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Marcotulli, battaglia bipartisan contro il Covid 100:
“Ha ragione Terrenzi, serve visione a lungo termine”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il capogruppo di Fratelli d'Italia:"I 100 posti letto all'ente fiera di Civitanova avevano senso all'inizio dell'emergenza, ora serve prepararsi per l'eventuale seconda ondata"

“Come non dare ragione al sindaco Terrenzi”. Così il capogruppo di Fratelli d’Italia a Porto Sant’Elpidio Giorgio Marcotulli, che sposa la battaglia del primo cittadino di Sant’Elpidio a Mare contro il progetto di 100 posti letto di terapia intensiva all’ente fiera di Civitanova Marche. “Avremo posizioni politiche diverse in generale, ma quando si parla di interesse della collettività e di risorse pubbliche, conta solo il buon senso”.

Il progetto, secondo il consigliere, “poteva avere un senso all’inizio di questa emergenza, attivando strutture temporanee come fatto in Germania, Francia, Spagna ed America. Purtroppo il contagio è più rischioso nelle corsie degli ospedali che stando a casa. Serviva un’azione economica capace di mettere in sicurezza gli ambienti ospedalieri fin da subito, ancor meglio avere una struttura dedicata durante la crescita dei contagi e non quando la curva inizia ad appiattirsi e tantomeno quando sarà già probabilente in flessione”.

Per questo, l’esponente di Fratelli d’Italia ritiene che “investire nelle strutture esistenti, diversamente da ambienti vuoti come quello della fiera di Civitanova, richiede valutazioni più articolate su una visione anche a lungo termine, ma se pur in una fase emergenziale non bisogna farsi accecare dalla foga e valutare con buon senso il ritorno di un investimento così importante. Serve un progetto di continuità, il virus fino al vaccino continuerà ad essere un pericolo con cui convivere e nuove ondate potrebbero tornare così come sta accadendo in Cina e Giappone. Per questo l’attuale andamento dei contagi e l’allentamento delle terapie intensive ci devono far riflettere su cosa sia più utile, un struttura emergenziale che arriverà tardi rispetto al picco dell’emergenza o una struttura che sappia supportarci durante la fase 2, che possa essere pronta per nuove ondate di ritorno e che comunque possa essere in un futuro prossimo mantenuta senza disperdere le somme investite?”

Marcotulli ritiene “lodevole l’impegno e la disponibilità del comune di Civitanvoa, del gruppo Cavalieri di Malta e soprattutto dei tanti imprenditori del nostro territorio che con la loro generosità hanno supportato la raccolta fondi. Somme e sacrifici che non devono essere vanificati, perché a fronte dell’opportunità di affrontare in maniera agevole la fine della fase 2, c’è il rischio di ritrovarsi nuovamente impreparati a future ondate di ritorno, o nella migliore delle ipotesi di non poter riutilizzare quanto investito per altri impieghi sanitari”.



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