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Estate: ecco le nuove regole in spiaggia
Sparisce il check in,
per ogni ombrellone almeno 10,5 mq

SPIAGGIA - Varate dalla Regione le nuove linee guida che disciplinano attività ed ingressi in spiaggia. Obiettivo garantire la sicurezza. Cancellato il check in, ridotte le distanze tra gli ombrelloni. Spiagge libere in mano ai Comuni.
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di Sandro Renzi

Cosa potremo fare in spiaggia questa estate e cosa no ce lo dicono le linee guida approvate in giornata dalla Regione ed attese soprattutto dagli operatori balneari, alle prese con i primi lavori di sistemazione dell’arenile e delle strutture. Va precisato che potranno essere aggiornate o modificate sulla base delle disposizioni governative. Ma intanto rappresentano il punto di riferimento per aprire la stagione a fine mese. L’ultimo documento è il prodotto di un confronto serrato tra categoria e uffici regionali per cercare di conciliare legittime richieste di chi in spiaggia ci lavora ed esigenze di carattere sanitario. L’obiettivo è garantire la massima sicurezza di tutti in questa stagione segnata dal Coronavirus. Va anche detto che rispetto alla precedente bozza circolata negli ambienti, le linee guida aggiornate sono più “elastiche” offrendo qualche margine di manovra in più. Sparisce il check in per i nuovi clienti, ma resta l’indicazione di regolamentare l’accesso e gli spostamenti sulla spiaggia anche attraverso percorsi dedicati e sempre nel rispetto della canonica distanza di 1 metro.

Al personale addetto viene inoltre indicata la necessità di dotarsi di dispositivi di protezione che limitino il contatto con il droplets. Capitolo distanze anche per gli ombrelloni. Si passa dai temuti 14 mq ai 10,5 mq a paletto. Sarà questa la superficie minima da garantire. All’atto della posa degli ombrelloni occorrerà quindi rispettare una distanza minima di 4,60 metri nella stessa fila e 3 metri tra una fila e l’altra. Prima si ipotizzava addirittura una distanza di 5 metri. Non solo. Le linee guida dicono pure che “in caso di superamento delle condizioni critiche epidemiologiche e successivamente ad eventuale specifico provvedimento, l’inserimento di ulteriori ombrelloni a distanza minima di 2,30 metri nella stessa fila” potrebbe essere concessa. Sdraio, seggiole, lettini dovranno invece rispettare una distanza di 1,5 metri dalle attrezzatura attigue. Sul bagnasciuga, fermo restando l’obbligo di rispettare una fascia di 5 metri, i lettini dovranno essere collocati orizzontalmente mantenendo 2 metri di distanza. C’era un altro aspetto caro soprattutto agli sportivi ed ai genitori. Parliamo delle attività ludico-sportive. La Regione ha inteso prevederle, solo se consentite dalle normative vigenti, assicurando però il distanziamento sociale e sotto la supervisione dei concessionari. Evitando quindi di vietarle in maniera assoluta. Anche se pare escludere indirettamente i giochi di squadra. Stesso discorso per le aree gioco. Si potranno allestire “solo assicurando la vigilanza al rispetto delle norme di distanziamento in vigore”. Motivo per il quale probabilmente diversi concessionari opteranno almeno per questa stagione per una loro chiusura. In piscina potranno entrare invece non più di 4 persone ogni 10 mq. Qualcosa cambia pure per i bagnini di salvataggio che dovranno sorvegliare solo il tratto di mare assegnato e sensibilizzare l’utenza sempre sul tema del distanziamento. Restano vietate feste, merende, balli di gruppo. E se agli addetti che operano nello stabilimento viene chiesto i rispettare le norme anticontagio, ai bagnanti è vietato andare in spiaggia con febbre superiore ai 37,5°, è fatto obbligo di restare sempre distanti almeno 1 metro, anche quando si passeggia lungo la battigia o si fa una doccia. Doccia che peraltro sarà obbligatoria dopo la balneazione. I servizi di bar e ristorazione forniti nell’ambito dello stesso stabilimento balneare dovranno svolgersi nel rispetto delle normative vigenti e quindi, in caso di consumo di bevande e pasti sotto all’ombrellone, occorrerà sempre osservare la distanza.

Consigliata l’attivazione di un servizio di prenotazione anche mediante dispositivi informatici. Per venire incontro alla categoria si concede la possibilità di assegnare ai concessionari tratti di spiaggia libera di lunghezza non superiore ai 12 metri. In capo ai titolari di chalet restano le incombenze per la sanificazione frequente delle attrezzatture e dei servizi igienici. Viene anche consigliato di limitare al minimo l’uso degli spogliatoi e della cabine docce. I tratti di spiaggia libera non assegnati a nessuno resteranno in capo ai Comuni che a loro volta dovranno garantire l’adozione di misure quali la regolamentazione agli accessi e la sanificazione di eventuali attrezzature promiscue. Viene indicata pure la distanza tra ombrelloni in queste aree (3,50 metri minimo da palo a palo) e 2 metri tra lettini, sdraio etc. Distanziamento, quello fisico, che può essere derogato per le persone facenti parte del medesimo nucleo familiare. Ma per i Comuni sarà di certo oneroso poter svolgere questa attività di controllo.



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