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Coronavirus, le richieste del Nursind:
“Tutele per infermieri
e tutto il personale sanitario””

VIRUS - Pelosi: "Occorre evitare l’accesso diretto della popolazione nei pronto soccorso/ospedali, in quanto i cittadini sono confusi dalle molteplici notizie e in questa situazione risulta indispensabile poter attuare un’ anamnesi accurata, mirata, oltre che fornire le corrette informazioni"
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La tenda pre-triage del pronto soccorso di Fermo

“Gli infermieri e sanitari, in prima linea nella gestione epidemiologica Covid-19, si stanno rivolgendo al Nursind per segnalare differenti criticità che stanno incontrando nell’emergenza Coronavirus. Numerose le lamentele provenienti dai Pronto Soccorsi marchigiani, nei quali è elevata la preoccupazione per l’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuali”. Così, in un comunicato stampa Maurizio Pelosi, della segreteria territoriale NurSind Ascoli Piceno-Fermo”.

“Il sindacato delle professioni infermieristiche NurSind – puntualizza Pelosi – non desidera certo creare inutili allarmismi, essendo perfettamente consapevole delle difficoltà determinate dalle peculiari informazioni scientifiche riguardanti il Covid19 a rapida diffusione, dalla contagiosità e dai rischi per la popolazione fragile con comorbidità. Ma abbiamo anche il dovere di tutelare tutti gli operatori infermieri, Oss, medici, tecnici ecc., che stanno lavorando in forte stress, per carenza di personale, con l’effettuazione di doppi turni, mancati riposi, ferie non godute, addirittura arretrate dal 2018.

La Regione Marche non può continuare su questa strada con i sanitari che, con etica e diligenza, svolgono quotidianamente il proprio mandato professionale. Le misure necessarie urgenti da adottare sono le assunzioni straordinarie di personale sanitario: perseguendo questa direzione, diversi decreti sono già stati concretizzati in molte altre regioni, come l’attuazione del percorso Pre–Triage all’esterno delle strutture ospedaliere, purtroppo non ancora previsto negli ospedali della Regione Marche.
Queste strategie preventive, sono state immediatamente predisposte in tutte le regioni, dove sono presenti focolai di contagio, per cui il Nursind non comprende i motivi per i quali non siano state avviate anche nelle nostre realtà marchigiane. La postazione ‘Tenda’, al di fuori dell’entrata dei Pronto Soccorso (come quella installata all’ingresso del pronto soccorso dell’ospedale Murri di Fermo), avente la funzione di accogliere prioritariamente l’utenza afferente con presenza di sintomi respiratori ed indirizzarla nei giusti percorsi, garantisce la sicurezza, sia dei sanitari che degli stessi utenti che afferiscono all’ospedale.
Occorre evitare l’accesso diretto della popolazione nei pronto soccorso/ospedali, in quanto i cittadini sono confusi dalle molteplici notizie e in questa situazione risulta indispensabile poter attuare un’ anamnesi accurata, mirata, oltre che fornire le corrette informazioni.

Altra misura utile da intraprendere è quella di accertare il possesso di tutti i criteri adeguati alle normative europee e nazionali delle strutture ospedaliere, designate ad assistere i pazienti contagiati. Alcuni infermieri ci hanno infatti segnalato che le loro sedi di lavoro risulterebbero sprovviste di camere di isolamento con zona filtro adeguate o addirittura sprovviste del bagno.

Speriamo che questa emergenza possa anche dare una spinta al governo della Regione Marche nel considerare prioritaria la necessità dell’incremento del numero dei sanitari nelle unità operative e di riconsiderare per l’accreditamento delle strutture sanitarie, degli standard più elevati rispetto alla numerosità delle dotazioni organiche, nonché l’ammodernamento delle strutture sanitarie, spesso obsolete e inadeguate per rispondere ai nuovi bisogni assistenziali.

Infine, invitiamo a trasmettere qualsiasi informazione o direttiva o protocollo, anche alla Rsu di Area Vasta di appartenenza e organizzazioni sindacali territoriale, al fine di contribuire, con spirito collaborativo alla corretta diffusione delle procedure aziendali, aderenti alle disposizioni del Ministero della Salute”.

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