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”Noi dilettanti vogliamo un futuro”,
le proposte del calcio di provincia

L'APPELLO- Tirassegno ‘95, Save The Youths Montepacini, Polisportiva Campofilone, Servigliano, La Montottonese, C.P.P. Amandola e Torrese unite in un coro unico diretto alla Figc, con diversi punti programmatici volti, post Covid 19, alla salvaguardia delle realtà dilettantistiche
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FERMO – “Il significato della parola Dilettanti, secondo la Treccani, è il seguente: Chi coltiva un’arte, una scienza, uno sport non per professione, né per lucro, ma per piacere proprio. Una definizione che ci sta stretta, perché le realtà come le nostre fanno molto di più”.

Inizia così il nuovo dispaccio ufficiale a firma congiunta diramato dall’C.S.R. Tirassegno ‘95, Save The Youths Montepacini, Polisportiva Campofilone, S.C. Servigliano, La Montottonese, C.P.P. Amandola Calcio ed A.S. Torrese che, unite in un coro unanime tracciano la rotta per una sana e snella ripartenza, post Coronavirus, evidenziando i punti programmatici su cui fare leva per la tutela e la salvaguardia di tutte le piccole realtà dilettantistiche.

“Ci consideriamo, infatti, un servizio alla comunità, piccola o grande che sia – prosegue il testo della missiva – un punto di riferimento attraverso il quale sentirsi rappresentati. E questo vale per i tantissimi, giovani e non, che credono nello sport come strumento fondamentale della società per creare relazioni, facilitare l’integrazione, impegnarsi in qualcosa, dare valori etici e morali che sempre più si fanno fatica a ricercare. Lo sport dilettantistico è tutto questo e molto di più, niente può fermarlo o strappargli via la propria essenza. Neanche una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo, perché proprio in questi momenti è necessario programmare con serietà e lungimiranza per dare un futuro ancora più forte e stabile a tutto il movimento”.

“Quella che ci troveremo ad affrontare sarà una lenta e faticosa ripartenza, che potrebbe anche vedere la scomparsa di molte realtà che per anni hanno contribuito allo sviluppo sociale del Paese. Ma questo non è e non sarà tollerabile – illustrano i sodalizi calcistici -: mai come ora, infatti, abbiamo la necessità di fare fronte comune, con richieste che siano sensate, concretizzabili e che permettano a tutti di poter continuare il lavoro iniziato. Richieste che auspichiamo possano essere valutate ed accettate dagli organi decisionali di questo Paese, per ricostruire il futuro del nostro movimento”.

“Queste sono le nostre proposte, emerse da un confronto tra dirigenti, allenatori e giocatori di diverse società dilettantistiche del sud delle Marche e che speriamo raccolgano il più ampio consenso delle altre realtà e protagonisti dello Sport dilettantistico – il dettaglio dell’elaborato colettivo -: blocco per almeno due anni del pagamento delle iscrizioni ai vari campionati e di tutte le spese accessorie per il tesseramento degli atleti; possibilità di accedere agli specifici fondi messi a disposizione dalle varie istituzioni nazionali ed internazionali, con prestiti a fondo perduto che permettano di sostenere le spese fondamentali per poter disputare i campionati; possibilità per almeno due anni di recuperare l’Iva per l’intero 22% a differenza dell’11% previsto oggi”.

“Siamo certi che soltanto una serie di interventi di questo tipo, e con una celere attuazione – chiudono le realtà in questione – potrà permettere la sopravvivenza delle oltre 60 mila società sportive dilettantistiche, presenti sul territorio nazionale”.

p. g.

 

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