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Mirco Carloni
Graziella Ciriaci
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Coronavirus, gli odontoiatri
si fermano: “Aperti però per le urgenze”

VIRUS - Il presidente Strappa: "Importante accertarsi che gli operatori siano professionisti abilitati, basta telefonare al nostro ordine dei Medici per avere tutte le informazioni del caso". Sul fronte danni economici: "Gli studi medici hanno dipendenti che necessitano di certezze. Serve la cassa integrazione, sapendo di poter contare anche sulla fondazione Enpam"

Costantino Strappa

“È arrivato il momento di fermarci, sapendo però che in caso di necessità, di fronte a delle urgenze dobbiamo intervenire per limitare al massimo gli spostamenti limitandoli agli indispensabili e per evitare che altre persone possano magari andare a intasare il pronto soccorso dell’ospedale Murri”. Il messaggio del presidente dell’albo degli Odontoiatri dell’Ordine dei Medici di Fermo, il dottor Costantino Strappa, è arrivato ieri sera via mail a tutti i colleghi.

La comunicazione racchiude le indicazioni, le linee di comportamento decise a livello di Commissione Odontoiatrica. “Sono linee essenziali in questo particolare momento, difficile per tutti. Dobbiamo impegnarci anche noi per contenere l’epidemia da Covid-19 e per questo sono necessari la massima coesione e senso di responsabilità”.
Per questo motivo il messaggio è semplice: “Tutta l’attività deve essere limitata solamente agli interventi urgenti e non in altro modo differibili. Ridurremo così la circolazione dei cittadini e comunque non graveremo sul pronto soccorso. Il protocollo proposto è di effettuare un triage telefonico preliminare per definire l’effettiva urgenza del caso e le condizioni cliniche del paziente. Limitare i movimenti e i contatti interpersonali sono l’unico mezzo a disposizione per limitare l’epidemia”.
Da giorni i medici odontoiatri hanno già adottato dei protocolli specifici che prevedono di distanziare gli appuntamenti, gestendo un numero ridotto di pazienti, riorganizzare le sale d’attesa con le poltroncine posizionate a più di un metro di distanza una dall’altra, mettendo a disposizione dei pazienti disinfettanti per le mani.
“La nostra – prosegue il presidente Strappa – è da sempre una professione sicura; da sempre i nostri studi sono organizzati con tutti i dispositivi idonei al controllo delle infezioni crociate e procedure di disinfezione e sterilizzazione ad alto livello. Tutti gli studi odontoiatrici sono dotati di autoclavi di tipo B che garantiscono la sterilità assoluta, requisito sine qua non per ottenere l’autorizzazione all’esercizio. Ancora di più in questo momento è importante accertarsi che gli operatori siano professionisti abilitati, iscritti all’Albo degli Odontoiatri: sappiamo tutti infatti come sia diffuso nel nostro territorio il fenomeno dell’abusivismo. Fare questo controllo è semplicissimo: basta telefonare al nostro Ordine dei Medici per avere tutte le informazioni del caso”.
Come altri settori, anche gli odontoiatri son in attesa delle disposizioni del Governo: “Il danno economico di questa situazione sarà molto pesante. Gli studi medici hanno dipendenti che necessitano di certezze. Al momento, chi aveva a disposizione ferie arretrate è stato invitato a consumarle. Ma non è questa la soluzione, serve la cassa integrazione, sapendo di poter contare anche sulla fondazione Enpam, la nostra cassa previdenziale, che ha annunciato interventi specifici”.
Il presidente degli odontoiatri è però sicuro di una cosa: “Tutti insieme ce la faremo. Serve solidarietà, tutte le persone debbono capire la difficoltà del momento e attuare l’unica strada possibile: #iostoacasa, sapendo però che nessuno è abbandonato a se stesso: di fronte alle urgenze ci siamo, i nostri telefoni sono accesi. Pensiamo che tutta la comunità scientifica mondiale è impegnata nella ricerca del vaccino e di terapie specifiche per fermare la pandemia : questo deve dare a tutti fiducia ”.



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