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‘Pronto cassa e zero burocrazia per le imprese’
E sull’Area di Crisi la Regione rilancia:
“Bandi tengano conto dell’emergenza”

MARCHE - L'assessore al bilancio Fabrizio Cesetti rassicura il mondo produttivo marchigiano: “Se necessario metteremo altre risorse”
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di Andrea Braconi

I numeri, per l’assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti, sono sempre stati una sorta di stella polare. Come le date, fondamentali nel ricostruire il percorso di scelte politiche ed istituzionali.

Da un lato ci sono i 14,2 milioni di euro che, in questa fase di emergenza, la Regione Marche ha messo sul tavolo per aiutare le aziende marchigiane. Dall’altro ci sono le giornate del 9 e 10 aprile, esattamente quando la stessa Regione – prima in Italia – si è dotata di una legge specifica. “Tutto è stato approvato a tempo di record – ricorda l’assessore -. Abbiamo fatto il Consiglio regionale il 9 aprile, il presidente Ceriscioli ha firmato la legge il 10 mattina e nel pomeriggio la Giunta regionale, riunita in videoconferenza, ha approvato le delibere attuative”.

Un pronto cassa con zero burocrazia pubblica, tiene a sottolineare. “Adesso tutto è nella disponibilità dei Confidi e sono convinto che sapranno mettere in campo uno sforzo straordinario per rispondere velocemente alla richiesta delle imprese, sforzo che credo sia già in atto considerate le domande pervenute”.

La Camera di Commercio si è già detta disponibile ad incrementare le risorse. La Regione, da par suo, potrebbe fare altrettanto?

“Se necessario sicuramente sì, ma adesso ci sono questi 14,2 milioni, una cifra molto importante. Alle imprese continueremo a dare sempre un sostegno e, a tal proposito, sto già facendo una ricognizione di tutti i capitoli del bilancio regionale.”

Il mondo delle imprese guarda con estrema urgenza alle fine del cosiddetto Lockdown e nella Fase 2 la partita si dovrà giocare sul fronte dell’Area di Crisi Complessa.

“Già prima dell’inizio dell’emergenza avevamo approvato il piano di riqualificazione e riconversione industriale, così come era stato definito dal gruppo di coordinamento e controllo a livello nazionale. Abbiamo convenuto che il Ministero mettesse 15 milioni di euro, altri 15 ne abbiamo previsti noi da subito come Regione. C’era anche l’impegno, ovviamente, ad incrementare le risorse sia da parte del Ministero del Governo che dalla Regione qualora ci fossero state richieste maggiori.”

Il percorso, però, si è per forza di cosa bloccato.

“Deve essere firmato l’accordo di programma con il via libera del Ministero, un passaggio che ovviamente, e aggiungo io giustamente, si è bloccato con questa situazione. Non potevano uscire i bandi in questa fase, ma adesso, alla ripresa, questo avverrà. Bandi che, secondo me, tra l’altro devono tenere conto e terranno conto delle esigenze delle imprese e del territorio non soltanto sulla base di quanto emerso dalle cosiddette call che facemmo a settembre, ma anche tenendo conto di quelle istanze sopravvenute per quanto riguarda l’emergenza Covid-19 e ciò che questa ha determinato.”

In quali termini?

“Nel piano avevamo scritto che per il rilancio del Distretto fermano-maceratese non era sufficiente il sostegno al calzaturiero, ma bisognava esplorare nuove vie di sviluppo come l’agroalimentare e, soprattutto, il turismo. Questo era tanto vero che dalla call erano emerse proprio queste esigenze. Oggi i bandi, che ripeto usciranno finita l’emergenza, dovranno essere tarati su quelle esigenze e su quelle sopravvenute, che saranno in parte diverse. Ad esempio, le imprese del manifatturiero dovranno probabilmente ristrutturarsi, come sarà per il turismo che sarà sicuramente diverso: pensiamo alla situazione degli alberghi e degli stabilimenti balneari, che in parte dovranno reinventarsi. Ecco, su questo i bandi dovranno essere tarati per intercettare queste esigenze, dando una mano concreta.”

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