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Coronavirus, la rilevazione di Cna:
ricadute preoccupanti sulle imprese
Grido d’allarme sugli asili nido

FERMANO - Le soluzioni prospettate da Cna. Silenzi: "La situazione è molto delicata". Migliore: "Dobbiamo segnalare anche il forte grido dall’allarme che ci arriva dal comparto privato degli asili nido"

Da dx Alessandro Migliore e Paolo Silenzi

“Quasi 3 imprese su 4 accusano ricadute negative dall’emergenza sanitaria provocata dal Coronavirus. L’85% prevede un peggioramento dei risultati economici per il 2020, il 68% ritiene molto probabile il ricorso ad ammortizzatori sociali”. Sono i principali risultati della rilevazione effettuata dalla Cna presso micro e piccole imprese attraverso un questionario cui hanno risposto in 6.327, a livello locale sono state oltre 90 le aziende che hanno inviato le risposte ai 12 quesiti posti. Costruzioni, servizi alla persona, turismo, produzione e moda le categorie che hanno risposto in maniera più numerosa all’indagine fermana.
“La situazione è molto delicata: gli uffici e i funzionari Cna rispondono quotidianamente alle richieste di informazioni e di chiarimento delle disposizioni da parte di imprese che si preoccupano di rispettare le regole e poter proseguire con il lavoro in maniera corretta. Come già rilevato fin dall’inizio – dichiara il presidente territoriale Cna Paolo Silenzi – i settori più colpiti sono quelli del trasporto merci e persone, turismo, moda, agroalimentare. Tra gli effetti diretti, evidenziati anche dalle risposte al nostro questionario – precisa Silenzi – ci sono la flessione della domanda, problemi logistici, difficoltà nei rapporti con i fornitori e nella gestione del personale”.

Da subito Cna è stata presente sui tavoli istituzionali sia ministeriali che regionali, puntando alla sospensione dei pagamenti, tra cui tributi, imposte, contributi, utenze, rate di mutui e premi assicurativi, e sull’adozione di misure straordinarie di supporto al reddito, oltre che di indennità per artigiani e lavoratori autonomi – aggiunge il direttore Alessandro Migliore – Abbiamo inviato alla Regione Marche, come richiesto, le nostre osservazioni e i suggerimenti riguardo gli interventi di sostegno alle imprese da mettere in atto tempestivamente. Oltre a questo, dobbiamo segnalare anche il forte grido dall’allarme che ci arriva dal comparto privato degli asili nido. La chiusura forzata determina difficoltà, i pagamenti delle rette da parte delle famiglie non arrivano ma intanto mutui aziendali, affitti e dipendenti da pagare, invece, restano. Con i servizi sospesi, le famiglie non pagano e si stima che circa l’80% delle strutture sia a rischio chiusura. Un’ipotesi più percorribile dei voucher baby sitter potrebbe essere il rimborso delle rette, ma per capire bene come muoversi abbiamo inserito nelle osservazioni al documento regionale anche questa situazione, che sta riguardando centinaia di imprese marchigiane”.
Anche la Cna di Fermo sta riorganizzando la propria attività lavorativa e la routine degli uffici: “L’accesso alle sedi è consentito solo in assenza di sintomi influenzali e da infezione respiratoria, gel disinfettante a disposizione degli utenti, di cui provvediamo a registrare ogni ingresso. Al momento l’attività seminariale è sospesa – ricorda Migliore – come quella conviviale e aggregativa che di solito programmiamo proprio in questo periodo dell’anno. I responsabili stanno studiando nuove date per i corsi obbligatori per imprese e lavoratori, ma teniamo a ricordare che siamo strutturati per la formazione on line: nel rispetto delle disposizioni, abbiamo attivato la piattaforma e-learnig Cna per continuare a garantire il servizio della sicurezza nei luoghi di lavoro, al fine di promuovere anche in queste condizioni la salute e sicurezza dei lavoratori e delle imprese”



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