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L’emergenza Coronavirus rivoluziona il trasporto pubblico locale, tagli delle linee e attenzione al personale: “Bloccato il settore turismo”

TRASPORTI - "L'azienda si trova a dover affrontare una forte difficoltà per tutto il settore gran turismo - spiega Alessandrini - che nei mesi di marzo aprile e maggio avrebbe visto uno dei periodi di lavoro più intenso. Tutto è stato disdetto. Non so cosa recupereremo quando finirà l'emergenza"
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di Paolo Paoletti

L’emergenza Coronavirus rivoluziona il trasporto pubblico locale. I vertici Steat hanno annunciato questa mattina, in una conferenza stampa in video conferenza e in diretta su Radio Fm1, l’adeguamento, anche nel Fermano ai tagli richiesti dall’ordinanza della Regione Marche ovvero, una riduzione del trasporto extraurbano per il 60-70%, urbano al 40-50%.

Nel concreto la società di trasporti guidata dal direttore Pino Rutolini e dal presidente Fabiano Alessandrini ha effettuato tagli al 53% per il trasporto extraurbano e il 45%per quello urbano. Azienda che prima ancora dell’esplosione dell’emergenza si era attrezzata per la tutela del personale. Da qui la disponibilità di mascherine e dispositivi di protezione per tutto il personale grazie ad un ordine provvidenziale di mascherine effettuato tempo fa dall’Olanda. Il primo messaggio che Alessandrini e Rutolini hanno voluto sottolineate è fondamentale: “Dobbiamo rimanere a casa, il trasporto serve solo che per coloro che devono andare al lavoro o negli ospedali individuati come ‘no-Cov’ ovvero senza la presenza di pazienti positivi al virus”.

LA SICUREZZA SANITARIA PER DIPENDENTI E UTENTI

Ad aprire la conferenza il presidente Steat Fabiano Alessandrini: “Siamo in un momento particolare e come società ci siamo mossi già dalle prime avvisaglie che hanno preceduto l’emergenza. Ringrazio autisti, personale di officina, personale al pubblico, uffici, per la disponibilità e la grande responsabilità in questa fase delicata. Ringrazio le organizzazioni sindacali con cui ci siamo confrontati. Abbiamo approntato, già diversi giorni fa,  tutto quello che potevamo  fare per quanto riguarda la sicurezza di tutti dipendenti e  dei cittadini che usufruiscono del servizio. Per prima cosa il servizio studenti è stato sospeso con la chiusura della scuole. Gli automezzi ogni sera vengono sanificati oltre alla normale pulizia. Tutto il personale viaggiante è stato dotato del kit di sicurezza. Siamo riusciti a prendere una partita di mascherine dall’Olanda visto che sono introvabili qui. Abbiamo in corso un altro importante ordinativo e speriamo che arrivi presto. L’accesso agli autobus viene garantito solo dalla parte posteriore isolando il posto guida con catenelle e ci stiamo attrezzando posizionare delle barriere in plexiglass. Visto il numero minore di utenti abbiamo maggiore spazio per far rispettare le distanze di sicurezza. Disposti inoltre sacchetti per smaltire i materiali portatori di germi, come fazzoletti ecc. Queste sono le misure messe in atto sin da subito e altre che mano a mano aggiorneremo seguendo le nuove linee”.

I TAGLI AL TRASPORTO PUBBLICO IN FASE DI EMERGENZA

“Con l’ordinanza numero 8 di venerdì scorso da parte della Regione – annunciano Alessandrini e Rutolini –  abbiamo proceduto a una riduzione dei servizi. E’ garantito il collegamento minimo di tutti i paesi agli ospedali di riferimento no-Covid, che per il fermano sono Amandola e Macerata. Su queste due direttrici manteniamo servizi e facciamo in modo che possano essere raggiunti dalla totalità dei nostri comuni”.

Sul fronte delle altre modifiche ecco i cambiamenti: non più corse ogni 20 minuti  ma ogni mezz’ora per il tratto urbano tra Fermo e Porto San Giorgio. Una variazione che interesserà anche la copertura del quartiere Santa Petronilla. Soppresso il collegamento tra stazione di Porto San Giorgio e porto turistico. Soppresso anche il bus navetta nel centro storico di Fermo tra Terminal, Piazzale Azzolino e Via Bellesi. Soppresse anche le tratte ad utenza zero come Porto D’Ascoli-Fermo e Falerone Fermo. Cancellata anche la linea Sacri Cuori, Capodarco-San Michele, Montegiorgio, Amandola, mentre per la Valdaso (Altidona, Pedaso, Rubbianello, Valmir) sono soppresse tutte le corse eccetto quelle relative agli orari di ingresso e uscita dai posti di lavoro”.

TURISMO BLOCCATO: DISDETTE GITE E VIAGGI

Steat che non è solo trasporto pubblico. “L’azienda si trova a dover affrontare una forte difficoltà per tutto il settore gran turismo – spiega Alessandrini – che nei mesi di marzo aprile e maggio avrebbe visto uno dei periodi di lavoro più intenso. Tutto è stato disdetto. Non so cosa recupereremo quando finirà l’emergenza. Un settore che valeva oltre 2 milioni di euro di fatturato. Abbiamo dipendenti il cui lavoro ci auguriamo venga garantito dalla cassa integrazione in deroga. Abbiamo fatto investimenti importanti, rinnovo autobus e immobili. E’ una difficoltà  che come sempre cercheremo di affrontare facendo conto del fatto sul fatto che ci saranno delle compensazioni sia da parte del governo che dalla Regione alla quale chiediamo di mantenere per intero il corrispettivo regionale che viene erogato. Se è vero che le percorrenze sono minori le spese organizzative per la gestione dell’emergenza sono importanti, basti pensare alla sola sanificazione dei mezzi ogni sera”.

IL FUTURO DEL PERSONALE

Vertici Steat che stanno lavorando per il futuro del personale. Direttore Rutolini che spiega: “Nella programmazione avevamo assunto già il personale a termine per l’alta stagione turistica. Giornate di lavoro già prenotate e ora nonostante le disdette l’uscita finanziaria rimane quella”.

Alessandrini aggiunge:”Con i lavoratori degli uffici attivato la modalità di lavoro smart working e continueranno a lavorare da casa.L’ ufficio operativo sarà aperto la mattina”.

C’è poi il fattore salute: “Anche in officina sono stati presi provvedimenti per mantenere la distanza di sicurezza. spero tutta vada per il meglio perché il lavoro fatto è importante ed a garanzia di tutti. E’ normale che sono preoccupato per i dipendenti e per la loro salute ma abbiamo consapevolezza di aver fatto tutto quello che potevamo fare. Ci sono aziende che non sono riuscite a reperire mascherine. Per il momento non è successo nulla. E’ un virus subdolo che pur con tutti gli accorgimenti che abbiamo messo in campo potrebbe presentarsi. In questo sono preoccupato. In questo momento non abbiamo incassi, abbiamo le spese dell’emergenza. Un servizio con 120 dipendenti all’attivo non si può mettere in standby. Stiamo facendo sfruttare le ferie, abbiamo attivato il fondo di solidarietà. Adesso aspettiamo la cassa integrazione in deroga che è fondamentale per poter garantire i lavoratori. Voglio ringraziare il direttore Rutolini, in prima linea in questa difficile fase che stiamo affrontando. Questo mi fa sentire orgoglioso di questa azienda pubblica”.

GLI UTENTI CHE USUFRUISCONO DEL TRASPORTO

Con le restrizione imposte dal governo, chi utilizza i mezzi pubblici? A rispondere è il direttore Rutolini:”Stiamo trasportando chi si reca al posto di lavoro. Servizi che stiamo facendo per i lavoratori tra Fermo e Porto San Giorgio ma anche da Montegranaro a Casette d’Ete che continuano ad essere usati con frequenza. Anziani non ce ne sono.  Continuano ad esserci extracomunitari tant’è che la zona di Tre Archi rappresenta ancora servizio tra quelli di punta visto che i residenti sono molti e si postano per lavorare a Porto San Giorgio, Fermo  ecc. Lavoriamo anche per il personale sanitario. Abbiamo servizi speciali istituiti dopo il sisma che portano i lavoratori dell’ex ospedale di Amandola a quello di Fermo e che continuano a usare il servizio. Anche i lavoratori del servizio sisma della Valdaso.”

Sul fronte abbonamenti prevista la possibilità di recuperare sia quelli mensili che annuali.

 

 

 

 

 

 



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