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Cattedrale deserta e diretta radio per la messa di mezzogiorno, l’Arcivescovo: “Restrizione che addolora, attenzione alla salute delle persone più fragili” (IL MESSAGGIO VIDEO)

FERMO - "Ho deciso di adottare questa seconda misura, più rigida forse, ma sicuramente più rispettosa del bene comune e della salute delle persone"
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di Paolo Paoletti

Cattedrale vuota, quella di questa mattina, per la solenne messa delle ore 12 presieduta dall’Arcivescovo di Fermo Mons. Rocco Pennacchio. Come da disposizioni infatti anche le messe festive e feriali dell’Arcidiocesi di Fermo hanno adottato le misure di prevenzione per contrastare il contagio da Coronavirus. Messa di mezzogiorno che è stata trasmessa in diretta da Radio Fermo Uno e via streaming sul sito dell’Arcidiocesi di Fermo.  Prima della benedizione  l’arcivescovo Pennacchio ha voluto lanciare un messaggio all’intera comunità: “Ribadisco il mio saluto a tutte le persone, specialmente quelle malate, che da casa ci seguono. Voglio precisare che le misure di restrizione già adottate, cioè la sospensione dell’attività pastorale nelle parrocchie, la visita alle famiglie, le benedizioni pasquali, il catechismo, le attività di oratorio e la celebrazione delle messe feriale e festive,  proseguono ancora fino a nuovo avviso”.

Arcivescovo di Fermo che ha proseguito: “E’ una restrizione che addolora tutti, me per primo, nel dover per esempio come oggi celebrare in un Duomo deserto. Vorrei assicurare tutti che queste decisioni vengono prese con ponderazione e con attenzione soprattutto alla vita e alla salute delle persone più fragili. Di fronte alla possibilità, che veniva data, di assicurare a determinate condizioni di celebrare la messa, ovvero la distanza tra persone e la proibizione agli anziani di uscire di casa per venire a messa, in presenza dell’invito che ci viene fatto dalle autorità, pressante e accorato,  di uscire il meno possibile di casa per non creare possibilità di contagio, mi sono consultato con i sacerdoti responsabili di tutte le vicarie e alla fine ho deciso di adottare questa seconda misura, più rigida forse, ma sicuramente più rispettosa del bene comune e della salute delle persone più fragili”.

Mons. Pennacchio che ha concluso con un invito alla tranquillità ma anche alla responsabilità: “Rimaniamo tranquilli. Non sarà qualche settimana di digiuno eucaristico a farci perdere la fede o la salvezza eterna. Ci ritroviamo nella condizione di chi normalmente è impedito dal partecipare alla messa e può validamente, con la comunione spirituale, assolvere al precetto ascoltandola da casa alla radio come abbiamo fatto oggi. Sono certo che la comprensione di tutto il popolo di Dio della nostra diocesi non mancherà in presenza anche, e direi purtroppo, di ulteriori restrizioni che come sapete sono arrivate proprio questa notte con il nuovo decreto governativo”.



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