciò che è possibile a distanza, attraverso piattaforme web – prosegue il direttore – Gli esami strumentali e di gruppo, invece, si svolgeranno fisicamente secondo un calendario articolato per garantire tutte le misure di sicurezza, distanziamento, pannelli protettivi per strumenti a fiato, aule più grandi. Anche le lauree della sessione estiva si svolgeranno in presenza”.

Il presidente, Igor Giostra, parte da una valutazione giuridica delle responsabilità per i responsabili di istituti di istruzione o di luoghi di lavoro: “L’assenza di coordinamento tra settori di apparato pubblico ha messo in allarme tutti. Al di là di scorciatoie per comprimere o estendere la responsabilità, non si potrà comunque superare l’argine del sistema penale. Per essere chiaro, è utopistico pensare che chiunque contragga il Covid possa agire contro il datore di lavoro. E’ molto difficile dimostrare che il virus sia stato contratto nel luogo di lavoro, perchè l’infezione può essere plurifattoriale e non è semplice escludere ogni altro agente esterno. Lo dico per chiarire che non siamo preoccupati per noi, ma valutiamo con ottimismo la possibilità di riaprire in tempi ragionevolmente breve, garantendo norme di sicurezza per tutti”.

La ripartenza del Conservatorio passerà per visite mediche per il personale non docente, per un protocollo curato dal responsabile per la sicurezza dell’istituto che va dalle mascherine ai dispenser di igienizzanti, dall’utilizzo del termoscanner ai pannelli protettivi. “Sarà un impegno gravoso, logistico e di costi – continua il presidente Giostra – Il Ministero ha assunto un atteggiamento cerchiobottista, una sorta di fate vobis. I costi sono a nostro carico, valuteremo poi se ci saranno forme di rimborso. Ci sentiamo un po’ abbandonati a noi stessi, ma metteremo in campo tutte le misure necessarie per svolgere l’attività didattica e gli esami in sicurezza. Non si può far perdere un semestre agli allievi.  Far immettere gli allievi un anno più tardi nel mondo del lavoro è un danno serio che non vogliamo arrecare.  Sicuramente andiamo verso una forte limitazione dell’attività concertistica, specie per orchestre e gruppi di grandi dimensioni. Personalmente, ritengo che se il sistema Italia non ha ancora inteso di dover ripartire dalle proprie eccellenze, cultura e turismo, settori trainanti che possono esprimere un livello superiore al resto del mondo, si sta sbagliando tutto”.

A livello organizzativo, toccherà ai docenti individuare gli allievi che hanno necessità di effettuare esami e lauree nella prossima sessione, che darebbe loro modo di partecipare al concorso statale per nuovi docenti in scadenza il 31 luglio. La didattica ordinaria va avanti, ma è annullata tutta quella aggiuntiva, quindi conferenze, seminari, masterclass, come anche eventi e concerti. Per le ammissioni di nuovi allievi le prove scritte si svolgeranno invece a fine settembre.

Sia il presidente Giostra che il direttore Verzina avrebbero apprezzato “dei protocolli nazionali per garantire un minimo di coordinamento, in questo modo ogni Conservatorio si muoverà in maniera troppo autonoma. Sarebbero state utili indicazioni specifiche, ad esempio sulle distanze da tenere per un quartetto d’archi, o su come regolarsi per chi suona strumenti a fiato a cono d’uscita libero”.

A livello strutturale, per il futuro serviranno più spazi e il Pergolesi confida di poter ritrovare a breve il piano fiati, chiuso dopo il sisma. “L’obiettivo era riaprire entro l’anno – nota Igor Giostra – al netto di un delay di due mesi per il periodo di lockdown, mi aspetto che i tempi non si dilatino di moltissimo rispetto alle previsioni. Per noi sarebbe una boccata di ossigeno”. Resterà, comunque, la difficoltà nel proporre lezioni collettive, per le quali, in diverse materie teoriche, continuerà la didattica a distanza. “Le difficoltà sulle attività d’insieme, a meno che il virus sparisca dopo l’estate, proseguiranno ancora – conclude il direttore del Pergolesi – non potremo fare prove con l’orchestra ed il coro, sarà molto difficile anche per l’orchestra di fiati come per la Big Band jazz. Tutte realtà molto importanti della nostra scuola”.

 



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