facebook twitter rss

Coronavirus: altri 35 tamponi positivi
nelle Marche su 1.227,
lievi variazioni nei dati del Fermano

VIRUS - I nuovi casi vanno a sommarsi ai positivi riscontrati nella nostra regione dall'inizio del contagio, ossia 6.210 persone su un totale di 37.877 esami effettuati
Print Friendly, PDF & Email

Sono 35 i nuovi tamponi positivi riscontrati nelle Marche nelle ultime ore. Il dato è stato diffuso, come al solito, dal Gores, il gruppo operativo regionale di emergenza sanitaria, questa mattina e fa riferimento alle analisi effettuate ieri. I 35 positivi sono emersi su un totale di 1.227 test effettuati. Ciò equivale a un tampone positivo ogni 35 analizzati per una percentuale di positività pari a 2,85%.

I nuovi casi vanno a sommarsi ai positivi riscontrati nella nostra regione dall’inizio del contagio, ossia 6.210 persone su un totale di 37.877 esami effettuati.

Nell’aggiornamento delle 12, il Gores ha poi comunicato che, nel Fermano, i contagiati salgono a 431 rispetto ai 427 di ieri. I ricoveri in Rianimazione scendono da 6 a 5, e stesso dicasi per gli isolamenti domiciliari: dai 412 di ieri ai 411 di oggi. Di questi, 143 sintomatici e 73 operatori sanitari. 

Intanto ieri il presidente Luca Ceriscioli ha inviato ieri una lettera ai sindaci marchigiani e ai coordinatori degli Ambiti territoriali sociali “per condividere – fanno sapere dalla Regione – la costruzione di un Piano territoriale nel quale definire i tempi e le modalità di riattivazione di importanti servizi sociali e sociosanitari rimasti sospesi nei mesi di pandemia, nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori.
L’adozione del Piano è prevista dall’ultimo Dpcm (26 aprile 2020), e riguarda tutta la rete dei servizi in capo alla responsabilità gestionale degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) e di Asur.
La comunicazione inviata ha richiesto ai destinatari di comunicare al Servizio Politiche Sociali entro il 2 maggio un programma di riapertura, con indicazione delle strutture e dei servizi che si intende riavviare e relativa data di avvio, oltre che delle misure di contenimento del contagio che si intendono adottare.
Per l’area della disabilità, in base alle indicazioni del Dpcm, potranno essere riaperti i centri diurni socio educativi riabilitativi (Cser), i centri diurni per disabili psico-sensoriali, l’assistenza educativa domiciliare, l’assistenza educativa scolastica, i servizi di assistenza domiciliare (Sad) per disabili adulti, i servizi di trasporto socio-assistenziale, i servizi pomeridiani di promozione del tempo libero, i tirocini di inclusione sociale, i laboratori occupazionali, i servizi di assistenza domiciliare – gravissimi (assistente familiare/badante).
Per l’area minori, i servizi coinvolti sono: assistenza educativa domiciliare, centri estivi, centri di aggregazione per bambini e adolescenti, servizi privati a carattere ludico-ricreativo (ludoteche). Per l’area anziani i servizi da considerare sono i centri diurni per non autosufficienti e con Alzheimer, i servizi di assistenza domiciliare (Sad), i servizi di assistente familiare/badante, attività varie di sostegno alla longevità attiva, il servizio Civile volontario per anziani.
Per quanto riguarda gli adulti in difficoltà sono indicati i servizi di assistenza educativa domiciliare in situazioni di disagio, gli sportelli informativi per cittadini stranieri provenienti da paesi terzi, i servizi mediazione interculturale (a chiamata), i servizi diurni per persone prive di dimora o in grave emarginazione, i tirocini di inclusione sociale.
Nel settore dipendenze sono coinvolti i centri diurni.
Per la salute mentale si prendono in considerazione i servizi di sollievo, di ascolto delle famiglie, i servizi domiciliari di sollievo e promozione dell’autonomia della persona e della famiglia, gli interventi integrativi di promozione, accompagnamento e tutoraggio degli inserimenti lavorativi, gli interventi di promozione dell’auto-mutuo aiuto, i punti di aggregazione e socializzazione (accoglienza diurna), le attività di integrazione sociale.
Per la difesa delle donne vittime di violenza potranno essere riaperti i centri antiviolenza. Le comunicazioni che arriveranno alla Regione saranno parte integrante del Piano Territoriale che verrà adottato dall’Ente, in tempi utili per consentire la riattivazione già dalla data del 4 maggio. Il Piano conterrà anche modalità operative dettagliate e indicazioni sulla sicurezza sanitaria, condivise con Asur e Ats”.



Articoli correlati


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti