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Covid19, Loira a tutto campo:
dagli aiuti alle imprese alla fase 2
«Il Fermano non deve essere
cenerentola della sanità regionale»

PORTO SAN GIORGIO - Contagi in calo e guarigioni in crescita. Il punto del sindaco Nicola Loira su Covid19 tra ripartenza, aiuti a famiglie ed imprese, prospettive, riflessioni e stimoli sulla gestione regionale della sanità
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Il sindaco Nicola Loira

di Sandro Renzi

L’emergenza non è finita. Ne sanno qualcosa sindaci ed operatori dell’Area vasta 4 dove l’ospedale obbligatoriamente misto è assolutamente funzionale ed ha accolto tutti, anche da altri territori. Nella Provincia di Fermo, dove le ferite del sisma ancora si fanno sentire, vedasi l’ospedale di Amandola ancora chiuso, case di riposo e residenze non sono state toccate dal Coronavirus. La macchina sanitaria sta reggendo l’urto.  Ma la politica si interroga già sull’immediato futuro prendendo lo spunto da quanto accaduto. Ed allora sul tavolo torneranno sicuramente questioni e richieste precise alla Regione. Investimenti in primis, soprattutto in alcuni servizi: da pneumologia ad emodinamica, dalla chirurgia d’avanguardia all’interventistica radiologica, dalla piscina terapeutica all’attivazione di nuovi posti letto ad un centro di riabilitazione attrezzato fino alla definizione del futuro dell’Inrca in Area vasta4. Intanto guai abbassare la guardia. Il sindaco Nicola Loira, pur guardando già da ora alla fase 2 annunciata dal Governo, invita tutti alla prudenza nella sua città. Basta poco per buttare al vento settimane di sacrifici. Ai quali peraltro i cittadini di Porto San Giorgio hanno risposto in maniera responsabile. Anche per questo il numero dei nuovi contagi è molto contenuto e sono  una ventina i soggetti positivi a Covid19.

Sindaco Loira qual è la situazione aggiornata a Porto San Giorgio sul fronte della lotta al Coronavirus? 

“I contagi stanno calando, diversi soggetti ne stanno finalmente uscendo anche dopo lunghi periodi di malattia. Mi riferisco ad esempio a chi si è ammalato a metà marzo e sta guarendo. Pochi sono pure i nuovi contagi, questo significa che abbiamo intrapreso la giusta strada”.

Come è stata la risposta dei cittadini al lockdown?

“Ottima e mi auguro che il senso di responsabilità prevalga, nonostante il bel tempo, fino alle nuove disposizioni. Dobbiamo mantenere il distanziamento interpersonale ed utilizzare le mascherine che servono principalmente per tutelare gli altri. Anzi vorrei che la fase 2 fosse accompagnata espressamente dall’obbligo della mascherina ogni volta che si esce di casa”.

L’emergenza che stiamo vivendo potrebbe spingere la politica a rivedere l’organizzazione della sanità territoriale? 

“L’errore più grande che potremmo commettere è ricominciare come se nulla fosse accaduto. La sanità marchigiana è fatta di tante eccellenze, la possiamo definire una sanità ‘democratica’, ma non è organizzata al meglio. Va riequilibrata per prima cosa la sua geografia”.

Quindi?

“Il Fermano non deve più essere la cenerentola della sanità regionale. Non è solo questione di soldi ma anche di distribuzione dei servizi. Se nel Maceratese o nel Pesarese ci sono ancora ospedali aperti non vedo per quale motivo non si possano assegnare alla nostra provincia quanto meno delle specialità o dei servizi che vengono prestati da altri territori. Il senso, insomma, è che la sanità può e deve avvicinarsi alla cittadinanza. Un ruolo importante nella lotta alla pandemia è stato svolto proprio dalla sanità domiciliare con pazienti curati a casa. Questo ha dimostrato che non sempre si rende necessario il ricorso all’ospedale. In questa emergenza abbiamo pagato la mancanza di letti disponibili e tamponi, ma ora la politica è chiamata a scelte che non possono più danneggiare la sanità italiana”.

Come si sta preparando il Comune di Porto San Giorgio alla fase 2?

“Il tema della ripartenza vedrà l’impegno assoluto della mia amministrazione ora e nei prossimi mesi. Abbiamo stravolto l’agenda dei lavori della giunta in funzione delle cose da fare per aiutare famiglie ed imprese ad uscire dalla crisi. Dobbiamo creare le condizioni per riprendere le attività produttive e commerciali. Ma non possiamo fare fughe in avanti”.

Qual è il rischio?

“Non posso promettere interventi e annunciare sostegni senza sapere prima quante risorse avremo a disposizione e cosa materialmente si potrà fare dal 4 maggio. Certo è che bar, ristoranti, alberghi, concessioni balneari, negozi devono essere riportati tutti alla fase 3 limitando al minimo i danni, senza lasciare nessuno indietro”.

Intanto gli uffici stanno studiando possibili misure di sostegno?

“Dove è possibile fare economie non ci tiriamo indietro. Se necessario, sacrifichiamo e posticipiamo anche la riorganizzazione del personale comunale, così da liberare risorse. Penso poi a contributi economici per pagare le imposte comunali ed a forme di occupazione del suolo pubblico per garantire ai pubblici esercizi il distanziamento che verrà richiesto. Pensiamo pure alle pedonalizzazione di strade o vie se questo potrà dare una mano agli operatori. Massima attenzione anche ai balneari anche se non ho alcuna indicazione, al momento, dal demanio sulla possibilità di estendere a loro l’utilizzo delle spiagge libere. Soluzione che mi vedrebbe favorevole. Nel frattempo ho chiesto un confronto con le categorie per informarle di tutto quello che sta accadendo e conoscere le loro esigenze, necessità, sapere a cosa stanno lavorando e quali suggerimenti propongono”.

E per le famiglie?

“Ci siamo mossi su tre livelli utilizzando le risorse della Protezione civile, del Comune e quelle che sono arrivate grazie alla solidarietà dei sangiorgesi. Ci sono tantissime persone danneggiate economicamente dal virus. I nuovi poveri sono tantissimi, molti di più rispetto a due mesi fa. Mi auguro che questa platea sia solo temporanea. Gli uffici intanto stanno lavorando ad un secondo piano per il sostegno ai bisogni non alimentari, dal pagamento della bolletta alle rate dell’affitto”.

E le altre attività comunale, lavori pubblici in primis, che fine faranno nei prossimi mesi?

“I cantieri andranno avanti, riprenderanno i lavori per il ponte sul fiume Ete e quelli per il risanamento del ponte sul rio Valloscura. Avanti tutta anche sul piano del porto e sul cinema Excelsior. Il confronto non si ferma. Via libera pure ad un vasto piano di ripiantumazioni e cura del verde. Si procederà inoltre alla sostituzione di molti giochi nei parchi. Mentre per i lavori in viale Petrarca si preannuncia uno slittamento a dopo l’estate”.

Un appello infine ai suoi concittadini?

“Nessuno si scoraggi, nessuno si senta sconfitto in questa fase, il Comune è dalla vostra parte per uscire insieme dall’emergenza senza lasciare alcuno indietro”.

 

 



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