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Coronavirus, il tampone al ‘microscopio’
con il dottor Salvatore Licitra: il direttore
di Patologia clinica dell’Av4
apre le porte del laboratorio

FERMO - L'analisi del tampone. Viaggio nel laboratorio di Patologia clinica dell'Area vasta 4, con il suo direttore Salvatore Licitra. "Sono state eseguite sedute di analisi tutti giorni compresi i festivi per un totale di 3543 tamponi analizzati di cui 2667 negativi,558 positivi, 418 dubbi che hanno reso necessaria una riesecuzione del tampone. Da qualche giorno abbiamo iniziato ad eseguire anche test sierologici"
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di redazione CF

Lacrime, decessi, angosce e solitudine. Ma anche sospiri di sollievo e battaglie vinte. In una parola, Coronavirus. Il Covid-19 da settimane sta segnando la vita di milioni e milioni di persone in tutto il mondo. E ha cambiato anche le usanze degli italiani, dei marchigiani, dei fermani. Ha trasformato la quotidianità in scenari fino a pochi mesi fa impensabili, quasi surreali, con strade deserte e l’identità delle persone, i sorrisi, celati da fredde mascherine e dispositivi di protezione individuale. Un virus che, ai tempi dell’informazione globale, è stato sviscerato in ogni suo aspetto, dalle origini della ‘bestia’ alle ripercussioni sociali ed economiche che sta avendo, e che molto probabilmente si faranno sentire anche per gli anni a venire. Un virus che, in quanto tale, muta. Un virus che, dicevamo, ha mietuto troppe vittime e che, nel sentire comune, ruota attorno a una parola chiave, entrata tristemente nella quotidianità di tutti, anche dei fermani: il tampone. L’ago della bilancia: positivo o no? Quella risposta che può cambiare per sempre la vita del paziente e dei suoi familiari. Ecco perché è quasi doveroso scandagliare quei minuti di analisi che, di fatto, sono il crocevia tra il sentiero che conduce, obbligatoriamente, a un percorso clinico segnato dall’isolamento e dalla solitudine, e la strada del sollievo. Ed è il dottor Salvatore Licitra, direttore dell’Uoc di Patologia clinica dell’Area vasta 4, guidata dal dottor Licio Livini, ad alzare il sipario sulla metodologia di analisi dei tamponi, seguita dall’inizio del contagio e adeguata alle esigenze sanitarie che mutano, proprio come la ‘bestia’.

“La Patologia clinica – spiega il dottor Salvatore Licitra – ha iniziato ad eseguire i tamponi per la ricerca del Covid -19 il 12 marzo scorso. La tecnica adottata è una realtime in Pcr con ricerca diretta del virus. Si tratta di una delle metodiche, a nostro avviso, tra le più attendibili poiché ricerca tre geni espressi dal virus anziché i due minimi richiesti secondo le linee giuda dell’Istituto Superiore di Sanità. L’emergenza ci ha imposto di iniziare prima possibile anticipando le disposizioni di carattere regionale in pieno accordo con la direzione di Area vasta.

Le difficoltà sono state innumerevoli e nessuno di noi avrebbe mai potuto pensare di poterle affrontare: scarsa disponibilità dei reattivi e dei tamponi (eNAT) cioè con l’inattivatore del virus che consente di lavorare in sicurezza salvaguardando la salute degli operatori, numerosissime ed urgenti le richieste a fronte della potenzialità di processare un massimo di 160 campioni giornalieri pur lavorando H24.

Nel giro di pochi giorni abbiamo dovuto riorganizzare l’attività lavorativa del Laboratorio ed il lavoro di rete con gli altri reparti, senza dimenticare la difficoltà nell’affrontare la particolare condizione psicologica in cui tutti ci siamo trovati ad operare. Ciò nonostante siamo riusciti a rispondere in tempi brevi alle continue richieste di referti urgenti sempre soddisfatte almeno nel giro di 6-12 ore considerando la capacità di processare 40 campioni in 4-5 ore. Per agevolare la nostra attività è stato formato un gruppo di operatori addestrato all’esecuzione degli esami, ma il mio ringraziamento va esteso a tutto il personale che ha risposto sempre con sollecitudine alle richieste dei reparti pur di soddisfare le necessità dettate dalle circostanze. In questi giorni infatti si sono resi tutti disponibili con dei turni spesso massacranti pur di raggiungere l’obbiettivo principale che era quello di fornire un servizio alla collettività. Non posso non ringraziare anche tutti i colleghi ed il personale sanitario con cui abbiamo affrontato in maniera efficiente e collaborativa questa terribile emergenza.

Andando ai dati sono state eseguite sedute di analisi tutti giorni compresi i festivi per un totale di 3543 tamponi analizzati di cui 2667 negativi,558 positivi, 418 dubbi che hanno reso necessaria una riesecuzione del tampone. Naturalmente continueremo secondo le nostre possibilità ad eseguire 120-160 campioni al giorno di pazienti del Pronto soccorso, i ricoverati ed i coloro che necessitano di ricovero in Ospedale oltre ai domiciliari. Da oggi inizieremo anche una collaborazione con L’Inrca di Ancona per eseguire i tamponi al loro personale.

Da qualche giorno abbiamo iniziato ad eseguire anche test sierologici. Si tratta di esami eseguiti su prelievo di sangue finalizzati alla ricerca degli anticorpi che l’organismo produce in risposta all’infezione. Il test attualmente in uso rileva la presenza di IgA (anticorpi che compaiono all’insorgere dell’infezione) e IgG (anticorpi che testimoniano la risposta immunitaria dell’organismo. La presenza di sole IgG indica guarigione dall’infezione.

Nei prossimi giorni saranno sottoposti a test sierologico tutti gli operatori sanitari a partire dal territorio in modo da aumentare la loro sicurezza e quella dei pazienti con cui vengono a contatto. Al momento non è stato programmato, neanche a livello nazionale, un percorso di screening più ampio che interessi l’intera popolazione, finalizzato ad individuare i portatori asintomatici del virus”.



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