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Lungomare preso d’assalto
nel weekend: mascherine sì,
ma sul distanziamento si fatica

PORTO SAN GIORGIO - Forze dell'ordine tutte, impegnate a far rispettare le regole e le norme, per carità. Ma quella del distanziamento sociale da rispettare, senza la responsabilità dei cittadini, diventa una missione quasi impossibile

Lungomare preso d’assalto nel fine settimana e non poteva essere altrimenti vista la voglia di tutti di uscire e prendere una boccata d’aria. Cercando di scrollarsi di dosso stress ed ansie accumulate sotto il lockdown. L’idea di chiudere al traffico il lungomare ha trovato operatori e cittadini concordi. Pedoni, ciclisti, pattinatori si sono riappropriati di un pezzo della città e, in molti casi, anche della spiaggia. Sebbene fosse ancora vietato prendere la tintarella o soffermarsi a chiacchierare in spiaggia, ieri la battigia sangiorgese si presentava come un tappeto fatto da centinaia di persone, da nord a sud, tutte intente a godersi una sana camminata, cosa peraltro concessa dalle ordinanze.

Nel secondo weekend dall’avvio della Fase 2, quello che ha anticipato di fatto la Fase 2 bis oggi ai nastri di partenza, sono tuttavia balzati agli occhi i comportamenti non proprio rispettosi, da parte di moltissime persone, delle regole base suggerite dai virologi e più in generale dal mondo della sanità. E se le mascherine, più o meno indossate anche dai più giovani, erano ben visibili, sul distanziamento interpersonale è caduto ogni tabù. Forze dell’ordine tutte, impegnate a far rispettare le regole e le norme, per carità. Ma quella del distanziamento sociale da rispettare, senza la responsabilità dei cittadini, diventa una missione quasi impossibile.

E dire che quella della distanza di almeno 1 metro resta una regola fondamentale anche nelle linee guida partorite dall’Inail e dall’Istituto superiore di sanità per contrastare il diffondersi del contagio alla vigilia della riaperture di tantissime attività commerciali. Ebbene, soprattutto ieri, sono saltati tutti gli schemi. Gruppi di adolescenti abbracciati, quasi incollati, si muovevano dalla spiaggia alle piazze della città uniti come invece non dovrebbero. Le panchine sono tornate ad essere occupate dagli anziani fino agli strapuntini, anche in questo caso senza lasciare la minima distanza. Discorso analogo di fronte a qualche pubblico esercizio. Quella andata in scena ieri insomma non è stata una bella giornata, almeno da questo punto di vista. Addirittura i giochi di qualche parco  sono finiti “nel mirino” dei bambini accompagnati dai genitori sebbene vi fosse l’ordinanza del primo cittadino che ne impediva ancora l’uso con tanto di nastro segnaletico. La voglia di libertà e di riconquista di una certa normalità non può in questa fase coincidere con il mancato rispetto di alcune basilari regole che riguardano da vicino la nostra come la vita degli altri. Covid 19 si combatte infatti anche restando un po’ distanti. Un appello che deve essere trasmesso e ripetuto in particolare agli adolescenti.

Sa. Ren.

 

 

 



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